Winks fuori per lombalgia, torna Trepy. Il tecnico difende Fazzini, valuta Mina dall’inizio e chiede una reazione. Pisacane verso Roma-Cagliari.
Il Cagliari cerca una risposta dopo le sconfitte contro Monza e Bologna. Alla vigilia della trasferta con la Roma, in programma martedì 27 ottobre alle 20.45 all’Olimpico per la 9ª giornata di Serie A, il tecnico rossoblù Fabio Pisacane ha parlato in conferenza stampa con i giornalisti e ha invitato tutti a mantenere equilibrio nei giudizi e lucidità nelle scelte.
Il tecnico rossoblù dovrà rinunciare a Harry Winks, fermato dalla lombalgia, ma ritrova in attacco Yael Trepy dopo l’incidente in piscina.
Pisacane prima della Roma: Winks fuori, torna Trepy
«Winks non è convocato, così come Felici e Idrissi – ha annunciato –. A Roma con noi viene Trepy, per il resto sono tutti arruolabili». Il centrocampista inglese non ha recuperato dal problema alla schiena accusato contro il Bologna: «Ha un problema di lombalgia, sono passate solo 48 ore. È diminuito il fastidio, però non è al 100% e non vogliamo rischiarlo».
L’assenza del giocatore inglese pesa sulla costruzione del gioco. «Da un punto di vista tecnico è normale che perdiamo tanto, perché non abbiamo uno uguale all’interno della rosa. Dobbiamo essere bravi a non essere Winks-dipendenti e a valorizzare anche altri calciatori. Le rose sono così larghe e uno deve cercare di trovare la quadra da un altro punto di vista, dando la possibilità a quei calciatori che hanno qualità e caratteristiche diverse da Harry».
Pisacane non anticipa quale soluzione adotterà: «Sicuramente cercheremo di valorizzare la rosa. La Roma non ha bisogno che scopriamo le carte, però nel nostro piccolo preferisco non dare vantaggi».
Il Bologna e il chiarimento sul «limitare i danni»
Il tecnico torna sulle parole pronunciate dopo l’ultima sconfitta e chiarisce il riferimento alla prestazione di Monza. «Ognuno di noi fa le proprie valutazioni, io ho il dovere di ascoltare le critiche e la responsabilità di decidere con lucidità. Nella partita a Monza la squadra negli ultimi 20 minuti aveva dato una sensazione che non aveva mai dato prima: quasi di uscire totalmente dalla gara. Il riferimento era solo a quello. Questo non voleva dire che contro il Bologna si è fatta una partita per limitare i danni».
Il punto, per Pisacane, è dare uno sbocco al possesso. «Avere la palla può essere tutto e niente. Se una volta che superi la prima pressione non vai sull’attacco diretto, sulla profondità, e non valorizzi quello che di buono fai nel primo tratto di campo, diventa tutto evanescente. Bisogna sempre essere equilibrati».
«Le vittorie hanno nascosto un po’ di polvere sotto al tappeto – aggiunge –, ovviamente per chi ci giudica e ci valuta. Dentro di noi sappiamo che è un momento che poteva capitare e ci aspettavamo che capitasse più lontano possibile. L’importante è rimanere lucidi e cercare di mettere quell’attenzione e quello spirito che questa squadra, quando va sotto, deve far vedere che ha dentro».
Giocare subito dopo una sconfitta
Il calendario offre subito l’occasione per reagire, anche se l’avversario alza il livello delle difficoltà. «Nel calcio a volte è una fortuna giocare subito, indipendentemente dall’avversario. Il calendario è difficile, ma vale per tutte le partite. Quando incontri squadre attrezzate per altri obiettivi devi tenere l’antenna più dritta, l’attenzione più alta. Devi raddoppiare, triplicare tutte quelle cose che ti permettono di portare l’episodio dalla tua parte».
E sull’infrasettimanale non ha dubbi: «Penso che sia sempre buono giocare, soprattutto se si è perso. Naturalmente questo non vuol dire che, se poi le cose vanno in un certo modo, debba diventare tutto un dramma».
La Roma di Gasperini
Pisacane riconosce la forza dei giallorossi, ma vuole cercare gli spazi per colpirli. «Gasperini è un allenatore che dà un’identità chiarissima alle sue squadre, valorizzando tanti giocatori. Anche l’altra sera abbiamo visto una squadra che difficilmente va al tappeto. Però ogni squadra, indipendentemente dall’obiettivo, può avere delle piccole cose che non vanno bene: nel calcio è difficile trovare una squadra perfetta. Noi dobbiamo essere bravi a sfruttare quei pochi punti deboli che ha la Roma».
«Una squadra come la loro, che va a tutto campo, si espone a dei rischi. Poi assottigliano l’errore con la grande capacità aerobica e fisica che hanno, perché anche quando sono fuori posizione riescono a recuperare metri di campo con facilità. Rimane una squadra allenata da un allenatore straordinario, che sta facendo cose straordinarie».
Mina e la responsabilità dei più esperti
Il colombiano Yerry Mina potrebbe tornare nell’undici iniziale. «Mina sta bene, come stava la settimana scorsa – assicura Pisacane –. È un giocatore che ha determinate caratteristiche, ha leadership e carisma. Questa squadra ha bisogno di giocatori come Mina perché è un gruppo giovane».
Nei momenti difficili Pisacane chiede un contributo preciso ai leader: «Giocatori come Mina, Deiola, Gagliardini, Winks e Caprile, quei pochi ragazzi esperti che abbiamo, devono dare un esempio positivo a tutto il gruppo, perché nei momenti di difficoltà possa emergere questo riconoscimento nei loro confronti da un punto di vista di leadership». Sulla formazione lascia aperta la possibilità: «Può darsi che possa partire dal primo minuto».
