Punteggi, marcatori, e highlights del nuovo turno del massimo campionato italiano: risultati 35ª giornata Serie A
Il resoconto dell’ultimo turno di campionato: le vittorie di Inter e Milan, il tonfo del Cagliari tra le mura amiche e sardi appesi a un filo. Salernitana che pareggia a Bergamo Tutti i risultati della 35ª giornata Serie A:
NAPOLI-SASSUOLO 6-1 [7’ Koulibaly (N), 15’ Osimhen (N), 19’ Lozano (N), 21’ Mertens (N), 54’ Mertens (N), 80’ Rrahmani (N), 87’ Lopez (S)]
Al ‘Maradona’ punteggio tennistico, grandine di gol per la banda di Spalletti. La prima marcatura arriva al 7’. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Koulibaly intercetta di testa e insacca in rete. Al 15’ il Napoli raddoppia. Osimhen s’invola in area ed intercetta di testa. La palla finisce dritta in rete. Al 19’ i partenopei realizzano il terzo gol. A metterci la firma è Lozano che con il suo tiro spiazza tutti, compreso Consigli. Due minuti dopo, Dries Mertens mette a segno il quarto gol.
Nella ripresa, il Napoli continua a condurre la gara. Infatti, al 54’ gli azzurri vanno di nuovo a segno. Mertens s’invola in area e, su assist di Fabian Ruiz, batte Consigli senza difficoltà. Al 64’ Osimhen tenta la corsa verso la porta ma Rogerio interviene a difesa del suo spazio e spazza via. Al 72’ Osimhen si libera dei difensori avversari, corre verso la porta e calcia. L’attaccante azzurro centra la porta ma Rapuano non convalida il gol. All’80’ arriva la sesta rete azzurra. Rrahmani intercetta al limite dell’area e batte Consigli nell’angolino. L’ultimo gol della gara è degli emiliani. All’87’ Lopez si gira in area e batte Ospina che nulla può. La gara termina al 90’ senza minuti di recupero con gli azzurri che portano a casa la vittoria con il risultato di 6-1. Napoli che mantiene il terzo posto.
CAGLIARI-HELLAS VERONA 1-2 [8 ‘Barak (HV) 44’Caprari (HV) 57’Joao Pedro (C)]
L’Hellas ha fatto capire da subito di non essere intenzionato a regalare nulla agli avversari, sfiorando il gol al 6′ con Hongla e trovandolo all’8′ con Barak, servito in area da Simeone.
Keita ha colto la traversa con un potente destro e Grassi ha cercato il gol di precisione con un piatto dal limite. Squadra colpita a freddo da Caprari: servito sulla sinistra e tenuto in gioco dal Lovato, il numero 10 si è accentrato e ha bucato Cragno con il destro. Cagliari che si conferma soltanto a fiammate senza mai prendere il controllo della situazione.
Nella ripresa i rossoblu hanno cercato di gettare il cuore oltre l’ostacolo e il Verona non è rimasto a guardare, ma la splendida punizione di Joao Pedro ha riaperto i giochi al 57′.
Simeone in primis non è riuscito ad approfittare delle occasione che si sono presentate.
Disperatamente alla ricerca del secondo gol, il Cagliari non è riuscito a chiamare ad un vero intervento Montipò. Fuori le conclusioni di Joao Pedro e Rog, e al triplice fischio l’insoddisfazione del pubblico di casa si è fatta sentire. La situazione ora è estremamente complicata. Occorre un vero miracolo per salvarsi.
SAMPDORIA-GENOA 1-0 [25’ Sabiri (S)]
Nella prima frazione di gioco la Sampdoria comanda la partita e al 25’ si porta in vantaggio con Sabiri. Nella ripresa Blessin inserisce Criscito al posto di Vazquez e al 67’ il 4 Rossoblù sfiora il gol del pari. Successivamente gli ultrà genoani della gradinata nord cominciano a lanciare dei fumogeni in campo e il match subisce diverse interruzioni. Al 95’ l’arbitro Maresca assegna un penalty in favore del Genoa (dopo aver rivisto l’episodio al Var), ma Criscito fallisce il tentativo dagli undici metri e il risultato resta sull’ 1-0 (il terzino di Cercola reagisce con le lacrime al suo errore dal dischetto). Questa vittoria permette agli uomini di Marco Giampaolo di allontanarsi dalla zona retrocessione.
