Ranieri si congeda dal Cagliari, è ufficiale: salvezza e addio al calcio

Con un comunicato, il club rossoblù ufficializza la separazione dal mister a fine stagione: Ranieri si congeda dal Cagliari

Sir Claudio Ranieri si congeda dal Cagliari con un anno di anticipo sulla scadenza del contratto e dà l’addio al calcio. A dare l’annuncio è il club rossoblù, che saluta e ringrazia con una lunga nota sui suoi canali ufficiali il tecnico romano, protagonista dell’ennesima impresa con la salvezza conquistata con un turno d’anticipo battendo in trasferta il Sassuolo.

«Mister Ranieri si congeda dal Cagliari: nelle sue due esperienze con il Club è riuscito sempre a portare la squadra al raggiungimento dell’obiettivo finale – scrive nel comunicato la società isolana –. Già autore in passato di due promozioni (dalla C alla A) e di una salvezza nella massima serie, nell’ultimo anno e mezzo ha compiuto l’ennesimo capolavoro con la vittoria dei playoff e la conquista in questa stagione della permanenza nel massimo campionato».

Dopo aver ripercorso le cinque imprese fatte alla guida della squadra, il Cagliari prosegue: «È così la chiusura di un cerchio. La permanenza in A, esattamente come 31 anni prima, è arrivata il 19 maggio, sempre in Emilia, con una giornata di anticipo. La sensazione è quella di vivere un film, uno di quelli da Oscar, che ti conquistano per la loro sceneggiatura perfetta: uno di quelli che ti fa ridere, ma che sa farti anche emozionare e commuovere. Sono lacrime di gioia e riconoscenza nei confronti di chi ha saputo scrivere tra le più belle pagine della storia del Cagliari: perché quanto fatto resterà indelebile nel cuore di ogni tifoso».

E conclude: «Cagliari è e sarà sempre la tua casa. Per sempre grati, Mister».

Ranieri ha affidato le sue parole ad un video pubblicato sui canali social della società isolana: «Il mio viaggio è iniziato nel 1988 – ha ricordato – abbiamo fatto tre anni stupendi, con due promozioni e una salvezza, e poi sono andato via, sono diventato grande».

«Mi sembra giusto, dopo la promozione, che magari non ci aspettavamo così immediata, quando sono arrivato a gennaio, e poi questa salvezza, arrivata, io avevo detto, all’ultimo secondo dell’ultima partita, perché nella mia mente avevo rimesso il gol di Pavoletti al 94′, lasciare adesso. È la cosa giusta, avevo messo tre anni di contratto ma è giusto lasciare adesso. A malincuore, perché è una decisione dura, sofferta, ma credo sia la cosa giusta».

«Preferisco andar via così e non magari un altro anno, quando le cose non vanno bene. Perché questo. Sapete quanto io avessi paura nel tornare e dire “Perché devo andare a macchiare, se le cose non vanno bene, i tre anni che ho vissuto qua, che mi hanno riempito il cuore?”. Nei momenti di difficoltà, che un allenatore ha, mi attaccavo sempre a Cagliari, a quest’isola felice. E non volevo venire, lo sapete. In parecchi insistevano. Poi quando lessi le parole di Gigi Riva: “Claudio è uno di noi, se vuole sa che siamo qui”, sono tornato. Mi sono detto: “Lasciamo andare gli egoismi, andiamo e rischio. Rischio una brutta figura, di rovinare ciò che ho fatto di buono, pazienza”».

«Adesso però è giunto il momento di essere ricordato come una persona positiva, una persona che ha chiesto aiuto ai cagliaritani, ai sardi di aiutarci perché senza di loro sono sincero: non ce l’avremmo fatta. Il pubblico è stato veramente l’uomo in più, perché nei momenti difficili, sia dell’anno scorso, sia di quest’anno, hanno creduto nelle mie parole. Quando ho detto: “Prenderemo all’inizio delle libecciate che la barca tremerà, e così è stato. Però siamo riusciti a tenerla sempre dritta grazie a voi, perché il pubblico non ci ha mai abbandonato. È difficilissimo giocare in casa se il pubblico rumoreggia, se ti fischia. No, ci ha sempre soffiato dietro. I recuperi che abbiamo fatto, sono stati grazie a voi. E di questo vi sono eternamente grato, perché mi avete fatto vivere un anno e mezzo meraviglioso».

«Io sono orgoglioso di voi, spero che sia stato un degno rappresentante di Cagliari e della Sardegna intera. Grazie, grazie di vero cuore. Ci sarà giovedì notte l’ultima partita e vi abbraccerò calorosamente».

Con l’addio al Cagliari, l’esperto tecnico romano dice basta anche con il calcio. La seconda esperienza rossoblù, come da lui stesso annunciato in più di un’occasione, resterà l’ultima della sua lunga carriera da tecnico.

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