La giornalista Josephine Carinci fa il punto sulla formazione ciociara: «C’è voglia di rivalsa, in Sardegna gara importante per la classifica». Verso Cagliari-Frosinone
Sarà una partita delicatissima quella della 10ª giornata di Serie A che mette di fronte il Cagliari di Claudio Ranieri e il Frosinone dell’ex Eusebio Di Francesco. Verso Cagliari-Frosinone: se i ciociari cercano il riscatto dopo il passo falso del Dall’Ara con il Bologna, saranno i sardi, domenica mattina alle 12.30, a giocarsi una fetta importante di stagione. Ai rossoblù serve infatti quella che se arrivasse sarebbe la prima vittoria della stagione per abbandonare l’ultima posizione e rilanciarsi in classifica.
Verso Cagliari-Frosinone: abbiamo parlato del delicato confronto dell’Unipol Domus con Josephine Carinci, giornalista e inviata sul Frosinone per “Oggi Sport” e “Rivista Frosinone”.
Josephine, in che condizioni arriva il Frosinone alla sfida dell’Unipol Domus, sia dal punto di vista fisico, sia da quello psicologico?
«Dopo la sconfitta contro il Bologna c’è sicuramente voglia di rivalsa. La reazione sul finale con i felsinei fa ben sperare per i prossimi impegni: certamente i gialloblù vogliono tornare a far punti quanto prima, già a partire da domenica. Di Francesco sa bene quanto sarebbe importante uscire dall’Unipol Domus con una vittoria, anche nell’ottica della sfida successiva, contro l’Empoli. Fare bottino pieno vorrebbe dire infatti fare un balzo in avanti in ottica salvezza, soprattutto perché sarebbero punti tolti alle dirette concorrenti. Immagino dunque un Frosinone offensivo già dai primi minuti, alla ricerca del gol e della vittoria. Dal punto di vista fisico, saranno fuori ancora Gelli e Harroui, alle prese già da un mese con un infortunio. Il tecnico ha invece recuperato Peppe Caso».
L’avvio di stagione dei giallazzurri è stato molto positivo, con vittorie e punti. Di Francesco, che veniva da esperienze negative, ha trovato l’ambiente giusto? Da dove nasce la “sorpresa” Frosinone?
«Di Francesco lo ha detto e ripetuto più volte: a Frosinone ha ritrovato i “valori umani”, paragonando l’ambiente a quello del suo primo Sassuolo che tanto bene fece. Scelte oculate sul mercato, giovani talenti, promesse in attesa di esplodere come Soulé e Barrenechea ma anche giocatori d’esperienza in grado di guidare lo spogliatoio con personalità: è un mix che fino a questo momento si sta rivelando vincente. Il tecnico, fin dalle prime conferenze ha chiarito la voglia di mettere in campo una squadra che portasse risultati ma che lo facesse giocando bene, con carattere e atteggiamento e fino ad ora direi che ci sta riuscendo».
Come si è approcciato l’ex allenatore del Cagliari con la realtà ciociara?
«Il tecnico si è calato fin da subito nella realtà ciociara con umiltà e voglia di lavorare: per lui, in fondo, è come se fosse un nuovo inizio e non ne ha mai fatto segreto. Anche in conferenza stampa, appare sempre sorridente e pronto a scherzare con i giornalisti, che ormai conosce personalmente, essendo una realtà molto piccola. Anche i tifosi lo apprezzano particolarmente: insomma, c’è tutto per sperare in un’avventura vincente ma a dirlo sarà solamente il campo».
È Soulé l’arma in più del Frosinone? Quali sono i suoi pregi, le potenzialità e, invece, i suoi attuali limiti?
«Soulé lo ha dimostrato in queste prima giornate di campionato: se gli viene concesso lo spazio adeguato, riesce ad essere decisivo. Il suo talento lo avevamo intravisto già in alcuni sprazzi di gara con la Juve e certamente con l’Under 23, ma probabilmente nessuno immaginava un impatto così importante alla sua prima vera stagione in Serie A. Di Francesco lo sta schierando come ala destra nel tridente e nonostante possa migliorare in fase realizzativa, possiamo dire che fino a questo momento sta facendo le fortune del Frosinone, dando quel guizzo decisivo anche quando mancano le idee».
