Top 100 rossoblù – 88° Federico Marchetti

Dall’amore all’odio, dal ruolo di portiere della Nazionale a terzo portiere del Cagliari per colpa di una sola dichiarazione.

Due stagioni che sembrano decenni, quelle vissute da Federico Marchetti a Cagliari. Forse perchè queste, in realtà, sono state tre. Anche se l’ultima, sotto contratto, è sembrata quasi un sogno, un incubo, allucinazione di massa per una dichiarazione. Il putiferio, gli insulti, l’addio.

Marchetti è stato senza dubbio uno dei migliori portieri del Cagliari del nuovo millennio, capace di guadagnarsi la Nazionale azzurra e giocare diverse gare dell’Italia come portiere rossoblù. Reattivo, snodato.

A 25 anni lascia l’Abinoleffe per il Cagliari, in prestito on diritto di riscatto della comproprietà a due milioni e mezzo. Meglio del previsto, sopratutto sulle conclusioni ravvicinate in cui riesce a mostrare il meglio di sè.

A Cagliari riesce a vincere il titolo di miglior portiere della Serie A 2008/2009, la sua prima stagione è un trionfo alla quale seguirà una seconda non così positiva, ma comunque utile a renderlo uno dei migliori estremi difensori del campionato. Cellino gongola, non lo cede.

Nell’estate 2010 tutto si spezza. Marchetti afferma di aver sperato nel passaggio alla Sampdoria, allora ai playoff di Champions. Apriti cielo. Cellino furioso contro di lui, il procuratore, i tifosi che lo sostengono. Interviene anche il sindaco del paese natio del ragazzo.

Diventa terzo portiere, scivola verso l’ultimo posto come verso di lui scivolano noti insulti in mezzo al minuto di silenzio al Sant’Elia. E’ un epilogo assurdo, che farà perdere al Cagliari un portiere coi fiocchi e a Marchetti una stagione della sua vita. Andrà alla Lazio.

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