Gli investigatori hanno rintracciato due dei responsabili dei fatti del 3 gennaio: arrestati i presunti aggressori del fratello di Pisacane
Con un blitz a Montesilvano, in provincia di Pescara, dove si erano nascosti per cercare di sfuggire alle forze dell’ordine, gli investigatori della squadra mobile e del commissariato di Napoli Montecalvario hanno individuato e fermato con l’accusa di tentato omicidio, mentre si trovavano a casa di parenti due dei presunti aggressori di Gianluca Pisacane, fratello di Fabio, allenatore del Cagliari. Arrestati i presunti aggressori del fratello di Pisacane: nelle ore successive il gip di Pescara Giovanni de Rensis ha convalidato il provvedimento di fermo nei confronti dei due indagati, disponendo la misura cautelare del carcere.
Ma chi sono i due arrestati? Si tratterebbe di due giovani di 25 e 30 anni, che la notte del 3 gennaio scorso, nei quartieri spagnoli della città partenopea, avrebbero aperto il fuoco per futili motivi contro il titolare del locale della movida, il Pisadog 19, ferendolo alla gamba destra.
I due uomini, assistiti dagli avvocati Antonio Rizzo e Leopoldo Perone, avrebbero entrambi precedenti ma non legati alla criminalità organizzata. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, avrebbero agito a volto scoperto per “vendicare” l’allontanamento dal locale della famiglia Pisacane, gestito da Gianluca, in vico Lungo Teatro Nuovo, di 3 loro amiche che, forse in stato di ebbrezza, avevano avuto un alterco con una dipendente.
Gianluca Pisacane, 28 anni, sarebbe intervenuto per sedare la lite e avrebbe chiesto alle 3 ragazze di allontanarsi. Determinanti per lo sviluppo delle indagini, oltre alle testimonianze, sono state le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona in cui è avvenuta l’aggressione e le registrazioni telefoniche.
Durante la loro fuga in Abruzzo, i due indagati hanno avuto anche un incidente stradale, nel quale, probabilmente a causa del ghiaccio, hanno perso il controllo del loro mezzo. Feriti (uno si è fratturato l’anca, l’altro un piede) non hanno ricorso alle cure mediche per non essere identificati, riparando a casa di parenti. Dopo il fermo sono stati così accompagnati in ospedale per le cure del caso.
La squadra mobile di Napoli è intanto sulle tracce del terzo uomo che ha preso parte all’aggressione, il quale sarebbe già stato identificato.

