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Santo Stefano di festa per il Cagliari: il boxing day regala 3 punti vitali aspettando Ranieri

Lapadula e Lella fanno sorridere Pisacane e i tifosi: Santo Stefano di festa per il Cagliari contro il Cosenza

Il Cagliari nel giorno di Santo Stefano centra un successo vitale in vista di quello che dovrà essere negli obiettivi un girone di ritorno di rincorsa alle posizioni importanti della classifica. Dopo un Natale non certo entusiasmante, data la scomparsa dell’ex numero 10 rossoblù Fabian O’Neill che ha lasciato senza parole tifosi addetti ai lavori e chiunque rimase affezionato dalle sue gesta di classe sopraffina, lo Stadio e i tanti tifosi presenti alla Unipol Domus (14.340 il dato ufficiale) l’hanno omaggiato con un minuto di silenzio e tanti applausi quando sul maxischermo sono andate in scena le immagini commemorative delle sue prodezze accompagnate in sottofondo dalle note di Non Potho Reposare cantata dalla sublime voce di Andrea Parodi.

In campo isolani con il lutto al braccio per onorare la memoria dell’uruguaiano: 136 presenze e 16 reti col Cagliari fra il 1995 e il 2000, morto all’età di 49 anni. Sul maxischermo dello stadio un video commemorativo dedicato al ‘Mago’.

In panchina un problema di salute costringe Muzzi al forfait, e tocca così a Fabio Pisacane prendersi la responsabilità di guidare la squadra in attesa dell’arrivo del nuovo allenatore. L’ex difensore sceglie il 4-3-1-2 con la sorpresa Dossena al centro della difesa, mentre sulle fasce conferma la coppia Barreca-Zappa. L’escluso è PavolettiFalco giostra alle spalle di Luvumbo e Lapadula.

I sardi partono subito forte, spingendo sull’acceleratore. Calci d’angolo ben quattro ad inizio gara. Luvumbo e Lapadula bravi a creare scompiglio ad una squadra ben chiusa in difesa con dieci uomini sulla linea del pallone. Supremazia territoriale evidente ma la manovra e la gestione della palla risulta prevedibile e farraginosa mancando l’ultimo passaggio con la conclusione finale.

Le fasce si rivelano la principale fonte di gioco del Cagliari senza essere precisi fino in fondo, se quelle offensive vanno con maggiori garanzie altrettanto non si può dire per Zappa e Barreca in costante confusione nel settore difensivo. Grandissima occasione al 20′: Filippo Falco calcia benissimo col sinistro dal limite dell’area e manda il pallone a stamparsi sul palo.

Il Cosenza va al tiro una sola volta al 43′: Brescianini riceve una spizzata di Larrivey (ex della sfida) in area di rigore e calcia: il sinistro è debole e termina tra le braccia dell’estremo difensore sardo. La prima frazione termina così con pochissime azioni degne di nota.

Il Cagliari si mostra da un lato più propositivo, ma dall’altro è ancora molto impreciso, in particolare con Nandez e Makoumbou, spesso confusionari con la palla tra i piedi. Dall’altra parte i “lupi della Sila” di William Viali appaiono evanescenti e senza mordente. Squadra, quella calabrese, che conferma lacune strutturali evidenti senza un’identità di gioco.

La ripresa è, invece, assai più gradevole. Il Cosenza all’inizio spaventa i rossoblù. Rovesciata sotto porta di Rispoli a seguito di un calcio d’angolo, il portiere del Cagliari è attento e smanaccia. Questo resta tuttavia sostanzialmente l’unico pericolo serio verso la porta sarda.

Dossena, piacevole sorpresa nell’undici titolare, si mostra diligente e attento, pur con i suoi limiti. Falco e Luvumbo sono due spine nel fianco dei calabresi e danno la sensazione che qualcosa possa accadere. L’ex Lecce dimostra impegno prima con una punizione calciata in bocca al portiere cosentino e successivamente effettuando un bello scambio con Lapadula.

Al 65′ la gara si blocca meritatamente per i sardi: corner battuto da Kourfalidis, e l’italo-peruviano, sempre presente, la sblocca di testa, complice la disattenzione di Marson che si lascia passare la sfera sotto le braccia. Il Cagliari passa a condurre 1-0, stranamente dopo la sostituzione di Luvumbo per Pavoletti, con la presenza del livornese utile a liberare l’ex pescarese dal suo marcatore.

Santo Stefano di festa per il Cagliari: nel finale il punteggio diventa ancor più ricco. Lapadula lavora un pallone in area e serve al limite Lella che la piazza con il destro all’angolino. È il minuto 86 e per il giocatore cresciuto nell’Olbia, finora preso poco in considerazione da Liverani, esplode la gioia per la marcatura personale, che spinge il Cosenza verso l’ultimo posto in classifica. Pisacane esulta per un pomeriggio positivo per i rossoblù in vista dell’arrivo a gennaio di Claudio Ranieri.

Finalmente i sardi riescono a tenere inviolata la propria porta, con un clean sheet che dà fiducia ad una difesa che nelle precedenti uscite sistematicamente veniva perforata. Passi avanti sono stati fatti anche nella prestazione, pur in presenza di una squadra ancora convalescente e malata.

Lo stesso Pisacane, che si è ritrovato a vestire i panni del tecnico a sorpresa, ha spronato continuamente i giocatori dalla panchina. Chiamato a sostituire Muzzi l’ex difensore se l’è cavata egregiamente, guadagnandosi l’elogio di Ranieri nel dopo gara. Chissà che per il napoletano non possa esserci la conferma di un ruolo anche sotto la nuova gestione societaria.

Va detto per onestà che i calabresi si sono rivelati ben poca cosa, con una squadra che attualmente appare destinata alla Lega Pro. Dopo anni di contestazione, nonostante la salvezza miracolosa dell’anno passato con l’ex di turno Bisoli al timone tira un’aria pessima. L’ex Larrivey è sembrato quello visto più volte nella sua avventura al Cagliari: statico, tecnicamente non eccelso e in generale poco incisivo in zona gol.

Fra i migliori, assiema a Luvumbo e Falco, va fatta una nota d’elogio per Lapadula, convincente soprattutto nel secondo tempo. Serve, chiaramente, più continuità nell’arco dei 90 minuti e deve poi regolarsi dal punto di vista disciplinare e nervoso, mantenendo una maggiore concentrazione. Però l’ex milanista si è rivelato ancora una volta decisivo nei pochi palloni toccati, con un assist e un gol pesante.

Santo Stefano di festa per il Cagliari: Ranieri è chiamato ora a gestire una bella patata bollente al di là delle scelte di mercato che verranno fatte con il DS Bonato. Occorrerà un lavoro psicologico importante nel trasmettere armonia e serenità allo spogliatoio, elementi essenziali che mancano da tantissimo tempo e consentirebbero alla squadra di avere un andamento più regolare.

Ma dall’alto della sua carriera lungimirante e ricca di imprese balzano all’occhio le due promozioni consecutive (dalla Serie C1 alla Serie A) con il Cagliari tra il 1988 e il 1991 fino alla favola Leicester City , con cui vince la Premier League nel 2016, che gli ha consentito di vincere il premio ottenuto come allenatore dell’anno da parte della Fifa, e di essere inserito nella Hall of Fame del calcio italiano.

Dal di fuori le sensazioni che possa far bene fin da subito non mancano. Dopo 31 anni torna dove tutto era nato, per far innamorare i tifosi tanto delusi da un triennio non certo entusiasmante.

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