Top 100 rossoblù – 77° Alessio Scarpi

Giorno per giorno Cagliari1920news vi svelerà la Top 100 con i migliori rossoblù di sempre: al 77° posto il portiere Alessio Scarpi.

Classe e stile ne aveva da vendere, Alessio Scarpi. Nato in Veneto, nella città di Jesolo, il 19 aprile del 1973, ha vissuto gli anni più belli della sua carriera fra i pali difendendo la porta del Cagliari. Portiere istintivo, capace di parate spettacolari, Scarpi occupa il 77° posto nella Top 100 rossoblù.

LA SARDEGNA E ‘L’INFERNO’ DI PATTADA

Dopo gli esordi con il Treporti e la Pasianese-Passons, società nell’orbita del vivaio del Torino, a Scarpi sono prospettate due alternative per il suo futuro calcistico: il Padova o il Cagliari. Il ragazzo ci pensa, ma opta per cambiare aria.

«Avevo voglia di andare lontano da casa, così dopo i Mondiali di Italia 1990 ho scelto di venire a Cagliari. – ha raccontato l’estremo difensore in una recente intervista a ‘gpreport.it‘ – Feci il viaggio in aereo assieme ad altri ragazzi e come arrivammo ci fecero alloggiare all’Hotel Setar, un posto bellissimo. Li facemmo le visite mediche. Pensavo di essere venuto in Paradiso…».

Il giovane Scarpi, che all’epoca aveva 17 anni, non poteva immaginare cosa in realtà lo attendeva con i compagni della Primavera nel ritiro estivo di Pattada. «Fu un inferno, – ha ricordato a ‘grreport.it’ – uno dei ritiri più duri che abbia affrontato in carriera. Mister Checco Fele (ex San Marco Cabras e Carbonia, ndr), che sento ancora tutt’oggi, era un sergente di ferro. Facevamo allenamenti molto duri sotto il sole, il mister ci massacrava e a quei tempi non ci faceva bere più di un bicchiere d’acqua a seduta. È stata veramente tosta. Ci sono stati periodi dove qualche persona addirittura non ce la faceva più, prendeva e scappava».

L’ESPERIENZA CON LA REGGINA

Nonostante l’inizio così difficile, Scarpi riesce ad affermarsi nella Primavera del Cagliari, e dopo 5 anni, arriva per lui il momento di fare il salto fra i grandi. Nella stagione 1995-96 il presidente Cellino lo gira così in prestito alla Reggina nel campionato di Serie B. In Calabria Scarpi arriva teoricamente per fare da dodicesimo al portiere titolare Merlo. Dopo un paio di partite in panchina, però, l’estremo difensore veneto ha l’occasione che stava aspettando. L’allenatore amaranto Giuliano Zoratti gli dà fiducia dopo il pesante k.o. in trasferta per 7-0 a Marassi contro il Genoa. Scarpi la ricambia con una grande prova contro il Chievo e non lascerà più la porta della squadra calabrese. Dopo 2 stagioni in Serie B con 65 presenze, arriva per lui l’opportunità del ritorno al Cagliari.

IL CAGLIARI SULLA PELLE

«A Reggio ho fatto 2 anni meravigliosi. – assicura Scarpi – Poi mi chiamò il presidente (Cellino, ndr) proponendomi di tornare, e gli risposi: ‘torno a nuoto’». Nella stagione 1997/98 Scarpi difende così la porta del Cagliari, che, sotto la guida di Gian Piero Ventura, ottiene a fine anno la pronta risalita in Serie A. Approdato finalmente nella massima serie, il portiere veneto si conferma le sue grandi qualità e debutta il 13 settembre 1998 nella sfida casalinga contro l’Inter, terminata 2-2. «Chiudo gli occhi la sera e rivedo tutti i bei ricordi. – dice – I due anni con Ventura furono fantastici, quell’entusiasmo in seguito non l’ho più ritrovato. Il primo anno in Serie B fu una splendida cavalcata, poi in Serie A ci fu la consacrazione. Facemmo un campionato straordinario, soprattutto in casa, dove battemmo la Juventus, il Milan, il Parma e la Roma, con cui vincemmo 4-3 una partita che secondo me è stata la più bella da vedere che io ricordi, seppure io non abbia giocato benissimo in quell’occasione».

UNA RESPIRAZIONE DA 10 IN PAGELLA

Oltre alle belle prestazioni, Alessio Scarpi il 29 novembre 1998 con la sua prontezza salva di fatto la vita al difensore rossoblù Gianluca Grassadonia. È il 58° di Udinese-Cagliari allo Stadio Friuli e dopo un violento scontro con Locatelli, Grassadonia si accascia a terra. Sugli spalti e davanti alla tv, chi sta seguendo la partita capisce da subito che la situazione è drammatica.

«Gianluca prese una violenta botta in testa. – ricorda Scarpi – Lo vidi sdraiato in terra che non respirava, e mi venne istintivo fargli la respirazione bocca a bocca». La prontezza di riflessi del suo compagno di squadra salverà la vita a Grassadonia, poi soccorso dai medici.

Il giorno seguente, ‘La Gazzetta dello Sport’, per il suo grande gesto, premierà Scarpi con un 10 in pagella, il primo dato in tanti anni di vita del giornale: “L’ intervento fondamentale – scrisse il quotidiano milanese – è il bocca a bocca su Grassadonia che non respira. Salva una vita, mica un goal”.

L’ADDIO DECISO DA CELLINO

In virtù delle sue buone prestazioni, Scarpi è confermato a difesa della porta rossoblù anche nella stagione 1999/00. Ma le cose non vanno per gli isolani come era stato preventivato. Sotto la guida di Tabarez prima e Ulivieri poi, la squadra rossoblù, nonostante un bel cammino in Coppa Italia fino alle semifinali, in campionato retrocede con largo anticipo.

Dopo un’altra stagione in Serie B, in cui i sardi non riescono a centrare la promozione, anche per Alessio Scarpi nel febbraio 2002 arriva il capolinea: Cellino lo chiama e gli fa capire che deve lasciare l’isola. «Sarei rimasto a vita, ma il presidente decise che dovevo andar via. Piansi, perché sapevo che era finita una parte importante della mia carriera e della mia vita».

Nella prima parte del 2001/02 non viene mai utilizzato, nel calciomercato invernale passa così in prestito all’Ancona fino a giugno. Quindi firma con l’Inter a parametro zero ma è solo di passaggio, visto che si trasferisce subito all’Ancona. Con i marchigiani conquista quell’anno una storica promozione in Serie A, prima di cambiare ancora maglia ed andare al Genoa.

Sotto la Lanterna Scarpi spenderà oltre 8 anni della sua carriera, vincendo un altro campionato, ma poi retrocedendo in Serie C1 per una presunta combine contro il Venezia. Si ritira nel 2013, quando, dopo esser rimasto svincolato, diventa allenatore dei portieri rossoblù, ruolo che ricopre tutt’oggi.

I tifosi del Cagliari lo ricordano con grande affetto. Il suo legame con l’isola è stato cementato dalla vita privata: la sua compagna è infatti cagliaritana e suo figlio è nato in Sardegna.

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