Non basta la coppia LuLa: a Frosinone un punto in extremis per il Cagliari

Il Cagliari ferma la capolista Frosinone, reduce ben sei vittorie di fila in campionato, segnando due reti alla miglior difesa del torneo: ma non basta la coppia LuLa

Nel big match del Benito Stirpe è l’angolano Zito Luvumbo come al suo solito ad incantare fra i giocatori rossoblù. Da applausi il lancio al bacio dell’italo-argentino Franco Carboni dalle retrovie, raccolto dalla gazzella rossoblù che scardina completamente la difesa avversaria (la migliore del torneo) scartando portiere e retroguardia ciociara, completamente sorpresa nell’occasione. Al 14′ il Cagliari è meritatamente avanti, il Frosinone per trenta minuti è completamente in bambola.

Ottimo impatto quello dei sardi che ha fatto sperare a tifosi e addetti ai lavori che il vento potesse cambiare. Dal 32′ ecco la classica doccia fredda: Rodhén firma il pari. Il Frosinone, che era partito male, gela Liverani e i tifosi presenti. Solite amnesie da bollino rosso per una squadra che è oramai abbonata a queste situazioni da anni, con crepe nella gestione della fase difensiva.

Fermo restando che l’errore di lettura di Carboni pesa enormemente, macchiando la sua partita e di conseguenza la gara, l’inserimento nell’undici iniziale di Viola e non di Makoumbou priva di certezze a centrocampo i rossoblù, con le solite difficoltà mostrate dall’ex Benevento ad abbassarsi in fase di non possesso davanti alla difesa.

Moro spreca una ghiotta occasione a tu per tu con Radunovic e mette i brividi a Liverani. La prima frazione termina 1-1 con grosso rammarico tra le file rossoblù: non basta la coppia LuLa. Poca testa e molta fragilità mentale nel far propria una partita dall’inizio alla fine. Ed è questo uno dei mali di stagione dei dei sardi.

La ripresa parte con il freno a mano tirato, con la difesa che pur essendo ben allineata trova Capradossi e Obert molto larghi praticare marcature approssimative sugli attaccanti ciociari e gli esterni Carboni e Di Pardo non spingere con regolarità. Il Cagliari perde compattezza, si sfilaccia, le distanze tra i reparti aumentano e il Frosinone spreca.

Ci pensa allora Insigne. Il fratello di Lorenzo sfrutta un’opposizione molle dell’ex Monaco Barreca che gli facilita il compito nel preparare la conclusione a giro e trovare l’angolo giusto per battere Radunovic. Quando ormai la gara sembra destinata a chiudersi senza sussulti, ecco arrivare i due episodi chiave importanti. Il primo al 95′ quando su un traversone a campanile di Nández dalla destra, Lapadula prova a prendere posizione a centro area e cade.

Immediato il rigore fischiato da Fabbri tra le proteste dei padroni di casa: Mazzitelli allunga imprudentemente il braccio destro, colpendo al volto l’attaccante italo-peruviano, che sentendosi toccare, d’esperienza va giù. Questa volta il numero 9 trasforma con freddezza dagli 11 metri e al 98′ il risultato è apparentemente ribaltato da Pavoletti. La gioia del popolo rossoblù è tuttavia interrotta dopo un check del VAR che rileva la posizione di fuorigioco a inizio azione di Lapadula sul filtrante di Makoumbou.

Fra le sorprese va sicuramente annoverato Christos Kourfalidis, lanciato dal 1′ dal tecnico romano. La mossa ha sortito i suoi effetti: la prestazione del talento greco è stata positiva e ordinata. Il pilastro della Primavera è andato inoltre vicinissimo alla rete: Turati è stato bravo a neutralizzare una sua potente conclusione. Al di là della posizione inedita da trequartista, i giocatori di qualità andrebbero fatti giocare sempre.

Non basta la coppia LuLa. Fabio Liverani continua a spostare, sperimentare, muovere le pedine. Il campo racconta che forse così si tolgono ulteriori garanzie, già poche di per sé. La sosta restituisce il solito Cagliari, che proprio non ce la fa a smuoversi dal torpore dopo una mezz’ora di assoluto livello. Da diverso tempo regna ancora la confusione. Il tecnico romano ha avuto il suo tempo, ha ottenuto i giocatori richiesti perché suoi fedelissimi, la disponibilità di apparenti pezzi da novanta come Rog, Nandez, Lapadula, e Pavoletti, un lusso per la serie B, ma non è riuscito a fare “una squadra” e a dare un gioco, e il tempo è ormai scaduto.

Il quarto pareggio in altrettante gare è un minestrone riscaldato, con la sensazione che dall’alto vada bene anche cosi. Ma le prestazioni non convincono e i tifosi sono sempre più perplessi e si interrogano su quali siano i reali obiettivi stagionali.

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