«Cagliari è il mio rifugio». Una frase ripetuta più volte negli anni, nei momenti felici e in quelli difficili, diventata quasi il simbolo del rapporto speciale tra Claudio Ranieri e la città capoluogo della Sardegna. Claudio Ranieri cittadino onorario di Cagliari: da questa mattina quel legame è anche ufficiale: l’ex tecnico del Cagliari ha ricevuto la cittadinanza onoraria della città.
Dopo il titolo di Cavaliere di Gran Croce conferito dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e consegnato dalla prefetta Paola Dessì, e la partecipazione serale a Ideario Sport per la presentazione del libro sui 5 anni in rossoblù, oggi la consegna della pergamena si è svolta in Municipio, al primo piano di Palazzo Bacaredda, con una cerimonia sobria e senza particolari formalità, nel pieno stile dell’allenatore romano. Ad accoglierlo il sindaco Massimo Zedda e il presidente del Consiglio comunale Marco Benucci, che hanno dato esecuzione alla delibera del Consiglio comunale del 2023.
«Sono orgoglioso di far parte di voi», ha dichiarato Ranieri durante la cerimonia, visibilmente emozionato ma fedele alla sua consueta compostezza. Parole semplici, dirette, che hanno racchiuso il senso di un rapporto costruito in oltre trent’anni di storia comune.
Dalla cavalcata tra Serie C e Serie A tra il 1988 e il 1990 sino alla promozione conquistata al San Nicola nel 2023 grazie al gol di Leonardo Pavoletti al 94′ minuto della finale playoff contro il Bari e alla salvezza in Serie A nell’anno successivo. In mezzo, la lunga carriera internazionale culminata nello storico titolo di Premier League conquistato con il Leicester, ma senza mai interrompere il filo con la Sardegna e con il popolo rossoblù.
Nella motivazione ufficiale del conferimento il Comune ha voluto sottolineare non soltanto i risultati sportivi ottenuti da Ranieri, ma soprattutto il suo lato umano: «Uomo di sport e gentiluomo che, con i suoi successi su ogni campo, dalla serie C alla A, ha saputo onorare i colori rossoblù e la città intera, diventando prezioso patrimonio di memoria collettiva per le cagliaritane e i cagliaritani».
E ancora: «Uomo perbene, amato e rispettato non soltanto per i risultati sportivi ma per la signorilità, la sincerità e l’affetto con cui ha saputo parlare al cuore delle persone anche fuori dal terreno di gioco. La città di Cagliari ricambia il suo affetto con gratitudine e gli conferisce la cittadinanza onoraria: cittadino di Cagliari, per sempre».
Durante gli interventi istituzionali, il sindaco Zedda e il presidente Benucci hanno rimarcato «lo stile, il garbo, la galanteria e la signorilità sempre dimostrata anche fuori dal campo e nel rapporto quotidiano con i cittadini». Un tratto distintivo, hanno sottolineato, «che lo caratterizzava già da giovane allenatore».
Non solo calcio, dunque, ma anche valori umani e capacità di rappresentare un punto di riferimento trasversale per la città. «Una figura capace pure di mettere d’accordo maggioranza e opposizione in quest’aula, a testimonianza di come lo sport unisca quello che la politica a volte non riesce a unire», hanno aggiunto Zedda e Benucci.
Applausi, strette di mano ed emozione composta. Come nello stile di Sir Claudio. A sancire anche formalmente un rapporto d’amore eterno già sancito da tempo tra Claudio Ranieri, uomo schivo e poco incline ai riflettori, una mattinata dal forte valore simbolico, Cagliari, il Cagliari e la Sardegna.
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