Simeone: «Nainggolan dice che posso fare 25 goal. Zenga? Come mio padre»

L’attaccante del Cagliari, Simeone, rivela: «Ho capito che se corro di meno posso segnare di più».

Dalla ripresa del campionato dopo il lungo lockdown è stato senza dubbio uno dei giocatori più positivi della squadra di Walter Zenga. Giovanni Simeone ha messo a referto finora 11 reti, di cui 5 realizzate dal giugno ad oggi. L’attaccante argentino, arrivato l’estate scorsa dalla Fiorentina, ha rilasciato un’intervista al settimanale ‘Sportweek’ de ‘La Gazzetta dello Sport’.

«Io lo so che corro tanto, troppo. Me lo dicono tutti, Zenga compreso. – ha dichiarato l’argentino – ‘Non ho bisogno che tu rincorra gli avversari. Devi stare lì davanti e scattare quando ti lanciano il pallone, perché sono sicuro che lo prendi’. Ma a te è mai capitato che qualcuno ti dica: devi fare questo e quello, e tu non vedi, non capisci di cosa stia parlando? A me è successo proprio questo. Mi consigliavano di imparare a dosare le energie, correre nel modo giusto, sfruttare meglio la forza che ho nelle gambe: qualità e non quantità, come ripete mio padre quando parla delle poche occasioni che abbiamo per stare insieme. Il tempo darà ragione ai nostri consigli, dicevano. E io di tempo avevo bisogno. Me lo sono preso col lockdown».

«Durante il lockdown mi sono rivisto un po’ di gare del Cagliari. Mio padre mi ha mandato qualche video di quelle dell’Atletico e degli allenamenti, così ho potuto vedere come si muovono i suoi attaccanti. E ho pensato: se invece di fare 12 chilometri a partita mi fossi comportato come loro, oggi avrei qualche goal in più. Potrei segnare anche più di 20 goal a campionato: Nainggolan mi dice che posso farne 25».

Speciale il rapporto che si è instaurato fra l’attaccante e il tecnico Walter Zenga, nonostante al momento sembra difficile pensare ad una conferma dell’allenatore milanese per la prossima stagione.

«Il mister è nato il 28 aprile come mio padre, e davvero certe volte mi sembra di sentire lui quando allena. Stesso tono, stesso carisma, quasi le stesse parole. Glielo dico: ‘Mister, lo fai apposta?’. Zenga è uno che dà fiducia, ti sta addosso. Non c’è cosa migliore per un giocatore. E la cosa che mi ripete più spesso è sempre la stessa: ‘Giovanni, fammi un favore, non correre. Stai lì davanti, per favore’. E io che all’inizio non capivo niente (ride). E poi: ‘Pensi troppo. Gioca d’istinto’ »

Simeone è poi tornato sul suo addio a Firenze e ha parlato del suo futuro: «Ero a Firenze da due anni, mi piaceva la città, avevo amici e mi ero fidanzato. Avevo perso il posto in squadra, è vero, ma avevo voglia di riconquistarlo e lo avevo detto a Montella: ‘Mister, io voglio restare, mi sento più forte degli altri attaccanti che sono qui e che lei mi ha messo davanti. A meno che mi dica che non mi vuole, rimango e mi riprendo la maglia’. La sua risposta? Nelle prime due partite di campionato non giocai un minuto. Allora capii che l’unica era andarmene».

Con Cagliari e la Sardegna è stato amore a prima vista. «Luogo unico. Benessere: non trovo un’altra parola per esprimere quel che provo stando qua, ti senti a tuo agio dal primo momento. La mia fidanzata Giulia, che è di Firenze, non vuol più tornare là. Il Cagliari è stata la squadra che mi ha voluto di più, la società è ambiziosa, aveva costruito un gruppo già forte a cui mancava un attaccante dopo l’infortunio di Pavoletti. Insomma, il posto giusto per me. Sono arrivato dopo una stagione in cui avevo segnato 6 goal, e la gente mi ha accolto come un re».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.