Liverani e quel feeling mai nato: la sua gestione del Cagliari è da profondo rosso

Scelte iniziali mai continue e ogni volta un protagonista differente in negativo: Liverani e quel feeling mai nato col Cagliari

Errori diversi e ripetuti, protagonisti in negativo che cambiano di volta in volta. L’alternanza sistematica è diventata una delle ragioni dell’esonero improvviso di Fabio Liverani. Settimana dopo settimana i cambi in corsa di posizione dei giocatori e le variazioni di modulo dal 4-3-3 al 4-3-1-2 per trovare una quadratura del cerchio, non hanno portato niente di buono, creando, instabilità piuttosto frequenti: Liverani e quel feeling mai nato.

La gara del Renzo Barbera di Palermo persa per 2-1 ha fatto infuriare il patron Giulini. revocando cosi la fiducia a tempo concessa fino al 26 Dicembre (gara casalinga e chiave) contro il Cosenza dell’ex Larrivey, nella quale la panchina sarà affidata temporaneamente a Roberto Muzzi. In attesa che il nome tanto atteso, Claudio Ranieri torni ufficialmente a guidare il sodalizio rossoblù a partire dal 1° gennaio 2023.

Progressi sul piano tecnico tattico mai visti e non mantenuti fino in fondo, gioco lento e farraginoso, rispetto alle premesse iniziali di una squadra “offensiva” con il coinvolgimento degli esterni e partendo con un vertice basso. Nulla di tutto questo si è poi visto nel corso dei mesi. Le richieste di mercato esaudite in parte, con un progetto incompleto in reparti chiave, su tutti quello difensivo, hanno prodotto un flop totale.

Restando alla difesa, Altare ha pagato per tutti. Goldaniga sostanzialmente non ha fornito prestazioni convincenti a dispetto della sua esperienza, e ha passato parecchio tempo in infermeria. Zappa che fatica a destra con Barreca sulla corsia mancina molto lontano dalla migliore condizione è chiaramente un segnale d’allarme, specialmente se possiedi giocatori adatti a spingere e non a difendere.

In Serie B essere protagonisti senza una punta presente e costante in zona gol è praticamente impossibile. Schierare insieme Lapadula e Pavoletti, inizialmente raramente in campo insieme, è risultata la mossa della disperazione per tentare di uscire da una crisi senza fine.

La partenza di Desogus, frettolosamente ceduto al Pescara, dopo un precampionato da protagonista, e soprattutto un campionato Primavera da mattatore assoluto, è stata un’errore da matita rossa. Assieme all’angolano Zito Luvumbo avrebbe garantito maggiori soluzioni offensive. Mancosu e Falco, alle prese spesso e volentieri con problemi di natura fisica, hanno del resto mancato le aspettative.

L’assenza di un leader di categoria che possa esaltare i compagni e togliere a Makoumbou e Viola dalle spalle le troppe responsabilità è inoltre un altro limite di questa squadra. Spesso utilizzati con poco criterio, nessuno dei due è sembrato finora in grado di prendersi la scena gestendola con grinta e carisma. Fardello pesante non colmato in sede di mercato estiva.

Un’altra nota dolente è stata l’idillio mai sbocciato fra tifosi e tecnico: cori continui e sempre più frequenti e decisi anche dopo il triplice fischio durante l’ultima partita vinta 3-2 con grande sofferenza con il Perugia. Il rendimento dei rossoblù non soddisfa i tifosi che hanno fatto emergere il proprio disappunto contestando l’allenatore e schierandosi nettamente per una sua immediata dipartita dalla panchina.

La classifica piange. Diciotto giornate con un 14° posto e 22 punti non corrispondono minimamente alle aspettative iniziali. Essere ai limiti della zona rossa per la retrocessione in C è dura da sopportare e digerire per qualunque tifoso che ama i colori rossoblù. La città di Cagliari e la Sardegna meritano molto di più.  

Liverani e quel feeling mai nato: stante così la situazione, alla proprietà serviva trovare una figura della quale potersi fidare saldamente senza stravolgere i piani inziali per idee o progetti momentanei. Dopo diversi mesi serviva un segnale, e il segnale è arrivato. La patata bollente passa a Claudio Ranieri, che dall’alto della sua esperienza dovrà trovare il modo di rilanciare la squadra, e chissà, se andassero bene le cose, di ambire alla promozione. Sullo sfondo anche il progetto del nuovo Stadio, destinato a decollare dopo la candidatura ufficiale di Cagliari fra le città sedi di gare per la candidatura dell’Italia ad Euro 2032.

Tutti ora dovranno marciare uniti nella stessa direzione: società, allenatore, squadra e tifosi. Anche i giocatori più esperti, come Pavoletti, seccato per le reazioni esagerate di una parte della piazza e la contestazione dei tifosi dopo l’incontro col Perugia, saranno chiamati a dare di più. Dando fondo alle proprie energie per il bene del Cagliari e il suo futuro.

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