SPEZIA-LAZIO 3-4 [9′ Amian (S), 33′ rig. Immobile (L), 35′ Agudelo (S), 53′ aut. Provedel (L), 56′ Hristov (S), 68′ S. Milinkovic-Savic (L), 90′ Acerbi (L)]
Ritmi altissimi sin dall’inizio, lo Spezia ha voglia e coraggio. La Lazio è in vena di regali dopo la sfida con il Milan. Al 9’ Strakosha inspiegabilmente non esce su un pallone facile in area, Amian ne approfitta e segna il gol dell’1-0. I biancocelesti lottano con Immobile, il suo tiro al 13′ va di poco sul fondo. Provedel dice di no a Basic, poi a Immobile, infine a Milinkovic. Al 32’ giocata del serbo in area e tocco di mano di Nikolau. È rigore. Immobile dal dischetto non sbaglia e pareggia i conti. L’1-1 dura due minuti, perché un errore di Patric spalanca il campo a Agudelo, che davanti a Strakosha, con il mancino, segna di nuovo la rete del vantaggio. Lazio in bambola, allo scadere del primo tempo annullato un gol di Verde per fuorigioco.
Ripresa ricca di colpi di scena. Al 54’ tiro di Zaccagni con il pallone che sbatte prima sul palo, poi sulla schiena di Provedel finendo in rete. Sfortuna per lo Spezia, ma i ragazzi di Thiago Motta non mollano. E due minuti dopo ecco l’incornata perfetta di Hristov per il 3-2. Gara senza attimi di pause, risposte colpo su colpo. al 68’ Cataldi lancia Milinkovic, che vince il duello con Reca in area e davanti a Provedel sigla il 3-3. La Lazio spinge e nel finale Provedel para su Immobile, il pallone vacante lo tocca Acerbi che con un pallonetto di esterno fa il 4-3. Festa biancoceleste tra mille emozioni.
JUVENTUS-VENEZIA 2-1 [7’Bonucci (J) 71′ Aramu (V) ,76′ Bonucci (J)]
Parte subito forte la Juventus, Zakaria mette fuori dopo corta respinta della difesa. Al 4′ anche Pellegrini pericoloso, la traversa respinge il suo tiro da fuori. Al 7′ bianconeri in vantaggio: punizione di Miretti, sponda di de Ligt, Bonucci di testa trova la deviazione giusta che vale l’1-0. Il Venezia risponde al 16′ con Aramu, Szczesny non si fa sorprendere. Al 18′ è ancora Miretti buon protagonista, tiro deviato che si perde di poco sul fondo.
Al 23′ Henry sfiora il gol, il suo colpo di testa sfiora il palo alla sinistra di Szczesny. Ad inizio ripresa, Maenpaa respinge a fatica il tiro di Morata al 48′. Sono i lagunari, però, ad essere più pericolosi, al 68′ Aramu fa le prove generali con una punizione respinta da Szczesny e con tiro subito dopo di poco alto. Al 71′ il meritato pareggio: Peretz addomestica un pallone ancora per il suo numero 10, la botta da fuori di Aramu sorprende Szczesny per l’1-1.
I bianconeri riescono a riportarsi davanti alcuni minuti dopo: ancora un corner di Miretti al 76′, Danilo svetta, Maenpaa e Ampadu non intervengono, il tocco vincente a un passo dalla porta è ancora di Bonucci. E’ il 2-1 con il quale si chiude il match, considerando che nel finale non succede più nulla. Per i bianconeri è 4° posto matematico in virtù del pareggio all’Olimpico del Bologna sulla Roma.
MILAN-FIORENTINA 1-0 [82‘ Rafael Leão (M)]
La Fiorentina parte forte e crea dopo 40″ una chance sull’asse González-Cabral, i rossoneri si salvano e rispondono al 7′ con un gol annullato a Theo, per fuorigioco di partenza di Messias. Ancora i viola pericolosissimi all’11’, con un sinistro di Igor da centro area, potente ma fuori bersaglio. Di nuovo Milan, ed è Giroud a sfiorare il gol del vantaggio: filtrante preciso di Kessie e scavetto del francese che supera Terracciano ma finisce largo di poco.
Si arriva in porta da una parte e dall’altra: errore di Leão e ripartenza viola, culminata da un destro da Saponara parato in due tempi da Maignan. E ancora Milan, con la ripartenza orchestrata da Díaz, che sbaglia però l’ultimo passaggio per Hernández.
