Inter Milan's Argentine forward Lautaro Martinez (L) challenges Cagliari's Italian midfielder Alberto Grassi before scoring his side's second goal during the Italian Serie A football match between Cagliari and Inter on May 15, 2022 at the Sardegna arena in Cagliari. (Photo by Alberto PIZZOLI / AFP) (Photo by ALBERTO PIZZOLI/AFP via Getty Images)
I tifosi si aspettavano la partita della vita, ma così, ancora una volta, non è stato e ora il Cagliari è quasi il Serie B. Soltanto la matematica tiene infatti i sardi appesi ad un sottilissimo filo di speranza. I rossoblù riescono a far sembrare i nerazzurri, reduci dai 120 minuti della finale di Coppa Italia con la Juventus, una squadra fresca e quasi perfetta. I milanesi, nonostante le ormai esigue possibilità di Scudetto, partono all’assalto e fanno un po’ quello che vogliono, di fronte ad una squadra impaurita, incapace di fronteggiare con coraggio l’avversario e di tessere le più banali trame offensive: Cagliari-Inter 1-3.
I sardi restano terzultimi a 29 punti, regalano la salvezza matematica alla Sampdoria e concedono alla Salernitana il match ball per compiere, lei sì, l’impresa. Mentre l’Inter, staccata di 2 lunghezze dal Milan, solo in linea teorica può ancora sperare nel titolo: per vincerlo infatti, dovrebbe battere la Sampdoria e sperare in una sconfitta del Milan a Reggio Emilia con il Sassuolo. In caso di arrivo a pari punti, sarebbe sempre il Diavolo a laurearsi infatti campione.
Agostini cambia modulo, affidandosi al 4-3-1-2 con Rog dietro le due punte João Pedro e Pavoletti. K.o. Goldaniga per il riacutizzarsi del problema alla caviglia sinistra. Simone Inzaghi si affida a Dzeko e Lautaro Martínez in attacco. I nerazzurri partono a mille e dopo pochi secondi Perisic chiama Cragno ad una risposta miracolosa.
Dall’altra parte si vede Lykogiannis: rasoiata col sinistro e salvataggio di Handanovic, bravo ad allungarsi per la respinta. Attimi di paura rossoblù all’11’: su cross di Calhanoglu su punizione, Skriniar, in posizione sospetta, colpisce di testa colpendo il palo. La palla picchia sul legno e torna sulla testa del difensore, che centra nuovamente il palo prima di depositare in rete, in caduta con l’avambraccio. Doveri inizialmente convalida, poi, su segnalazione VAR annulla. Il Cagliari, per ora, è salvo.
Il nuovo modulo dà maggior brio da metà campo in su, e al 20′, sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Lykogiannis, Marin si trova il pallone sul destro e calcia: Handanovic è immobile al centro della porta, e la palla esce di poco sulla sinistra.
Ma l’atteggiamento rossoblù è stranamente rinunciatario dalla cintola in giù. I difensori ‘scappano’ all’indietro anziché aggredire chi porta palla, e così facendo fanno il gioco dei nerazzurri, che dal canto loro danno sfogo alle residue energie per tenere in piedi dal punto di vista puramente matematico un discorso Scudetto ormai definitivamente compromesso.
Lautaro Martínez, in particolare, sembra avere un conto in sospeso con i rossoblù e salta i difensori come birilli, senza che nessuno gli opponga resistenza. I tifosi, che affollano l’Unipol Domus, rumoreggiano, ma i brutti presentimenti si concretizzano al 25′. Perisic, un altro dei giocatori interisti ‘indemoniati’, scappa via sulla sinistra a Bellanova e crossa teso sul secondo palo: Lykogiannis, anziché preoccuparsi dell’uomo, arretra come tutta la linea difensiva rossoblù e per Darmian, che taglia verso il centro, è un gioco da ragazzi staccare di testa e battere Cragno per l’1-0.
Il Cagliari va in bambola e non riesce a reagire. Il mordente che richiederebbe una partita da dentro o fuori non c’è e al 33′ un colpo di testa di Bastoni, su cross da corner di Calhanoglu, non inquadra lo specchio della porta. Lautaro Martínez continua a seminare il panico fra i difensori rossoblù, che riescono nell’impresa di farlo sembrare Maradona.
Qualunque cosa faccia il numero 10 nerazzurro, i difensori del Cagliari gli restano a debita distanza. Al 39′ proprio quest’ultimo, servito da Barella, ha tutto il tempo e lo spazio, indisturbato, per prendere la mira con il destro: tiro piazzato verso l’angolino più lontano, che trova tuttavia la risposta pronta di Cragno.
