«Ritornerete in Serie Bee», multa di 15 mila euro al Milan per i cori contro i sardi

Lo ha deciso il Giudice sportivo, che ha cumulato anche la sanzione per il ritardato inizio dei due tempi. Multa di 15 mila euro al Milan

I ripetuti cori contro i sardi intonati dai tifosi del Milan nella sfida di campionato contro il Cagliari non sono passati inosservati. Il Giudice sportivo della Serie A, Gerardo Mastrandrea, ha infatti comminato al club rossonero una salata sanzione, comprensiva anche del ritardato inizio delle due frazioni di gioco causato dalla squadra rossonera. Multa di 15 mila euro al Milan: la sanzione che la società meneghina dovrà pagare per il coro «Ritornerete in Serie Bee», ripetuto più volte e in modo distinto dai suoi sostenitori, ammonta a 15 mila euro.

Il coro è stato utilizzato chiaramente con intento denigratorio in riferimento alla tradizione agro-pastorale dei sardi.

Il Giudice sportivo della Serie A nel comunicato precisa che la sanzione è stata comminata al Milan «per avere, suoi sostenitori, nel corso della gara, intonato un coro becero di scherno nei confronti dei sostenitori della squadra avversaria; sanzione attenuata ex art. 29, comma 1 lett. b) CGS; nonché a titolo di responsabilità oggettiva, per avere ingiustificatamente ritardato l’inizio del primo tempo e del secondo tempo di circa tre minuti».

Al contrario del Cagliari, rientrato in Sardegna con un punto pesante conquistato in trasferta contro una delle big del campionato, quella del Meazza non sarà ricordata dai rossoneri, reduci dalla conquista della Supercoppa Italiana in Arabia Saudita, come una serata indimenticabile.

I cori discriminatori contro i sardi hanno generato anche la risposta di Nicola Riva, figlio di “Rombo di Tuono” e membro del Cda rossoblù.

«Niente è cambiato dai cori che papà sentiva negli anni del grande Cagliari, quando ci chiamavano pastori e banditi – ha dichiarato Nicola Riva –. Mi rendo conto di quanto sia basso il livello di certe tifoserie organizzate, i tifosi del Milan hanno trascorso l’intera partita a cantare contro l’Inter e il Bee verso di noi».

E ha proseguito, rivolgendosi a coloro che si sono macchiati di questi gesti: «Cari pseudo-tifosi, noi di tutto quello che voi ci cantate, ne andiamo fieri, se ci gridate certe frasi non fate altro che caricarci ancora di più come tifosi, ma anche e soprattutto come squadra che va in campo. Perché ogni singolo giocatore del Cagliari che scende in campo, gioca rappresentando un popolo e la sua storia, identità, cultura con grandissimo orgoglio e fierezza».

«Se volete davvero farci del male, non chiamateci pastori, ma costa smeraldini – ha infine concluso –. Ecco magari potreste ottenere un risultato differente».

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