Tre su tre per Ranieri alla Domus: aspettando la svolta in trasferta che sancirebbe maturità e rincorsa verso la promozione diretta.
I sardi si sono risollevati in classifica con tredici punti realizzati in cinque partite, nonostante la sconfitta contro il Modena. La maggior parte sono stati conquistati all’Unipol Domus, diventata un vero e proprio fortino rossoblù. Il vento è cambiato. Senza dubbio. Il ritorno del tecnico di Testaccio sulla panchina isolana è ossigeno puro e ha portato solidità difensiva e cinismo offensivo.
Evidente è stato il miglioramento della squadra in fase difensiva, con tre match casalinghi di fila vinti senza subire gol contro Como e Cittadella e Benevento degli ex Farias e Tello (quattro in totale le gare con la porta inviolata se contiamo anche la sfida contro il Cosenza con Pisacane in panchina).
Chi stupisce è sorprende in positivo viste le premesse di inizio stagione, è Alberto Dossena. Centrale letteralmente salito in cattedra per quanto riguarda la difesa del Cagliari. Dopo gli appena 12 minuti nelle prime 12 giornate di campionato concessi da Liverani, il numero 4 si è imposto prevalentemente conquistando la titolarità inamovibile da perno centrale della linea a tre, marchio di fabbrica Sir Claudio.
Il difensore classe ’98 si è dimostrato molto affidabile. Cinque match su cinque da titolare e solo 3 reti subìte, di cui una senza colpe (gol di Diaw su calcio di rigore). «Gioca chi merita senza guardare il curriculum», disse del resto Ranieri nella conferenza stampa di presentazione. E Dossena rappresenta l’esempio lampante della filosofia dell’esperto allenatore romano.
Il bel gioco conta relativamente nella serie cadetta. Al giro di boa conterà il piazzamento finale. Se il Frosinone sembra fare una rincorsa a sé verso la Serie A, meritando il primo posto per quanto dimostrato finora, dalla seconda posizione (ultima valido per la promozione diretta) fino all’8ª (ultima valida per partecipare ai playoff) si registra un traffico intenso, con tante squadre che nutrono ambizioni e sono al momento separate da pochi punti.
Piazze come Genoa, Bari, Reggina, Pisa, Palermo e Parma, oltre alla rivelazione Südtirol, lotteranno fino alla fine per un posto nella massima serie. Per il Cagliari la terza vittoria consecutiva in casa è un ottimo segnale per il nuovo ciclo. Meno positivo è certamente il cammino lontano dalle mura amiche, dove si registra un trend molto negativo: una sola vittoria, 5 pareggi e 5 sconfitte da inizio stagione, per appena 8 punti in 11 gare che valgono un orribile 19° posto in graduatoria davanti al solo Cosenza con 6.
Solidità difensiva e cinismo: intanto Claudio Ranieri ha trovato l’uomo in più che può trascinare il suo Cagliari verso la promozione in Serie A. Si tratta ovviamente di Gianluca Lapadula, arrivato al nono gol in campionato e diventato con lo scorrere delle gare vero uomo leader e trascinatore dei sardi. Il numero 9 isolano ha timbrato il cartellino di recente sia contro la SPAL che contro una delle sue ex squadra, il Benevento (per ben due volte tra andata e ritorno.)
Nonostante qualche scetticismo iniziale sul suo ingaggio, la punta italo-peruviana ha confermato di non aver perso il fiuto per il gol. Scaltro in area di rigore, l’ex milanista è sempre pronto a far guerra contro un’intera difesa avversaria. A rivelare il suo peso nel bilancio del Cagliari è un dato oltremodo significativo: quando il centravanti ha messo il suo nome nel tabellino dei marcatori, infatti, i rossoblù non hanno mai perso. Nove reti in nove partite hanno fruttato al Cagliari qualcosa come 19 punti conquistati.
Nel momento più complicato del reparto offensivo, vista l’assenza prolungata di Pavoletti, con Mancosu appena recuperato dopo un lungo stop, e Falco anche lui spesso ai box, Lapadula sta dimostrando una grande continuità di rendimento nonostante la squadra non gli metta a disposizione tanti palloni giocabili in area. L’ex tecnico di Roma è Juventus gli ha affidato le chiavi della squadra dandogli l’importante riconoscimento della fascia da capitano a sancire la sua leadership carismatica.
Ora la sfida dello stadio San Nicola contro il Bari sarà un importante banco di prova per i rossoblù di Claudio Ranieri, a caccia della tanto agognata vittoria in trasferta. Fischio d’inizio alle 16.15 di sabato 18 febbraio fra due squadre sono separate da 4 punti in classifica. Cagliari settimo a quota 35, Bari quinto a 39.
Il morale è altissimo, ma attenzione a mister Mignani e Cheddira, il match-winner dell’andata, che sicuramente non staranno a guardare. Senza dimenticare l’enfant-prodige nerazzurro Sebastiano Esposito, voglioso di dimostrare il suo valore in una big di Serie B. Solidità difensiva e cinismo: nonostante le assenze pesanti non manchino (da Pavoletti a Nandez, passando per Deiola e Altare, squalificato) il Cagliari deve necessariamente vincere in trasferta per alimentare il sogno della promozione diretta e avvicinare quel 2° posto ambito da tante piazze.
Zito Luvumbo o Nik Prelec? In attacco è vivo il ballottaggio su chi affiancherà il capitano. Senza dubbio lo sloveno prelevato dal campionato austriaco ha mostrato impegno nell’ultimo match col Benevento, sbagliando sì una rete ma fornendo un assist per la rovesciata di Mancosu uscita di un soffio. Centravanti ben conosciuto dal tecnico rossoblù, dato che l’aveva avuto già a disposizione nella Sampdoria, bisognerà concedergli il giusto tempo per crescere e adattarsi ad un campionato difficile come quello di Serie B.
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