I rossoblù conquistano un punto d’oro (con rimpianti), mantengono il trend positivo e agganciano il Venezia. Cagliari a piccoli passi
Il Cagliari sposa la politica dei piccoli passi e ad Empoli ha aggiunto un altro piccolo tassello verso l’obiettivo della salvezza.
Mazzarri può contare per l’occasione sul rientro di Joao Pedro che parte subito titolare, invece Keita (fresco vincitore con il Senegal della Coppa d’Africa) si accomoda in panchina. Gaston Pereiro affianca l’italobrasiliano in attacco.
Andreazzoli schiera in attacco la coppia Pinamonti-Cutrone supportati da Bajrami sulla trequarti. Asslani confermato centrale nei tre in mezzo al campo, mentre Zurkowski e Bandinelli si piazzano ai lati
Nella prima frazione match a fatica a decollare per diversi infortuni nei primi minuti. Le premesse erano buone Zurkowski su Joao ed è giallo. Al minuto 7′.
Dal 15′ accade l’inaspettato. l’Arbitro Dionisi non riesce a continuare per infortunio così prende il suo posto il quarto uomo Marini, mentre al 26′ è Lovato a uscire dal campo per problemi muscolari. E’ lì che il Cagliari inizia paradossalmente a perdere distanze e certezze. Gli azzurri di Aurelio Andreazzoli decisamente più pimpanti creano gioco e occasioni.
Cragno ha dovuto compiere gli straordinari in almeno quattro occasioni del match) su Bajrami e Pinamonti, ma il Cagliari si difende con ordine e attacca senza riuscire a esser pericoloso. Al 38′ un contropiede velocissimo di Bajrami scatena il gol del vantaggio di Pinamonti.
Nella ripresa i rossoblù cambiano decisamente passo e piglio; Mazzarri inserisce tutti gli attaccanti a sua disposizione, per la ricerca disperata del pareggio. (Forse tardivi) così Keita e Pavoletti si aggiungono a Joao Pedro e Gaston Pereiro. Il tecnico di San Vincenzo le prova tutte, il Cagliari c’è. Baselli per Marin (molto deludente la sua prestazione, ha sicuramente bisogno di rifiatare, grossa ingenuità sul vantaggio empolese, ma è diventato papà in serata, e va in parte assolto, auguri!).
L’ex Toro con pochi allenamenti sulle gambe ha dimostrato di essere un giocatore sul quale si potrà fare affidamento ma deve ritrovare la condizione per il finale di stagione. Buona e di sostanza, la prestazione di Grassi e Dalbert come tutta la squadra, Dall’altra parte un grande Vicario; Che, si esalta su Altare (con grande coraggio e soprattutto sfrontatezza ha sostituito degnamente Lovato)e Pereiro. Davvero un grosso errore privarsi di un giovane portiere di assoluto avvenire e certezza.
Gaston Pereiro si accende e mette il turbo. Da destra entra in area e la piazza sul secondo palo trovando un’ottima parata di Vicario che manda in angolo. In rapida successione ci prova da fuori area con un bel tiro di destro che finisce di poco a lato. Il suo non dare punti di riferimento e il continuo svariare sul fronte offensivo è un’arma importante.
‘San Leonardo’ Pavoletti è stato fondamentale e il suo ingresso è stato determinante, come spesso accade: cross dalla destra di Goldaniga, serie di batti e ribatti in area dell’Empoli, con il bomber toscano si ritrova la palla sotto porta e mette dentro a due passi da Vicario. È l’84. Ma è assedio 3′ minuti più tardi: torsione dell’attaccante su cross di Pereiro, col pallone che esce di un soffio alla destra di Vicario con il portiere azzurro fuori causa. Cagliari a piccoli passi: dopo 7′ di recupero il risultato non cambia: finisce 1-1.
In chiusura, episodio inqualificabile, quello dell’insulto di Cutrone verso Cragno. Frase ingiuriosa e senza motivazione (“c***o di balbuziente di m****”) la sua, immortalata dalle telecamere DAZN, subito dopo la sostituzione con Henderson. È assurdo, inconcepibile che nel 2022 in campo ci si rivolga con un’espressione così grave nei confronti di un avversario, in particolar modo deridendo un suo difetto.
L’attaccante avrebbe poi chiesto scusa: può capitare a tutti di sbagliare, l’importante è però non ripetersi. Mi auguro, personalmente, che il Giudice Sportivo intervenga con la prova tv e commini la giusta sanzione. Ed al Signor Cutrone dico che sugli ‘handicap’ c’è poco da scherzare: fino a prova contraria, chi può dirsene, al giorno d’oggi, totalmente privo?

