In una Sardegna Arena senza tifosi, si è consumato il ritorno di Nainggolan con il Cagliari: la classe è intatta, ma la squadra non lo aiuta
Il primo tocco è leggero, guarda lo spazio davanti a sé e serve un compagno. Ha già inteso dove andrà la partita, ha già capito il suo ruolo. E la prima palla scucchiaiata va sulla testa di Pavoletti: è goal, ma l’arbitro annulla per carica sul portiere. Il ritorno di Nainggolan: il Ninja si è presentato così alla Sardegna Arena. Coi capelli rossi, un assist e un tocco di palla che sa di un altro campionato.
Si vede la differenza con gli avversari e alcuni compagni. Si vede che funziona e che ha voglia di funzionare. Ci prova con una ripartenza, vede il portiere fuori dai pali e cerca di uccellarlo: Montipò si salva in angolo, per miracolo.
Il Ninja vede lontano. Cerca il goal ma il suo destro è un po’ arrugginito. Poi cala come cala tutta la squadra, si mette a disposizione, soffre, si sbraccia. È un altro rispetto a quello visto a Milano.
Nella ripresa si abbassa, cerca di coprire le falle, la difesa ora sembra più sicura. Continua a illuminare il campo, dovunque passi. Dà ordine e sicurezza, a centrocampo non si passa. Ma a quel punto non può più incidere come potrebbe. E infatti all’80 esce per dare spazio a Pereiro.
Il ritorno di Nainggolan: la prima del 2021 è sufficiente ma non è aiutato dalla condizione generale della squadra. Avrà modo di rifarsi.
Dal nostro inviato alla Sardegna Arena, Simone Spada

