Il tecnico rossoblù ha presentato in conferenza stampa la sfida contro i bianconeri. Pisacane verso Cagliari-Juventus
«Non soffriamo assolutamente di vertigini». Il tecnico rossoblù Fabio Pisacane ha presentato così la sfida casalinga del Cagliari contro la Juventus dopo la lunga pausa del campionato per gli impegni delle Nazionali. Il tecnico rossoblù ha incontrato i giornalisti in conferenza stampa al CRAI Sport Center alla vigilia della gara, soffermandosi fra il buon avvio di torneo, che vede la squadra sarda al 4° posto con 12 punti la miglior difesa, e la voglia di regalare ai tifosi una stagione diversa dalle ultime.
«La squadra sa quanto ci è costato fare questi 12 punti – ha detto l’allenatore napoletano –, quanta sofferenza abbiamo messo all’interno di queste cinque partite. Come ho detto ai ragazzi e anche a voi, inizia un campionato nuovo fatto di 33 partite. Mi auguro di rivedere quella disponibilità, quel sacrificio, quella compattezza con cui abbiamo cominciato».
Pisacane guarda così al futuro e tiene insieme prudenza e ambizione. «Non dico che dobbiamo arrivare in Europa, però possiamo fare un campionato diverso dagli altri anni… La gente non vede l’ora di vivere anche qualcosa di diverso e mi auguro che insieme ai ragazzi riusciamo a regalare ai tifosi queste soddisfazioni».
«Il nostro DNA è quello di un popolo che non si arrende»
Ma chi è favorito, tra rossoblù e bianconeri? «Non voglio passare per il finto buono, per il finto prete, come non voglio passare per il presuntuoso – ha risposto il tecnico –. Il Cagliari ha preparato la partita come tutte le altre. Sappiamo che di fronte abbiamo un avversario di grande calibro, che lotta per un obiettivo diverso dal nostro. Abbiamo bisogno di mettere all’interno della gara il nostro DNA, quello di un popolo che non si arrende».
La spinta arriverà anche dagli spalti: «Mi auguro che porteremo in campo quello che i nostri tifosi metteranno sugli spalti».
Il successo per 1-0 dello scorso campionato non cambia gli equilibri. «Loro lottano come l’anno scorso per vincere lo Scudetto e noi lottiamo per salvarci. Vogliamo farlo in maniera più tranquilla rispetto agli anni passati. Abbiamo lasciato andare giocatori che avevano fatto cose importanti qui a Cagliari, penso soprattutto a Palestra, e li abbiamo rimpiazzati con altri giovani che possano ripetere quelle orme. Stiamo parlando di due squadre con budget e obiettivi diversi, però non permetterei alla mia squadra di avere una fame minore degli avversari».
La Juventus: «Dobbiamo renderle la vita difficile»
Pisacane si aspetta bianconeri pronti a prendere l’iniziativa: «Quella di Spalletti sarà una squadra che vuole giocare a calcio, che vuole fare la partita, che ha da centrocampo in su grandissima qualità e struttura. Dobbiamo essere bravi a renderle la vita difficile».
L’analisi passa dalla capacità della Juventus di cambiare assetto: «I bianconeri variano dal 3-4-3 al 4-2-3-1 o viceversa. Hanno giocatori bravi sia a giocare dentro che fuori. In queste cinque partite la Juve ha avuto un’identità chiarissima, al netto degli stravolgimenti».
Il rispetto non esclude la possibilità di colpire: «Dobbiamo essere bravi a sfruttare le poche debolezze che hanno, perché anche loro, come tutte le squadre, non sono perfetti. Giochiamo in casa, abbiamo uno stadio pieno che ci emoziona e ci responsabilizza. Dovremo meritarci questo affetto con umiltà e sacrificio su ogni pallone».
