Zito show: un Cagliari double face torna alla vittoria trascinato da Luvumbo

Liverani vince la scommessa dopo aver tenuto Pavoletti e Lapadula in panchina, cambiando ancora il reparto offensivo. Zito show contro il Brescia

Ospite speciale Massimo Cellino, ex patron rossoblù. Nella sua città, contro la società di cui è stato proprietario dal 1992 al 2014. Seduto a bordocampo, senza dubbio le emozioni sono state forti per lui (con il suo immancabile santino). Ventidue anni di militanza, un curriculum macchiato da appena due retrocessioni in Serie B. Esattamente quelle collezionate dall’attuale numero uno dei sardi Tommaso Giulini in sole otto stagioni. Ma questa volta le cose non vanno come l’imprenditore sardo vorrebbe: Zito show all’Unipol Domus.

Liverani sorprende ancora e cambia formazione: spazio alla velocità di Luvumbo e Falco, con Mancosu ancora una volta sacrificato sull’out sinistro di attacco, con il compito di equilibrare il reparto e con il destro sempre pronto a sparare verso la porta avversaria.

Pronti-via e frittata del Brescia: clamorosa topica di Lezzerini che rinvia su Papetti, mettendolo in difficoltà. Il Cagliari ringrazia e Luvumbo segna dimostrando freddezza. Zito show: l’angolano si dimostra un’autentica spina nel fianco: giocatore che quando gli viene lasciata libertà di azione, si rivela in grado di spaccare in due le partite.

Il Cagliari parte bene, bravo fin da subito a sfruttare le occasioni che un po’ per merito suo, un po’ per demeriti altrui, sfrutta senza pensarci su due volte. I bresciani allenati da Clotet (ma in panchina siede il suo vice Gastaldello) perché il tecnico è vittima di un attacco influenzale, non sembrano mai in partita: accusano il colpo e nei primi 30′ non danno l’impressione di riuscire a reagire.

La prima frazione è praticamente perfetta. ed ecco anche il gol che sembra chiudere virtualmente la contesa: Jallow perde un pallone che Di Pardo (tra i migliori da due gare a questa parte) appoggia nell’area bresciana. Nandez non intercetta ed è facile il gol di Deiola. Sicuramente un tipo di giocata che il Cagliari dovrebbe fare con maggior continuità e frequenza.

Makoumbou si rivela positivo e propositivo, anche se non ancora al top come ad inizio stagione. Il congolese è fondamentale nella doppia veste di filtro davanti alla difesa e di primo costruttore di gioco. Con lui bene Falco, bravo a svariare su tutto il reparto offensivo. Zito show: ottima prestazione dell’angolano Luvumbo che con le sue caratteristiche si conferma elemento imprescindibile per questa squadra. I suoi strappi e le sue continue accelerazioni son davvero tanta roba.

Dopo 9 turni il Cagliari non ha ancora trovato la sua identità definitiva, né nella scelta degli uomini e tantomeno nel gioco, dato che numeri alla mano nelle ultime due gare si è assistito ad una squadra più da ripartenza che da controllo del possesso.

Il gol preso sempre sul finale da Olzer è il classico campanello di sofferenza, in una ripresa senza il cosiddetto colpo del k.o, con una sofferenza eccessiva per una partita abbastanza agevole. Al di là dell’azione straripante di Millico fermato all’ultimo a botta sicura, e dell’episodio del mancato penalty per fallo in area su Luvumbo, nel secondo tempo è stato creato davvero poco dai ragazzi di Liverani e abbiamo assistito ad un Cagliari modalità braccino corto ed una Unipol Domus gremita ma impaurita, con fischi di paura perché la squadra, come spesso accade, quando arrivano i cambi, smette clamorosamente di giocare.

Sull’aspetto mentale e soprattutto di tenuta fisica serve un grande lavoro, perché ancora una volta abbiamo dimostrato di avere poca autonomia fisica e una fragilità ancora molto evidente. Non tutte le squadre ci faranno ogni fine settimana regali su un piatto d’argento come quelli delle rondinelle. Testa bassa e pedalare, dunque. Intanto si vola a 14 punti, accorciando su alcune squadre, ma la B è treno che quando parte aspetta oppure deraglia. Calma e sangue freddo adesso servirà continuità di risultati.

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