Walter Mazzarri in questo inizio di 2022 ha fatto sei punti in due gare. Dopo un 2021 disastroso chiuso a 10 punti in graduatoria, la strada intrapresa dal Cagliari sembra essere quella giusta
Il Cagliari riparte nel 2022 con un +6 di vitale importanza che gli consente di restare attaccato al treno salvezza: il Venezia si trova infatti a 17 con una gara in meno (da recuperare il match con la Salernitana).
La squadra pur deficitaria in certi reparti ha mostrato (anche con un pizzico di fortuna) maggior impegno dettato anche da alcune modifiche strutturali con il mercato. Su tutti la coppia Altare-Lovato ha mostrato nuova linfa e maggiore solidità rispetto alla coppia Godin-Caceres, ormai sul viale del tramonto.
Per quanto riguarda ‘El Faraón’ l’idillio non è mai nato, e soprattutto, il giocatore non ha lasciato traccia nel cuore dei tifosi, nonostante il legame con Pepe Herrera. Ennesimo errore societario di assemblare la squadra sui nomi e blasone, senza badare all’integrità fisica. Per quanto concerne il secondo, eccetto il gol vittoria contro la Samp in casa all’Unipol Domus, buio pesto.
Il giovane Altare, invece, bergamasco classe ’98 proveniente dall’Olbia, dove è stato protagonista di un’ottima annata, rivelandosi un pregevole marcatore per la squadra di Canzi (nella passata stagione) ha dimostrato ampiamente sia con la Samp che con il Bologna di non aver paura di chiudere difensivamente impostare ed anche spingere in propulsione offensiva. Quasi alla maniera dell’Aronica di Reggio Calabria, o, secondo qualcuno, alla Simone Loria. Bene, ma ricordo a tutti che se il Cagliari lo terrà stretto, (senza responsabilizzarlo troppo) e darà fiducia ai giovani, potremmo avere, secondo me, tra le mani, un prototipo del ‘Grande’ e indimenticato Davide Astori.
Quanto a Lovato, viene descritto dalla società come un “difensore centrale disciplinato in marcatura dotato anche di una buona visione di gioco: piede preferito il destro, con il quale risulta preciso in fase di impostazione“.
Pillole di Mercato: con l’arrivo di Goldaniga dal Sassuolo utile per il gioco del tecnico toscano, e con il recupero di Walukievicz e Carboni, sempre più in crescita, potremmo forse stare tranquilli. Meno sulle fasce dove Dalbert e Lykogiannis non danno assolutamente garanzie. Anzi si traballa parecchio. Chissà se in quel settore qualcosa si farà, ma, personalmente, dubito fortemente. Stando a quanto riportato da ‘Sky’ e ‘gianlucadimarzio.com’, tuttavia, perso Riccardo Calafiori, terzino che ieri ha svolto le visite mediche col Genoa, il Cagliari starebbe proseguendo nella ricerca dell’esterno sinistro. Si valutano diversi profili: fra questi c’è Nicola Murru, ma occhio a Lucas Piton, esterno mancino del Corinthians, sul quale, secondo ‘L’Unione Sarda’, i rossoblù starebbero virando nelle ultime ore.
Per quanto riguarda Murru, il classe ’94, in uscita dalla Sampdoria e nel mirino anche dell’Empoli, può essere inserito dalle due squadre nello scambio con Charalampos Lykogiannis (laterale greco che ha già un accordo di massima coi blucerchiati). L’ostacolo è la formula del trasferimento di Murru: il Cagliari lo vorrebbe in prestito secco, la Samp chiede l’obbligo di riscatto nel centrocampo e in attacco siamo ridotti all’osso. Se alla fine il Cagliari preferisse Valerio Verre come contropartita, ecco che Piton balzerebbe in pole position.
Passando al centrocampo, lo svizzero Aebischer pare essere stato richiesto espressamente da Mazzarri. Centrocampista dello Young Boys, sta rientrando da un brutto infortunio. Le cifre richieste da parte del club per il ragazzo si aggirano sui 3,5 milioni e sembra che il presidente Giulini sia determinato a chiudere l’operazione.
Capitolo Baselli: reduce da infortuni, sarà veramente interessante capire come lavorerà sottotraccia il club del Patron Giulini. (Bologna in pressing) Strootman e Oliva corpi estranei e mai nel vivo, serve gente pronta e motivata. Avere la coperta ampia in virtù della nuova mutazione del Covid e la marea di positivi, é strettamente necessario. Anche nel reparto avanzato mancano certezze, dove il solo Pavoletti con Joao e Gagliano (di rientro del prestito di Avellino) fa numero, ma non è certo colui che serve per salvarci. Non avendo a disposizione Keita per un mese per l’impegno in Coppa d’Africa con il Senegal, serve sostanza. Altri nomi sul taccuino: Lapadula in uscita da Benevento, sino a Bonazzoli da Salerno. Ma tutto ruota e ruoterà dalla presunta cessione di Nandez. Serve liquidità e non sarà facile averla, e fare gli interessi del Cagliari soprattutto coi procuratori che fanno il loro gioco.
Chiosa finale e doverosa su Pereiro. ll fantasista uruguayano ha fatto le fortune del Cagliari. Voluto da Andrea Cossu, prelevato dal Psv Eindhoven, dai piedi buoni anche se un po’ statico, deve avere fiducia attorno a sé. Pur essendo croce e delizia, è sempre risultato in qualche modo determinante. Per lui goal ed assist contro il Bologna, voi direte in maniera fortunosa ma comunque utilissimo alla causa e merita maggior attenzione (senza dimenticare la marcatura pesante del famoso Cagliari Parma 4-3 dell’anno passato).
Cresciuto nel Racing di Montevideo, traslocato al Nacional, arrivato nell’isola nel gennaio 2020, Gaston potrebbe raccogliere l’eredità dei tanti uruguayani che hanno fatto bene a Cagliari. Da Francescoli a Dario Silva, passando per Lopez e Abeijón, tutti nell’era Celliniana. Vietato però credere che le due vittorie abbiano risolto come per magia tutti i problemi: la squadra ha mostrato di essere viva, e ora va assolutamente rinforzata per bene, soprattutto nella zona mediana. Diversamente sarebbe come darsi la zappa sui piedi e buttare al vento le possibilità di una rimonta salvezza.

