‘Rombo di Tuono’, ricoverato al Brotzu, non ce l’ha fatta. Il mito del Cagliari e della Nazionale italiana se ne va a 79 anni. Gigi Riva è morto
Era stato ricoverato nel reparto di Cardiologia Ospedale Brotzu per un malore, ma la situazione sembrava sotto controllo. Invece nella serata di oggi è arrivata la notizia più dolorosa, che nessun sardo avrebbe mai voluto sentire: alle 19.10 del 22 gennaio 2024, Gigi Riva è morto. In un quadro clinico delicato, è stato fatale un arresto cardiaco.
Il “Campionissimo” se ne va così, all’improvviso, lasciando nel lutto la sua famiglia, la Sardegna intera, che lo ha sempre amato, e il calcio italiano. Lui che è ancora oggi il miglior marcatore azzurro all-time con 35 gol in 42 partite giocate, e il miglior cannoniere del Cagliari, con 208 gol totali, 164 nei campionati e 156 in Serie A.
Nella storia lo storico Scudetto conquistato con il Cagliari nel 1969/70 e gli Europei vinti con l’Italia nel 1968. Fu invece secondo ai Mondiali di Messico 1970, sconfitto 4-1 in finale dal Brasile di Pelé. Da team manager, sempre con la Nazionale italiana, si è laureato campione del Mondo nel 2006 in Germania.
Sulle cause del decesso, ha fatto chiarezza ai microfoni di ‘Sky Sport’ il responsabile sanitario dell’azienda ospedaliera Brotzu, Raimondo Pinna.
«Il paziente è entrato in ospedale alle 3 del mattino, ha eseguito una coronarografia, aveva una sindrome coronarica acuta ma stava bene. Lo abbiamo incontrato e sorrideva e stava bene. Poi alle 17.50 ha avuto un arresto cardiaco, è stato subito trasportato in emodinamica, si è tentato di fare un intervento di angioplastica ma purtroppo le attività cardiache non sono mai ripartite».
«Stamattina i medici gli hanno proposto l’intervento, lui ha voluto rifletterci ancora un po’ e probabilmente questa è stata un’errata valutazione. Poi nessuno si aspettava un arresto così precoce. Aveva già una patologia conosciuta grave, per questo noi domani gli avremmo riproposto lo stesso intervento».
«Ora ci aspettiamo un flusso importante dei tifosi, ma di tutta la città, anche di chi non amava il calcio. Era una persona disponibile al di là della sua personalità schiva. Questo è stato anche oggi quando sono andato a salutarlo. Chiediamo a tutte le persone che vogliono porgere un omaggio a Gigi Riva di rispettare la viabilità dell’azienda Brotzu, perché dobbiamo continuare a dare assistenza a tutti i pazienti e a tutte le persone che hanno bisogno di cure».
«Domani mattina presto organizzeremo gli ulteriori passaggi per permettere a tutti di dare il proprio saluto a Gigi Riva».

Il Cagliari, dopo aver messo a lutto i suoi account social, ha rilasciato un lungo comunicato.
«Era il più grande di tutti. Senza confronti o possibili paragoni. Il più forte attaccante italiano della storia. E uno dei più micidiali cannonieri che siano mai esistiti. Si chiamava Gigi Riva, anche conosciuto come Rombo di Tuono. Calciatore formidabile, sportivo integerrimo, portatore di valori e principi cristallini. Leggenda vera, mito senza tempo. Icona della Sardegna, la sua terra adottiva, cui era legato da amore viscerale. Ci ha lasciato oggi all’età di 79 anni. Un giorno triste per noi e per tutto il calcio mondiale».
«Ognuno di noi ha un ricordo, un aneddoto, una storia da narrare legata a lui: una partita, un gol, un semplice incontro casuale per le strade della Sardegna e nella sua Cagliari, un timido saluto, un autografo o una foto, due chiacchiere veloci, una stretta di mano. Un pezzetto di vita condivisa cui abbiamo destinato un posto d’onore nell’album della nostra memoria e che non verrà più rimosso. La bandiera che sventolava sul pennone più alto è stata ammainata, ma rimarrà per sempre vivo quello che ha rappresentato, a ricordo per le generazioni future. Ha sfidato le realtà più forti del calcio e ha vinto. Nel modo migliore, guadagnandosi ammirazione e rispetto incondizionato da parte di tutti, avversari compresi».
«Ha portato il Cagliari lassù in alto a toccare le nuvole, dove nessuno era mai riuscito ad arrivare. Ma ancora più di un semplice, straordinario campione di sport, è stato per la Sardegna e per i Sardi un esempio, un simbolo, una icona. L’identificazione tra Gigi e la Sardegna era totale, senza filtri. Aveva il gusto di un amore genuino e assoluto che niente potrà mai cancellare. Neppure la fine di un’esistenza. Da oggi siamo tutti più soli. Con le radici strappate. Come se ne sia andata anche un pezzo di noi stessi. Come se ci fossimo destati da un sogno lungo, intenso, meraviglioso, dal quale non avremmo mai voluto svegliarci. Per sempre Gigi Riva, come te nessuno mai».
Fra i messaggi di cordoglio, spicca quello del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
«Tanti italiani, e io tra questi, apprendono l’improvvisa notizia della morte di Gigi Riva con autentico dolore – le parole del Capo dello Stato –. I suoi successi sportivi, il suo carattere di grande serietà, la dignità del suo comportamento in ogni circostanza gli hanno procurato l’affetto di milioni di italiani anche tra coloro che non seguivano il calcio. Esprimo ai familiari il mio cordoglio e un sentimento di sincera vicinanza».
Il presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, ha disposto il lutto regionale sino al giorno delle esequie. Tutti gli edifici regionali, pertanto, dovranno esporre la bandiera della Sardegna, all’esterno, a mezz’asta, mentre quelle poste all’interno degli stabili, dovranno essere listate a lutto.
La FIGC, in memoria del campione di Leggiuno, ha proclamato un minuto di silenzio in tutte le gare di tutti i campionati che si disputeranno da domani a domenica.
Nessuno, come Gigi Riva, ha saputo identificarsi con la Sardegna, e nulla, come la Sardegna, lo ha saputo capire così bene, per usare le parole di Giorgio Porrà. Eroe senza macchia, schivo e taciturno, capace di riscattare un’isola intera a suon di gol e di vittorie. Per scrivere la storia ed entrare per sempre nel mito.