In apertura di ripresa con Leão, che riceve in area da Giroud e da posizione ottima spara alto. L’occasione sfumata accende però i rossoneri, e Kessie chiama all’intervento Terracciano di piede con un sinistro potente sul primo palo. Tonali strappa al 53′ e apre per Theo, che controlla e di esterno sinistro manca il bersaglio. Al 67′ Pioli tenta la carta Ibra ma al 76′ è la Fiorentina a rendersi pericolosa con un colpo di testa di Cabral, Maignan che salva da campione in due tempi. Ecco il lampo: il rilancio errato di Terracciano serve Leão, che punta la porta e batte il portiere viola sul primo palo. Milan vince soffrendo e mantiene il prezioso +2 sull’Inter. Volata Scudetto che verrà vinta da chi sicuramente sbaglierà meno.
EMPOLI-TORINO 1-3 [55′ Zurkowski (E), 78′ rig., 85′ rig., 90′ + 5 Belotti (T)]
Le due formazioni fin dai primi minuti si affrontano a viso aperto, giocando con ritmi alti. La prima occasione è al 9′ per i granata, Pellegri scippa la palla in area a Luperto, ma da posizione defilata non riesce ad evitare l’uscita di Vicario, che allontana la minaccia. Il Torino spinge sull’acceleratore, e al 13′ va ancora vicino al gol, con una conclusione di Pobega da fuori area che sibila il palo. L’Empoli chiude il primo tempo in attacco, con un bel tiro di Asllani dal vertice sinistra dell’area che termina di poco fuori l’incrocio dei pali.
Nella ripresa Al 52′ la squadra di Andreazzoli si mangia un gol clamoroso, con una ripartenza avviata da Verre, che serve poi Pinamonti, che a tu per tu con Berisha, manda clamorosamente il pallone sul fondo. La gioia è solo rimandata per l’Empoli, perché al 55′ gli azzurri trovano il vantaggio, grazie a Zurkowski, che da fuori lascia partire un mancino rasoterra che beffa Berisha, impreciso nell’intervento.
La gara sembra in discesa per l’Empoli, ma al 58′ tutto cambia, per un fallo di Verre giudicato prima da giallo, e poi da rosso dopo il controllo al Var, per il piede a martello del numero 7 su Pellegri, lasciando quindi la propria squadra in dieci. 75′ è ancora il Var ad essere protagonista, con un calcio di rigore dato ai granata per un fallo di mano di Stojanovic su un tiro di Ansaldi, per il braccio ritenuto troppo largo dal direttore di gara.
Sul dischetto si presenta Belotti, che insacca la palla nell’angolino, freddando Vicario. La gara termina con la beffa più totale per l’Empoli, ovvero con il secondo calcio di rigore dato dal Var, ancora una volta per un fallo di mano di Stojanovic su un tiro di Ricci, con la stessa identica dinamica, prendendosi quindi anche il secondo giallo e quindi lasciando l’Empoli in 9.
Dagli undici metri è ancora Belotti a prendersi la responsabilità, e calciando nello stesso lato, realizzando il 2-1. Nel recupero, con l’Empoli ormai decimato, c’è spazio anche per la tripletta del ‘gallo’, che buca Vicario da posizione ravvicinata, chiudendo la gara sul definitivo 3-1 per i granata. Siglando la marcatura numero 100 in maglia granata.
UDINESE-INTER 1-2 [12′ Perisic (I), 39′ Lautaro Martinez (I), 72′ Pussetto (U)]
Alla Dacia Arena i nerazzurri partono forte: 12′ corner di Dimarco sul primo palo che trova la testa di Perisic che di testa batte Silvestri, Inter in vantaggio.
L’Udinese non si dispera e dopo solo 1 minuto dal gol subito ci prova con Walace che calcia da lontano trovando però un attento Handanovic che respinge.
La partita rallenta di ritmo e per trovare una nuova occasione occorre andare al 36′ con Lautaro che calcia trovando un super riflesso di Silvestri.
Sono solo le prove tecniche del gol che arriva 3 minuti più tardi: Marì stende Dzeko in area di rigore, l’arbitro concede il penalty solo dopo l’on field review, sul dischetto va Lautaro che prende il palo, la palla tocca Silvestri e si impenna andando a finire sulla testa del Toro che insacca il 2-0.
