Il Cagliari vince con arte: prof Viola, Marin e Piccoli firmano un successo che fa ben sperare

Dopo la vittoria di Coppa con la Cremonese, i primi tre punti in Campionato in trasferta contro i ducali per 2-3 sono ossigeno puro per i sardi: il Cagliari vince con arte

La sconfitta di Lecce e quella casalinga di Napoli per 0-4, hanno costretto la società a fare una serie di valutazioni interne mettendo sulla graticola il neo sostituto di Claudio Ranieri, ossia Davide Nicola. Il Cagliari vince con arte: l’esaltante successo fuoricasa contro il Parma ha tuttavia scacciato i fantasmi e riportato fiducia e serenità a tutto l’ambiente.

Negli ultimi anni l’ex tecnico del “miracolo” di Crotone ed Empoli, si è specializzato nella conquista di salvezze ereditando squadre create da altri, subentrando in corsa ed ottenendo risultati soddisfacenti.

I suoi principi di calcio: occupazione metodica degli spazi, recupero veloce della palla per poi verticalizzare nel volgere di breve tempo. Questo prima della sfida del Tardini con i rossoblù si era visto soltanto a sprazzi, dando la sensazione di un cantiere aperto più di una squadra. Il ritiro è allora servito ai giocatori per fare gruppo e al tecnico per trovare nuove soluzioni tattiche.

Contro il Parma era necessario svoltare. Inutile insistere sul 3-5-2, sistema provato e riprovato per quasi due mesi e mezzo: Zappa e Azzi pur quanto volenterosi, il primo da braccetto destro, in un reparto che completato da Mina e Luperto, ha mostrato parecchia sofferenza e una certa confusione tattica senza copertura adeguata sulle fasce. Il centrocampo era apparso privo di qualità e piedi buoni, con un Deiola utile a fare legna in fase di non possesso ma poco incisivo e spesso sprecone sotto porta.

Nicola al Tardini ha dunque cambiato modulo, con una sorta di 4-4-1-1. Piccoli unico terminale offensivo, Zortea esterno destro e Luvumbo dall’altra parte largo a sinistra, con Adopo e Makoumbou interni. Uno schieramento che ha assicurato maggiore solidità e dinamismo. Partita effervescente, spettacolare per i continui capovolgimenti di fronte, mai scontata. I rossoblù stavolta sono scesi in campo con la determinazione giusta e tatticamente più ordinati.

Viola, prima volta per lui da titolare quest’anno, libero di dipingere calcio. Il risultato è stata un’ora di ottimo livello, ogni volta che toccava il pallone il fantasista dava la sensazione di poter inventare qualcosa. A conferma della sua incisività, le due ammonizioni causate ai gialloblù.

Con tutti questi accorgimenti il Cagliari sembra aver cambiato registro, forse (ma è ancora presto per dirlo) trovando la famosa “chiave” di cui ha parlato il patron Giulini nella conferenza post debacle interna con l’Empoli. Adopo ha dimostrato la qualità e i piedi buoni per creare gioco, con buone individualità palla al piede e discreta visione di gioco. Il nuovo acquisto sta crescendo ed è stato certamente fra i protagonisti della vittoria. Ha dominato in mezzo al campo, servito l’assist per l’1-2 provvisorio, comandato le accelerazioni del Cagliari. Al suo fianco Makoumbou, che sta ritrovando il ritmo partita dopo esser stato un po’ accantonato a inizio stagione, ha fatto a sua volta una buona prestazione e dimostrato progressi significativi rispetto alla prova incolore contro i toscani.

Il Cagliari vince con arte: anche Zito Luvumbo ha dato segnali di ripresa dopo partite in cui ha lasciato ai tifosi l’amaro in bocca: ha acceso il match mettendo in crisi i difensori avversari con i suoi scatti e qualche buon cross, anche se la rete per ora rimane un tabù per l’angolano.