Ancora pasticci difensivi al 45′: Ceppitelli lascia a Lautaro Martínez lo spazio per girarsi nel cuore dell’area. La conclusione col sinistro si stampa sul palo a Cragno battuto, poi la palla torna sui piedi del numero 10, che batte a rete di potenza col destro sul primo palo, trovando stavolta la risposta di Cragno in corner. Un primo tempo da incubo termina con risultato di 0-1 per i nerazzurri.
Ci si aspetta un Cagliari diverso nel secondo tempo, ma ancora una volta i rossoblù rientrano in campo con la testa per aria e vengono inesorabilmente puniti. Battuta lunga di Barella a cercare in verticale Lautaro Martínez, l’argentino è in posizione innocua sulla destra, ma Altare è in bambola, gli permette di controllare il pallone a suo piacimento, di stringere verso il centro e di battere Cragno col destro: 0-2.
Il disastro, si potrebbe dire, è compiuto. All’improvviso, tuttavia, torna un barlume di speranza al 53′: conclusione violenta ed estemporanea di Lykogiannis dalla sinistra, che trova una fortuita deviazione di testa di Skriniar e si infila alle spalle di Handanovic: 1-2. La gara, nonostante tutto, è ancora aperta. Agostini cambia, inserendo Nandez e Keita, per provare a dare la scossa. I rossoblù sembrano crederci maggiormente ma continuano a sbagliare tanto. Dall’altra parte Inzaghi richiama in panchina gli affaticati Barella e Darmian, inserendo Gagliardini e Dumfries.
I margini per la rimonta ci sarebbero, ma se tu sei il primo a non crederci qualcosa che non va c’è. Al 68′ su lancio in profondità, Keita si ritrova tutto solo davanti ad Handanovic: il senegalese tenta un improbabile pallonetto, venendo poi travolto in area dal portiere. L’episodio resta dubbio, ma Doveri non ravvisa gli estremi per il calcio di rigore.
La partita gira definitivamente dopo quell’episodio: Baselli e Carboni, gettati nella mischia, non hanno l’impatto sperato, a differenza di D’Ambrosio e soprattutto Correa, inseriti da Inzaghi. Calhanoglu imbecca Dumfries, che al 77′ crossa a centro area per Perisic: il colpo di testa del croato è impreciso e termina a lato.
Il Cagliari non incide, l’Inter quando affonda continua a far male: all’83’ Gagliardini in contropiede si beve Lykogiannis e Ceppitelli e imbecca Lautaro Martínez. L’argentino si porta la palla sul sinistro e con un pallonetto beffardo irride Cragno e cancella le speranze rossoblù chiudendo i giochi con il 3-1. Qualche minuto dopo è Dumfries, servito da Correa, a tagliare a centro area e calcia, colpendo il 3° legno di giornata per i nerazzurri, sfiorando il poker.
Gli ingressi in campo di Sánchez e Pereiro nel finale non cambiano l’inerzia del match. Anche i minuti di recupero scorrono senza patemi per i nerazzurri e sanciscono la salvezza matematica della Sampdoria e la retrocessione quasi certa dei rossoblù.
Al termine di quella che, comunque andrà, resterà la peggior stagione di sempre in Serie A della storia del Cagliari, le possibilità di una permanenza nel massimo campionato si riducono ad un misero 5%: non basterebbe infatti battere il Venezia a domicilio, ma servirebbe il ‘suicidio’ sportivo della Salernitana davanti ai propri tifosi.
Meglio, probabilmente, mettersi l’animo in pace e iniziare a pensare ad un futuro diverso per la società, che, sebbene manchi ancora la matematica, ripartirà gioco forza dalla Serie B. Basta piangere sul latte versato: serve una presa di coscienza dei gravi errori commessi e una programmazione seria che metta al primo posto il successo sportivo del Cagliari sugli individualismi e gli umori personali. Solo con la competenza e l’organizzazione si può uscire da una situazione così negativa. Perché se la dirigenza e la squadra hanno dimostrato di meritare la Serie B, sicuramente la Sardegna e la sua gente meriterebbero la Serie A e ben altri risultati sportivi.
CAGLIARI-INTER 1-3
MARCATORI: 25′ Darmian (I), 51′ Lautaro Martínez (I), 53′ Lykogiannis (C), 84′ Lautaro Martínez (I)
CAGLIARI (4-3-1-2): Cragno; Bellanova, Ceppitelli, Altare (79′ Carboni), Lykogiannis; Marin (79′ Baselli), Grassi, Dalbert (86′ Pereiro); Rog (56′ Nandez); João Pedro, Pavoletti (56′ Keita). All. Agostini
INTER (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni (70′ D’Ambrosio); Darmian (58′ Dumfries), Barella (58′ Gagliardini), Brozovic, Calhanoglu, Perisic; Dzeko (70′ Correa), Lautaro Martínez (85′ A. Sánchez). All. S. Inzaghi
Arbitro: Doveri di Roma 1
Ammoniti: Calhanoglu, Darmian (I)
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