Seconda frazione si apre con l’Inter alla ricerca del terzo gol che chiuderebbe il match e al 51′ ci va vicinissimo con Dzeko che però si divora l’occasione a tu per tu con Silvestri.
L’Inter non la chiude e allora ne approfitta l’Udinese che al 72′ riapre il match: splendida punizione di Deulofeu su cui Handanovic compie un miracolo, la palla arriva però a Udogie che la ributta dentro trovando Pussetto che da due passi fa 1-2.
ROMA-BOLOGNA 0-0
Partita a reti bianche all’Olimpico. La Roma crea contro il Bologna ma è poco cinica e non riesce a concretizzare. Spinge la squadra di Mourinho, le occasioni passano sui piedi di Zaniolo, Pellegrini e Abraham su tutti, e una grande chance creata da Carles Pérez. Skorupski, da ‘solito’ ex, compie un paio di miracoli, e anche Rui Patricio ci mette una pezza in un paio di occasioni. Polemiche da parte dei capitolini per un paio di episodi dubbi, dove Var e arbitro non sono intervenuti. La Roma riaggancia la Lazio al quinto posto (ed è in vantaggio con gli scontri diretti.)
ATALANTA-SALERNITANA 1-1 [27’ Ederson (S), 88 Pasalic (A)]
Partita combattuta, le squadre non si risparmiano, ma nel primo tempo la Salernitana sembra essere più cattiva e concentrata.
Al 27′ il gol che sblocca la partita: sponda di Djuric, dormita della difesa bergamasca e tocco sotto misura di Ederson. La reazione dell’Atalanta non arriva, la Salernitana si difende con ordine, così la prima frazione si chiude sullo 0-1.
Ad inizio ripresa l’Atalanta si presenta in campo con Pasalic e Djmsiti per Scalvini e Demiral. La mossa non porta grandi frutti, è anzi la Salernitana ad andare a un passo dal raddoppio con un colpo di testa di Coulibaly respinto da Musso; al 60′ l’occasione capita sul piede di Verdi, Musso è costretto all’intervento di piede.
La squadra di Gasperini preme sull’acceleratore, ma è confusionaria; l’occasione migliore capita sui piedi di Maehle, ma il danese spara addosso a Sepe al 65′. Sembra fatta per gli ospiti, invece un invenzione di Malinovskyi per Pasalic, scattato sul filo del fuorigioco, vale il gol del pari all’88’.
Recupero della 20^ giornata
SALERNITANA-VENEZIA 2-1 [7′ Bonazzoli (S), 58′ Henry (V), 67′ Verdi (S)]
Nella bolgia dell’Arechi bastano pochissimi minuti alla Salernitana per trovare il primo episodio chiave: calcio d’angolo, mischia in area e tiro di Fazio che respinto di mano da Ceccaroni. Dopo revisione al monitor, Mariani indica il dischetto e spiana a Bonazzoli la strada dal vantaggio. Sinistro all’angolino, Maenpaa immobile e Salernitana subito avanti.
Dopo circa un’ora di apnea, il Venezia si fa finalmente vedere dalle parti di Sepe con una conclusione di destro di Okereke respinta ottimamente da Sepe in angolo. L’occasione carica il Venezia che, due minuti dopo, trova il gol del pari con Henry, abile a ribadire in rete una respinta di Sepe, abile in prima battuta a rispondere ad un colpo di testa di Caldara. Minuto sessantasette, il jolly con Simone Verdi, che ripaga la fiducia del tecnico spedendo all’incrocio dei pali un missile terra-aria che riporta avanti i suoi dopo soli otto minuti di parità. L’Arechi può nuovamente esplodere.
Il Venezia si riversa in avanti con la forza della disperazione andando a centimetri dal gol del nuovo pareggio con Aramu, il cui morbido sinistro da calcio piazzato sfiora il palo alla sinistra di un Belec (entrato al posto di Sepe) battuto. La Salernitana si affida alle capacità di Verdi e Perotti per tenere alto il pallone, soffrendo relativamente poco grazie anche al rosso sventolato da Mariani ad Ampadu al novantesimo. La Salernitana vede davvero la salvezza. Praticamente spacciato il Venezia, alla nona sconfitta consecutiva in campionato.
I Veneti restano ultimi, per la Salernitana nuovo scontro diretto domenica, contro il Cagliari, terz’ultimo a -1

