Il Cagliari doma il Toro, Bellanova e Deiola danno la scossa salvezza

Colpo salvezza: l’ex Mazzarri batte 1-2 gli uomini di Juric e sale a quota 25 punti, rossoblù momentaneamente fuori dalla zona rossa. Il Cagliari doma il Toro

Il tecnico toscano ci ha preso gusto. Non diciamolo ad alta voce, ma dopo l’Atalanta anche Napoli e Toro (sua ex squadra) finisce nella ‘ragnatela mazzarriana’. Il Cagliari doma il Toro: la gara alla vigilia era sostanzialmente complicata, ma da buon sornione il Cagliari ha saputo rafforzare il suo bunker difensivo con Altare, Lovato e Goldaniga e sfruttare la corsa da mezzofondista di Bellanova.

Contro il Toro si è partiti proprio da questo, certezze. Pronti via: Dalbert che costringe Milinkovic-Savic a un doppio intervento su Grassi e Joao Pedro, poi Cragno si supera in ben tre occasioni granata, su un tocco ravvicinato di Bremer e un destro di Lukic finisce alto di poco. Salva risultato su un sinistro velenoso dal limite del Gallo. Sale in cattedra anche l’ex Juventino Marko Pjaca , super intervento del portiere con il pallone che va sulla traversa. I Rossoblù tengono botta, la fisicità e supremazia dei granata c’è; ll Cagliari pur non facendo sfracelli resiste. La difesa si mostra granitica con il trio Goldaniga-Lovato-Altare.

Da una rimessa arriva la svolta del match. Batte Dalbert, Grassi pesca Bellanova sul secondo palo che, totalmente indisturbato, fa 1-0. Il ragazzo è nella storia a 21 anni e 286 giorni. Come riporta il profilo Twitter di Opta, il nazionale Under 21 è diventato il più giovane difensore rossoblù a segnare in Serie A nell’era dei tre punti a vittoria. Dall’altra parte, invece, il solito errore difensivo: troppa libertà concessa a Bellotti e ‘Il Gallo’ con una zampata delle sue fa 1-1.

Il Cagliari non si disunisce fa entrare dalla panchina il jolly vincente Pavoletti. Bene, solito goal di testa? Assolutamente no. Agisce da rifinitore e assistman, si applica nelle sponde. Quella decisiva la serve proprio a Deiola, precedentemente tanto criticato contro il Napoli. Il numero 14 di San Gavino Monreale si sposta il pallone sul sinistro e, con un bolide dal limite dell’area, trafigge Milinkovic-Savic.

Finalmente in questo campionato la squadra rossoblù segna con giocatori differenti dai soliti JP10 e Pavoloso. Per contro non benissimo Marin e Pereiro, apparsi abulici e quasi mai dentro la partita. Ma quello che conta è aver fatto bottino pieno, dando valore e continuità ai preziosi pareggi, facendo un passo sostanziale in classifica, con un girone di ritorno che ha portato finora 15 punti in 8 gare. Non male.

Il gioco c’è, e si vede. Il Cagliari doma il Toro: la squadra sembra aver acquisito la consapevolezza dei propri mezzi, senza timore reverenziale, spalle larghe giocandosela a viso aperto. soprattutto contro squadre molto ostiche. Per salvarti occorre una difesa che subisca il meno possibile. E’ un dato di fatto che da quando si è rinvigorita la rosa, tagliando Godin, Caceres, e chi non sentiva senso di lotta e appartenenza al progetto il Cagliari dei giovani è andato increscendo.

Chi sale

Altare: si divora il gol sotto porta del 2-0 al 35esimo minuto. Poco dopo, al 42esimo, esegue un intervento spettacolare su Brekalo. Dopo essere entrato in scivolata esulta come se avesse segnato un gol. Un gesto tecnico rischiosissimo ma da difensore navigato! Grazie Olbia.

Lovato: grande prestazione da leader della difesa, per lui che è arrivato in prestito dalla Dea di Gasperini. Un feeling sempre più forte con il popolo sardo.

Deiola: determinazione, furore agonistico ma non solo. Mostra qualità e dedizione, trovando una pregevolissima rete con il sinistro, il piede che non è il suo.

Cragno: nei mesi scorsi troppe critiche nei suoi confronti, alcune giuste, altre abbastanza esagerate, senza logica. Anche lui come tutta la squadra sta ritornando ad essere decisivo, con una difesa inedita ma di assoluta affidabilità. A Torino ha compiuto almeno 4 parate fondamentali salva risultato. L’Uomo Cragno è tornato. Sontuoso!

Bellanova: inesorabile e inesauribile. Devastante, un motorino dai piedi buoni, il Forrest Gump rossoblù, capace di lasciarsi alle spalle qualsiasi avversario sullo scatto, è un talento puro da tenersi stretto.

Grassi: fa un lavoro prezioso e oscuro nella mediana con inserimenti spesso fondamentali nel spezzare le trame avversarie. Silenzioso ma efficace.

… e chi scende

João Pedro : nessuna preoccupazione, ci mancherebbe, JP10 è un giocatore che aldilà della convocazione nella Nazionale di Roberto Mancini ha superato tanti momenti non felici. Mazzarri lo sacrifica maggiormente per la squadra e lui ha un po’ smarrito il feeling con il gol. Ma siamo certi che lo ritroverà presto!

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