Giorno per giorno Cagliari1920news vi svelerà la Top100 con i migliori rossoblù di sempre: all’82° posto Giovanni Roccotelli, il maestro della Rabona
Con il piede sinistro a fare da appoggio, spostava il piede destro dietro quest’ultimo, incrociando le due gambe, in modo da effettuare un dribbling, un cross o un tiro. Con questa sua giocata, ai tempi chiamata ‘incrociata’ e oggi conosciuta con il vocabolo sudamericano di ‘Rabona’, Giovanni Roccotelli infiammò i tifosi del Cagliari nella stagione 1976-77, la prima in Serie B dopo la dolorosa retrocessione della stagione precedente.

Sebbene abbia indossato la casacca rossoblù per un solo anno, quella sua giocata geniale, vista prima di lui soltanto in Sudamerica, consegna il classe 1952 alla storia, facendolo entrare di diritto fra i migliori 100 giocatori del Cagliari. Il nome ‘Rabona’ viene è un neologismo spagnolo e viene da ‘Rabo’, coda, per similitudine con le codate che le mucche sono solite tirare quando vengono infastidite dalle mosche.
Roccotelli impara quella giocata fin da ragazzino. «L’intuizione mi venne più volte in strada, – ha raccontato più volte – quando ero piccolo. Mi veniva naturale, non era un modo per schernire gli avversari. Ma gli allenatori delle giovanili della Graziani Bari, la società della mia adolescenza, mi dicevano di non esagerare perché davo quell’impressione». Dopo gli esordi con Barletta e Avellino, a 23 anni passa al Torino di Radice nel 1974. Fa il suo esordio in Serie A e vince lo Scudetto con i granata nella seconda stagione, il 1975-76.
Di fatto ha però poco spazio, essendo il sostituto di Claudio Sala. L’anno seguente viene così mandato in Serie B al Cagliari di Mariano Delogu e del nuovo tecnico Lauro Toneatto, che decide di puntare su di lui e su di un gruppo di giovani: Bellini, Ciampoli, Casagrande e Ferrari, oltre che sull’esperienza di Tomasini e Brugnera, gli unici surpestiti dello Scudetto del 1970. Fin dalla prima giornata, nella gara interna contro la SPAL, Roccotelli sfodera la sua specialità, domenica 26 settembre 1976. ‘Cocò’ come era spesso chiamato, va via sulla fascia destra ed effettua un cross di rabona per la testa di Virdis: il giovane attaccante di Sindia ci arriva ma non riesce a inquadrare lo specchio della porta.
Il Cagliari non brilla, ma è difficilmente superabile: la partenza è lenta, e nelle prime 14 gare i rossoblù pareggiano 8 volte, pur portandosi al 2° posto in classifica. A Rimini arriva il primo colpo in trasferta per 2-1. Segna con Piras e Brugnera uno dei 3 goal dei sardi nell’importante successo interno sull’Atalanta, diretta concorrente per la promozione, il 7 novembre del 1976. A Pescara però arriva il primo stop (2-0 per gli abruzzesi), che alla fine dei giochi costerà carissimo.

Pietro Paolo Virdis si rivela subito bomber di razza, e inizia a segnare con grande regolarità. Con lui anche Piras. I due, che insieme fanno 41 anni, spesso imbeccati dalle giocate di Roccotelli, sono i grandi trascinatori della formazione rossoblù. A gennaio però la squadra rallenta e va in difficoltà, scivolando dal 2° al 4° posto. Ma dopo la crisi il Cagliari si rialza e infila 12 vittorie su 16 gare.
La promozione sembra alla porta ma il 20 marzo 1977 arriva il colpo di scena. Rosario Lo Bello arbitra al Sant’Elia Cagliari-Lecce. Un tifoso del Cagliari al termine del primo tempo scaglia in campo un’arancia, che colpisce Ruggiero Cannito del Lecce. Il giocatore del Lecce sta chiedendo chiarimenti all’arbitro per un cartellino giallo, quando il frutto proveniente dagli spalti lo centra in pieno volto, sebbene il vero destinatario sarebbe stato il fischietto siracusano.
Cannito sanguina, rientra negli spogliatoi ma non può proseguire. Sul campo il Cagliari vince 1-0 con rete di Bellini, ma i 2 punti gli saranno tolti a tavolino. Il risultato concreto è che anziché arrivare prima, la squadra di Toneatto si piazza 2ª a pari merito con altre 2 squadre, l’Atalanta, vittoriosa a Bergamo dopo il giallo con il Lecce, e il Pescara.
Per decidere la seconda promossa sono dunque necessari gli spareggi. Il Cagliari pareggia 0-0 a Terni con il Pescara, e perde a Genova contro l’Atalanta, vedendo sfumare all’ultimo la possibile promozione. L’avventura di Giovanni Roccotelli in rossoblù finisce lì, con 28 presenze e 2 reti. ‘Cocò’ andrà via infatti l’estate successiva, nonostante l’amore a prima vista con i tifosi e una stagione sicuramente positiva.
Per lui, che si legherà comunque per sempre all’isola sposando una donna sarda, inizia un lungo girovagare per la penisola: l’estrosa ala delizierà con le sue giocate anche i tifosi di Ascoli, Taranto, Cesena, Foggia, Nocerina e Casertana prima di far ritorno in Sardegna. Farà infatti in tempo a giocare anche con la Torres di Sassari e con il Selargius, prima di appendere gli scarpini al chiodo.
Trasferitosi in pianta stabile nell’isola, ha preso il patentino da allenatore di 2° Categoria e allena dal 2008 la Scuola Calcio Is Arenas a Quartu Sant’Elena. Grazie ad una forma fisica invidiabile, si diverte ancora a giocare qualche partita con le Vecchie glorie rossoblù. A dimostrazione che, in fondo, quando si afferma che la classe non è acqua, si dice una profonda verità.

