Il direttore sportivo rossoblù svela le carte: «Priorità al centrocampo, pensiamo anche ad un difensore». Angelozzi sul calciomercato invernale
Intervenuto alla trasmissione di Radiolina “Il Cagliari in diretta”, il Direttore sportivo del Cagliari, Guido Angelozzi, ha trattato vari argomenti, dal suo arrivo in Sardegna al rapporto con il tecnico Fabio Pisacane, fino ai giovani rossoblù e naturalmente al calciomercato invernale del Cagliari.
«A Cagliari ho meno responsabilità di Frosinone, però le responsabilità le sento lo stesso, essendo il Direttore sportivo. Ci sono cose che mi rendono più rilassato di prima – ha dichiarato il dirigente –. Frosinone è un paese di 40 mila abitanti, che ha la fortuna di essere fra Roma e Napoli. Qui mi devo programmare perché senza l’aereo non ti puoi muovere. Anche se io arrivavo da un’isola ci sto poco e stavo a un’ora dalla terra».
«A Cagliari sto bene, sono contento e orgoglioso di rappresentare questa società – ha affermato l’esperto Ds – e va tutto bene. Quando sono arrivato il presidente mi ha esposto il progetto che voleva portare avanti. È una filosofia che mi piace. Io ho sempre costruito squadre giovani, anche quest’anno il Frosinone ha l’organico più giovane della B».
«Ho scelto Cagliari perché mi piaceva quello che mi ha proposto il presidente Giulini: avere un allenatore giovane, che veniva dal settore giovanile, e avere una squadra più giovane. L’allenatore sta andando bene, a parte lunedì, ma abbiamo fatto comunque una buona gara, e giovani ne abbiamo tanti. Siamo soddisfatti ma in queste 18 partite che restano dobbiamo cercare di migliorare e portare il Cagliari nelle posizioni che gli competono».
Quanto al suo rapporto con il mister Fabio Pisacane, Angelozzi ha dichiarato: «Ho capito subito che è bravo dal ritiro, per come si poneva e le cose che trasmetteva ai giocatori. Secondo me è un predestinato perché ha intuito, ha personalità, gli piace il lavoro, gli piace fare questo mestiere. Lui già parlandoci mi ha rivelato che prima di smettere di giocare ha iniziato a studiare perché voleva fare l’allenatore. Se uno è bravo, si vede, a prescindere dall’età, Pisacane ha dimostrato di poter stare in questa categoria».
«Da calciatore lo conoscevo perché lo volevo prendere a Bari e lui giocava mi sembra nel Lumezzane – ha proseguito Angelozzi –. Il matrimonio non si è fatto e poi lui andò ad Ancona e fece la trafila che lo portò in Serie A. L’anno scorso ci siamo visti la prima volta a Napoli, mi ha offerto un bel pranzo e abbiamo discusso e mi ha parlato un po’ delle sue idee ed io delle mie. Eravamo ancora in fase di studio, ma è andata benissimo. E poi c’è stata la famosa cena milanese, ma c’eravamo visti prima col presidente Giulini. E abbiamo progettato l’annata. Tutti i giorni pranziamo assieme e poi siamo andati in ufficio a parlare di rinforzi. Quali? Vediamo».
Si entra dunque nel tema del calciomercato invernale.
«Sulemana? È un ragazzo che è stato a Cagliari e lo conoscete bene. Ci può essere la possibilità di farlo ritornare. Ci abbiamo parlato, ha delle alternative ma il ragazzo quando ha saputo che c’era il Cagliari ha dato disponibilità a ritornare, è stato bene evidentemente»
«Vogliamo prendere due centrocampisti, perché in questo momento abbiamo Deiola e Folorunsho infortunati. Abbiamo avuto questa sfortuna. Uno l’abbiamo individuato, speriamo in questi giorni di chiudere. Se non succedono imprevisti, entro lunedì. Non dico sia sicuro, ma all’80% tornerà a Cagliari».
Sebbene non rappresentino delle priorità, Angelozzi non esclude comunque anche altri colpi negli altri reparti:
«Stiamo valutando se prendere qualche altro difensore. Dobbiamo valutare bene ma l’idea è di prendere un difensore».
E prosegue:
«Davanti invece voglio aspettare. Prima il centrocampista, che è urgente. E dopo ragionando vediamo di trovare un altro centrocampista e magari un difensore».
«Io preferisco che gli scout vadano a vedere i giocatori dal vivo, facciano la loro riunione e la loro relazione e poi discutano se un giocatore va bene in un posto o in un altro e non si affidino completamente agli algoritmi – ha spiegato il D.s. rossoblù -. Poi eventualmente si vedono i numeri, come facciamo qua a Cagliari. Ci sono società che si affidano totalmente agli algoritmi, e, per quello che io ho visto, non va bene».
«Con la società abbiamo le idee abbastanza chiare, facciamo delle riunioni – ha assicurato il dirigente –. Kiliçsoy e Trepy sono stati bravi, poi la società vuole stare in questa categoria, vuole migliorare e se c’è da fare qualche altro intervento lo faremo. Ma dobbiamo ragionare e fare le cose con la testa»
Anche in uscita potrebbe muoversi qualcosa: «Di Pardo e Prati sono richiesti – conferma Angelozzi – . Stiamo facendo dei ragionamenti se far partire qualcuno oppure no».
Piuttosto netta è la risposta su Palestra:
«Palestra fino al 30 giugno è un giocatore del Cagliari, poi tornerà all’Atalanta».
Il D.s. inquadra quindi la sfida Cagliari-Juventus: «Partita dura, ma si parte sempre da 0-0 e dopo chi è più fortunato vince. Strascichi negativi da Genoa? Spiace perdere ma la squadra ha ripreso a lavorare e stanno tutti belli carichi»
Quindi alcune valutazioni sui singoli: «Yerry Mina è un giocatore importante, forte, che ha avuto problemi fisici che gli hanno impedito di rendere come deve rendere. Stiamo cercando di recuperarlo. L’ho visto allenarsi bene e speriamo di recuperarlo, come gli altri».
«Conoscevo quasi tutti i calciatori quando sono arrivato, cerco sempre di studiare i calciatori quando vado in un club. Trepy l’ho visto in ritiro e mi ha fatto subito una buona impressione. Come sempre bisogna vedere il percorso mentale che il ragazzo fa. L’hanno seguito anche dall’Inghilterra. Anche Idrissi lo vedo come giocatore di grande prospettiva, Pintus è un altro ragazzo molto interessante. Il settore giovanile sta lavorando bene».
Infine un po’ di amarcord:
«Il colpo che mi ha soddisfatto di più? Federico Gatti. Giocava nei Dilettanti in Piemonte, volevo prendere lui e Boloca allo Spezia. Prendemmo solo quest’ultimo e Gatti rimase nei Dilettanti. L’anno dopo Federico andò a giocare alla Pro Patria in C. Lo Spezia andò in A ma avemmo discussioni e andai via. Così mandarono via anche Boloca. Allora questo ragazzo mi chiamava e io gli dicevo: “Guarda, non ti preoccupare, se trovo squadra ti porto con me”. È stato il primo acquisto che ho fatto per i ciociari da svincolato. Contemporaneamente seguivo Gatti in C, lo portai a Frosinone per poi venderlo alla Juve per 9 milioni di euro».

