L’ex portiere dell’Inter ha parlato in conferenza stampa alla Sardegna Arena e svela la sua ricetta per uscire dalla crisi: «Lavoro e guardare al futuro con ottimismo»
Il nuovo allenatore del Cagliari, Walter Zenga, è stato ufficialmente presentato alla stampa in conferenza stampa alla Sardegna Arena. Il tecnico milanese, che sarà coadiuvato in questa sua nuova avventura in panchina da Max Canzi, avrà il compito di provare a risollevare le sorti del Cagliari.
«Ritengo il Cagliari una squadra buonissima. – ha dichiarato – La prima cosa che ho fatto quando ho firmato è stato chiamare Rolando Maran, professionista che stimo tanto. Avevo detto qualche tempo fa che i rossoblù attraversavano un momento complicato, ma che questo non aveva cancellato quanto di buono fatto nel girone di andata. Sono venuto perché ritengo il Cagliari una buona squadra, con storia, tradizione, una squadra che rappresenta un’intera isola. Credo di poter riportare entusiasmo».
Zenga svela quindi di aver seguito i rossoblù in diverse occasioni: «Mio figlio non vede l’ora di venire a giocare con qualche calciatore del Cagliari. – ha rivelato – Questo perché abbiamo visto insieme Cagliari-Fiorentina. Quando c’è stata Parma-Cagliari io ero al Tardini a vedere la partita. L’ho vista giocare tante volte questa squadra, e col presidente c’è un rapporto di grande stima da anni. Seguo il Cagliari da tanti anni, anche quando fu promosso dalla B mandai un messaggio a Giulini»
Quanto al presunto rifiuto del dicembre 2014, il nuovo allenatore del Cagliari chiarisce: «Nessun rifiuto, ero in ballottaggio con un carissimo amico, idolo di Cagliari, e ho ritenuto fosse il caso di farmi da parte. Il fatto che qualcuno possa aver preso il mio come un rifiuto, credo che non ci sia nessun allenatore così sciocco da rifiutare il Cagliari in Serie A. C’era di mezzo Gianfranco (Zola, ndr). Ho la voglia di non deludere tutte le persone che mi stimano. Cercherò di far sì che chi oggi è dubbioso arrivi a dire: ‘Ci siamo sbagliati’. Sta a me con il mio lavoro, il tempo mette le cose a posto».
Nello staff del tecnico milanese non figura al momento un match analyst. «Postai un’intervista di Tabarez perché come guru del calcio va osservato e ascoltato. Anche lui, come me, ritiene che l’occhio dell’allenatore veda oltre i meri dati. Max, poi, sa fare anche match analysis. Non c’è bisogno di essere in 15: bastano poche persone che sono capaci. Professor De Bellis, professionista capace, è rimasto con noi. Al limite chiederò al pres di prenderne uno, ma come staff tecnico siamo un numero sufficiente e possiamo suddividerci il lavoro».
Infine sul momento della squadra, reduce da 11 partite senza vittorie: «Ho trovato una squadra che ovviamente non è a mille. – ha detto Zenga- Come se ne esce? L’importante è non cercare alibi. Nella mia mentalità c’è solo una strada. Si lavora e si guarda con ottimismo al futuro. Penso che ho il Bologna davanti a 2 punti con 2 partite in meno. Non guardo le cose con paura. Cercherò di trasmettere alla squadra l’entusiasmo, così alla gente. Dovrà vedere una squadra che propone, che corre anche quando sta vincendo 2-0. Questa settimana mi aiuta molto, posso valutare con serenità».
A livello tattico è probabile il passaggio dal 4-3-1-2 al 4-3-3, ma Zenga preferisce non sbilanciarsi: «Mi piace essere il meglio di me stesso oggi, e lo chiederò anche ai giocatori. Basta guardare al passato e pensare nero, poi il modulo passa in secondo piano. Contano i principi di gioco e le motivazioni. Il modulo non è un dogma. Olsen e Cragno? Avere più scelte fa bene. Ho portato solo un preparatore delle palle inattive, punto su uno staff che conosce la squadra e su una rosa che ho visto giocare bene nel girone di andata».
Prima di accettare l’offerta del Cagliari, Zenga svela infine di aver contattato anche alcune vecchie glorie rossoblù: «La seconda persona che ho chiamato, dopo Maran, è stata Matteoli con cui ho giocato. Poi Gigi Riva, con il quale c’è un grande rapporto fin dai tempi della Nazionale».
Successivamente, intervenuto ai microfoni di ‘Sky Sport’, Zenga ha affermato: «Ritengo Cagliari la tappa fondamentale della mia carriera, fatico ancora a mandare giù la retrocessione di Crotone. Avevamo fatto belle cose, la gente era entusiasta. Voglio far sì che questa diventi la mia annata migliore».
Ora c’è da aspettare la riprogrammazione del calendario per l’emergenza Coronavirus. È probabile che la prossima partita del Cagliari, la prima con Zenga in panchina, sia sabato 14 marzo a Ferrara contro la SPAL di Di Biagio.