Oltre al ragazzo di scuola Juve quali giocatori del Frosinone, potrebbero, secondo te, creare problemi al Cagliari?
«A stupire in queste prime giornate è stato l’intero gruppo. Soulé è certamente la punta di diamante ma quello che sta piacendo ai tifosi gialloblù è che la squadra gira bene, gioca un bel calcio, divertente e piacevole da vedere e si rende pericolosa con vari giocatori, come gli stessi difensori: più di un gol, in queste prime 9 giornate, porta proprio la firma dei giocatori arretrati. Dunque credo che fare nomi sia riduttivo: Di Francesco cercherà di creare problemi al Cagliari con la manovra e probabilmente solo un pressing alto potrebbe togliere respiro al gioco gialloblù».
Che mi dici di Turati, un portiere che a me piace e personalmente ricorda vagamente Garella nel suo modo di interpretare il ruolo. Potrebbe essere lui un giocatore chiave nella trasferta in Sardegna?
«Turati è un giocatore giovane ma allo stesso tempo esperto, che si è calato a pieno nella realtà Frosinone già dallo scorso anno e ha spinto per rimanere essendo particolarmente legato alla piazza. Se c’è una cosa nella quale dovrebbe migliorare è certamente la lettura di alcune situazioni nelle quali servirebbe un pizzico di attenzione (e di testa) in più, come abbiamo visto anche sul secondo gol del Bologna, sul quale una sua uscita sconclusionata ha portato al gol di De Silvestri. Un giocatore del genere però, come abbiamo visto anche in match come Atalanta o Sassuolo, può risultare decisivo in qualunque momento della gara».
Come vedi la sfida Ranieri-Di Francesco? Pensi che Eusebio ci tenga particolarmente a fare risultato a Cagliari, dove non era stato particolarmente capito?
«Più volte Di Francesco ha ripetuto che non cerca rivincite. È stato così contro la Roma, con il Verona e lo sarà anche con il Cagliari. Il tecnico sembra aver iniziato una nuova fase della sua carriera, dove non c’è spazio per guardarsi alle spalle. Dopo anni difficili, infatti, a Frosinone ha trovato un ambiente nel quale si sente apprezzato e capito e nel quale sta lavorando bene, senza pressioni eccessive. Fare punti contro il Cagliari sarebbe dunque importantissimo ma più in ottica classifica: non c’è spazio per le rivincite personali e il mister lo sa bene».
Al di là dei singoli, cosa deve temere di più il Cagliari del Frosinone? Quali sono i punti di forza della squadra e quali i punti deboli?
«I punti di forza, come ho già ricordato, sono certamente la manovra e l’atteggiamento della squadra, che come abbiamo visto in queste 9 gare di campionato scende spesso in campo con l’obiettivo di attaccare e andare in gol e lo fa unendo al carattere anche un gioco piacevole e ben organizzato. A questo si aggiunge la capacità di alcuni giocatori di creare “la giocata”: penso ad esempio a Soulé ma anche allo stesso Garritano, capace di spaccare le partite, o a Caso. Allo stesso tempo i ciociari dovranno essere bravi a non staccare la spina e attenti in difesa, perché spesso le disattenzioni vengono pagate a caro prezzo e i gol presi contro la Roma lo dimostrano bene».
Mazzitelli sarà assente per squalifica. La sua assenza potrebbe pesare sulla prestazione della squadra?
«L’assenza di Mazzitelli si va ad unire a quelle di un reparto già di per sé decimato dagli infortuni. Parliamo inoltre di un giocatore d’esperienza, in grado di trainare il gruppo in campo e non. Sarà sicuramente un’assenza non scontata, che i ciociari sentiranno: la speranza è che Di Francesco riesca a trovare soluzioni per sostituirlo e che queste si rivelino vincenti, non facendo rimpiangere il capitano. Parliamo infatti di un giocatore centrale nel gioco giallazzurro, in fase di costruzione ma anche in fase offensiva come dimostrano i dati».