Lo slovacco Adam Obert ha lasciato il segno, schierato a sorpresa da titolare come terzino sinistro, e venendo preferito ad Augello. Una contromisura pensata da Nicola nello scacchiere iniziale che ha consentito maggiore copertura sul romeno Dennis Man. In fase propositiva Obert ha anche avviato l’azione del gol di Zortea, rifinita poi proprio da Luvumbo. Buona prova anche per l’ex Atalanta e Frosinone.

Adopo ha mostrato buone individualità palla al piede e una buona visione di gioco. Sta crescendo e va iscritto certamente tra i protagonisti della vittoria di Parma. Finisce per dominare il centrocampo, serve l’assist per l’1-2 provvisorio, comanda le accelerazioni del Cagliari. L’ex tecnico del Toro gli aveva concesso finora solo spezzoni di partita, preferendoli sistematicamente Deiola. Il giocatore di San Gavino Monreale non fa mai mancare il suo impegno, ma i piedi buoni e il fosforo a questo Cagliari non possono assolutamente mancare.

Se il reparto offensivo è sostanzialmente più efficace e pericoloso lo si deve anche a Piccoli. Croce e delizia finale. tre occasioni nitide non concretizzate. Sfortuna superata quando Gaetano, con un cioccolatino, lo manda in porta e lui non si fa più pregare siglando il gol vittoria. Sacrificio e grande lavoro per la squadra, fisico possente, buon tiro, carattere da duro, con il limite a volte di tenere troppo palla anziché giocare a due tocchi, e l’obbligo di crescere sotto il profilo tecnico, in particolare nel palleggio, ha dimostrato che quando è supportato da giocatori di classe può fare bene e segnare gol utilissimi alla causa rossoblù.

Per quanto riguarda invece il prodotto del vivaio del Napoli, riportato nell’isola sul “gong” del calciomercato estivo, il talentuoso centrocampista partenopeo ha fatto intravedere al Tardini movenze e giocate “alla O’Neill”, ma deve recuperare condizione atletica e lo smalto dei tempi migliori che nella passata stagione lo ha portato a dare un grosso contributo alla salvezza dei rossoblù di Ranieri.

I segnali della vittoria contro i crociati sono senza dubbio incoraggianti ottimi per il morale. Il cambio di passo si è visto. L’orchestra e la musica è stata gradevole anche se sotto l’aspetto difensivo si è concesso troppo. Il fallo ingenuo (ma veniale) di Palomino ha rischiato di buttare tutto alle ortiche. Il difensore argentino è in ritardo di condizione e ha bisogno di tempo per ritrovarla. Ottimo invece l’impatto a gara in corso di Marin con una prestazione di qualità e la gemma del gol da fuori area che è valso il provvisorio 1-2 alla squadra di Nicola.

Gli automatismi vanno sicuramente rodati e messi a punto, ma l’approccio alla gara è stato finalmente buono. Se i rossoblù mantengono la spina attaccata possono sicuramente fare bene, mostrando buone cose mantenendo i piedi ben saldi senza voli pindarici, sacrificandosi l’uno per l’altro, con un puzzle in fase di completamento.

Il Cagliari vince con arte: la speranza è che Nicola abbia tratto indicazioni utili dalla gara di Parma. A volte è bene modificare il proprio credo tattico per il bene comune, la salvezza dei sardi, e in funzione dei giocatori a disposizione, senza intestardirsi con scelte discutibili, e sarebbe opportuno ripartire a Torino riproponendo ciò che ha funzionato con i ducali.

Domenica all’ora di pranzo sfida complessa e sulla carta proibitiva: all’Allianz Stadium arriva la Juventus di Motta, che mantiene ancora la propria porta inviolata e nonostante assenze pesanti (out per infortunio Bremer e Nico González) ha una rosa profonda, con giovani interessanti e imprevedibili, come il figlio d’arte Francisco Conceiçao, che possono sostituire i titolari senza farli rimpiangere. Occhio poi alla bestia nera Dusan Vlahovic: 6 gol per lui in campionato. Il serbo sarà l’osservato speciale dei difensori rossoblù.

I rossoblù dovranno restare concentrati in fase di non possesso e rivelarsi cinici quando si creeranno le occasioni da rete. A Nicola tocca trovare la ricetta per subire il meno possibile e far male ai bianconeri.

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