Si conclude il ricovero del giovane rossoblù all’Aou di Sassari. Il calciatore proseguirà ora il percorso di recupero. Trepy lascia l’ospedale
La notizia più attesa è arrivata. Yael Trepy ha lasciato l’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari ed è stato dimesso in buone condizioni cliniche. Si conclude così il ricovero del giovane attaccante del Cagliari, iniziato in condizioni critiche dopo il grave incidente in piscina che aveva reso necessario inizialmente il ricovero nella Terapia Intensiva Emergenza Urgenza dell’ospedale civile Santissima Annunziata di Sassari, prima del successivo trasferimento in Pneumologia.
LE DIMISSIONI – Trepy ha lasciato nel pomeriggio di giovedì 27 agosto il reparto di Pneumologia clinica e interventistica delle Cliniche universitarie di viale San Pietro. Accompagnato dalla madre, il giovane rossoblù ha salutato sorridente il personale, il direttore generale e il direttore sanitario dell’Aou di Sassari. Proseguirà ora il percorso di recupero lontano dall’ospedale, con l’augurio di poter tornare gradualmente alla quotidianità e all’attività sportiva.
«Il paziente viene dimesso in condizioni cliniche complessivamente buone, dopo un percorso che ha evidenziato un progressivo e significativo recupero – ha spiegato Pietro Pirina, direttore della Pneumologia clinica e interventistica dell’Aou di Sassari –. Gli accertamenti effettuati durante la degenza hanno mostrato un quadro in miglioramento e hanno consentito di programmare con serenità la dimissione».
IL PERCORSO DI CURA – Dopo la fase più delicata e il progressivo miglioramento delle condizioni respiratorie, lo scorso 20 agosto Trepy aveva lasciato la Terapia intensiva per essere trasferito in Pneumologia. Il passaggio si era reso possibile perché il calciatore non necessitava più di assistenza intensiva. Nel reparto diretto dal professor Pirina ha poi proseguito le cure, il monitoraggio e il recupero sino alle dimissioni.
Prima del trasferimento, Trepy aveva ringraziato medici, infermieri e operatori sanitari donando all’équipe della Terapia intensiva alcune maglie del Cagliari personalizzate con il suo nome. Un gesto di riconoscenza verso i professionisti che lo avevano assistito nei giorni più difficili.
«UN SISTEMA CHE HA FUNZIONATO» – «La dimissione di Yael è una notizia che ci rende particolarmente felici – ha dichiarato il direttore generale dell’Aou di Sassari, Serafinangelo Ponti – e rappresenta il momento conclusivo di un percorso che ha visto lavorare insieme tanti professionisti. Dal soccorso sul territorio all’assistenza in Terapia intensiva, fino alla Pneumologia e a tutti i servizi che hanno contribuito alla diagnosi, alle cure e al recupero del paziente: questa vicenda dimostra il valore di una rete sanitaria che ha saputo rispondere con competenza, tempestività e piena integrazione».
Ponti ha voluto sottolineare infine il ruolo svolto dall’intero sistema sanitario: «Se nei giorni scorsi qualcuno ha parlato di miracolo, noi preferiamo parlare del lavoro di un sistema che ha funzionato. Dietro questo risultato ci sono persone, professionalità e un grande lavoro di squadra. È un’occasione per ribadire il valore del nostro servizio sanitario pubblico, che ogni giorno affronta situazioni complesse, spesso lontano dai riflettori. A Yael rivolgiamo il nostro augurio per un pieno ritorno alla sua quotidianità e, naturalmente, al suo percorso sportivo».


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