Kevin Carlos e Nzola: le soluzioni in attacco
Anche davanti sono possibili cambiamenti. «Kevin Carlos è un attaccante che fa parte della nostra rosa, abbiamo delle aspettative su di lui. Nell’ultima gara, secondo me, i cambi hanno inciso poco e questo mi dispiace, non per una colpa del singolo. Poteva essere l’occasione buona per forzare la linea difensiva: quando abbiamo messo Kevin lo volevamo un po’ più vicino a Mendy. Questo non è successo».
«Come Kevin Carlos, anche Nzola ha bisogno di ritrovare minutaggio e campo, al netto della partita a Monza fatta così così. Noi abbiamo bisogno di tutti, siamo questi e dobbiamo cercare, come staff, di tirare fuori il meglio da ognuno di loro».
Adopo, Romano e le scelte a centrocampo
Il cambio di posizione di Adopo non nasce da una bocciatura. Pisacane spiega la necessità di coinvolgere più giocatori: «Il vantaggio che abbiamo avuto quest’anno è stato dare continuità a un undici. Dalla partita di Udine si è deciso di inserire un po’ di gamba in più e scegliere altri giocatori. Quando dico che abbiamo bisogno di tutti, non si può pensare, al netto dei risultati, di fare sempre la stessa formazione e gli stessi cambi».
«Quando hai bisogno di quei giocatori che vengono utilizzati poco, dopo è difficile anche rianimarli – prosegue il tecnico –. L’allenamento è importante, però l’allenamento più importante rimane la partita. Poi c’è l’avversario, c’è il piano gara e ci sono le scelte. Anche domani dobbiamo cercare di mettere in campo gamba e qualità».
Il tecnico cita la prova di Romano contro il Bologna: «Nelle ultime tre partite forse la migliore l’ha fatta contro il Bologna. Giocava da mezzala destra, poi veniva in costruzione a due con Harry e ha fatto bene. Adopo ci ha dato una mano perché volevamo bloccare le catene esterne del Bologna e nel primo tempo ci siamo riusciti: come siamo stati inoperosi noi, così è stato il Bologna».
«Il calcio è dinamico, non è più statico: i giocatori si muovono e difficilmente rimangono nella stessa posizione. Siamo ancora nella prima parte di campionato e io sono contento di quello che ha fatto Michel».
I numeri e gli episodi: la fortuna si costruisce
Dai pochi gol subiti nelle prime sei giornate alle 6 reti incassate nelle ultime due: Pisacane invita a leggere i numeri insieme alle prestazioni. «Nelle ultime due abbiamo preso meno tiri e più gol. Io la sfera di vetro non ce l’ho, cerco di valutare e analizzare le partite. A Monza, negli ultimi 20 minuti, la squadra si è disunita. Col Bologna l’episodio non è venuto dalla nostra parte, se vogliamo essere coerenti e coscienti. Nelle prime sei partite era venuto dalla nostra parte».
«Questo non vuol dire che la squadra abbia fatto 13 punti per fortuna – precisa Pisacane –. Chi parla di fortuna nel calcio, secondo me, sbaglia in malafede: la fortuna si costruisce, favorisce la mente preparata, si porta dalla propria parte. Come? Con l’atteggiamento, con la voglia di non subire gol».
«Non andrei a trovare per forza che dall’oggi al domani siamo diventati il nulla cosmico. Le prestazioni vanno analizzate bene, la responsabilità è mia e vogliamo fare in modo che questa delusione si giri di nuovo in una gioia collettiva».
Fazzini: «Non c’è nessun caso»
Pisacane respinge l’idea di un problema con il suo numero 10. «Non c’è nessun caso Fazzini – assicura –. Se si vuole montare un caso perché si deve fare polemica, mi dispiace, ma non c’è nessun caso. È un giocatore che nell’ultimo anno e mezzo ha giocato pochissimo e da luglio, tra precampionato, campionato e Coppa Italia, ha giocato sempre. Ha avuto un momento di flessione».
«Parlo di flessione perché vedo gli allenamenti. Io voglio vincere le partite, non le voglio perdere. Se un giocatore non gioca, non è perché ha avuto un problema con Pisacane: questo è un qualcosa che non ci aiuta e non aiuta un gruppo giovane».
La fiducia resta intatta: «Fazzini è un giocatore importante, forte, che ha la mia stima e ha il numero 10 sulle spalle, non perché debba fare la comparsa o perché ha giocato le prime quattro o cinque partite e non giocherà più. È un giocatore che può determinare le sorti del Cagliari».
Il gruppo, la piazza e il sostegno dei tifosi
Il tecnico ha escluso, infine, che il Cagliari abbia perso umiltà. «Se fosse stato questo sarebbe un problema grave. Io non penso che sia questo. Bisogna fare analisi lucide, profonde, analizzare tutto e capire che nel calcio tutto si compensa. È un campionato difficile, tosto, è un gruppo umile, di ragazzi che non si è mai sentito arrivato».
«I nuovi devono conoscere ancora di più il posto dove vivono e giocano, devono capire i giornalisti, la piazza, quello che chiedono i tifosi. Se un giocatore nelle prime quattro o cinque partite fa delle buone prestazioni dobbiamo rimanere equilibrati nei giudizi, così come se poi sbaglia una partita non è diventato uno scarpone».
La chiusura è un invito alla compattezza: «Se facciamo quadrato ne veniamo fuori. Ringrazio i tifosi perché anche l’altro giorno ho visto un popolo che ha capito il momento. Questa squadra ha delle difficoltà, avrà delle difficoltà, ha dei problemi, avrà dei problemi. Se remiamo tutti dalla stessa parte, i ragazzi questo lo avvertono e possono anche alleggerire questa tensione».