La sosta: «Mi aspetto entusiasmo, ritmo e connessioni»
La lunga pausa ha consentito di rifiatare. «Penso che la sosta sia arrivata nel momento giusto – ha dichiarato Pisacane –, perché ci ha permesso di recuperare energie e quei calciatori che per cinque partite avevano dato e speso tantissimo. Dopo la gara vedremo se le mie parole possono andare di pari passo con quello che la squadra metterà in campo».
La richiesta è precisa: «Mi aspetto di ritrovare entusiasmo, ritmo e connessioni».
Deiola e Kevin Carlos disponibili
Quanto all’infermeria, Pisacane ha confermato il recupero di Deiola: «Ha bruciato un po’ le tappe. La sosta lo ha aiutato, però ogni calciatore ha una soglia del dolore diversa. Lui ti dice sempre che sta bene. Lo stiamo valutando individualmente, ma sarà della partita».
Ci sarà anche Kevin Carlos: «Rispetto a Deiola ha fatto ancora un lavoro parziale, però mi ha dato disponibilità e sarà convocato. Per il resto sono tutti arruolabili, tranne Felici e Idrissi, e Trepy che recupera ancora da quell’episodio».

Nzola: «Mi auguro sia il primo di tanti gol»
Per Nzola la sosta è servita a migliorare la condizione e trovare la prima rete nell’amichevole di Madrid. «M’Bala ha fatto questo percorso, come avevamo già detto. Il ragazzo ci ha messo tantissima volontà, non è facile. Ha trovato il suo primo gol la settimana scorsa e mi auguro che sia il primo di tanti altri: è una caratteristica che ha nelle corde».
Sul suo impiego, nessuna anticipazione: «È a disposizione. Vedremo: può partire dal primo minuto, può giocare in corsa o non giocare proprio».
Romano: «Lo vedo da mezzala, ma può fare il play»
In Nazionale Romano, giocatore chiave per il Cagliari, è stato impiegato dal Ct. Mancini prevalentemente da regista anziché da mezzala, come accade spesso in rossoblù: «Un allenatore come Mancini non ha bisogno di sentire il sottoscritto per capire cosa deve fare con Romano – ha detto Pisacane –. Contro l’Inter, nella ripresa, Alessandro ha occupato quello spazio: ha fatto il play in un centrocampo a tre, con Deiola spostato dieci metri più avanti da mezzala e Adopo ai lati».
Pisacane ne conferma la duttilità: «È un giocatore che può ricoprire quella posizione, l’ha già fatto in passato. Ognuno di noi pensa a quale vestito mettere alla propria squadra per l’occasione. In questo momento lo vedo da mezzala, però con un altro piano gara può ricoprire con gli stessi benefici e vantaggi anche il ruolo di play».
La difesa: «I tiri concessi sono un aspetto da approfondire»
Il primato difensivo soddisfa Pisacane, che invita a leggere i numeri fino in fondo: «I tiri concessi mi indicano un aspetto da approfondire. Una squadra come la nostra, che prende più di cento tiri, è in linea con quelle che giocano per il nostro obiettivo. Basta pensare che il Frosinone ne ha presi 104 e sembra la rivelazione del campionato».
Il tecnico distingue fra conclusioni totali e tiri nello specchio: «Di questi 102, ne abbiamo presi 20 in porta. Abbiamo un portiere forte e abbiamo concesso una media di quattro tiri in porta a partita. Mi auguro di non prendere mille tiri da qui a fine campionato, però la media di quattro è importante».
Dietro quei numeri c’è il lavoro collettivo: «La squadra ha alternato un blocco medio a pressioni offensive, sempre nelle nostre reali possibilità. Quello che fa la differenza è la fame, la dedizione, quel senso di appartenenza che ti riporti in campo e ti permette di portare l’episodio dalla tua parte».
Il video dei tifosi: «Mi ha strappato un sorriso»
C’è spazio anche per un commento sul video realizzato da alcuni tifosi con l’intelligenza artificiale e diventato virale, che racconta Pisacane come il “boss” della squadra. «Me ne è arrivato più di uno. Mi ha strappato un sorriso: sono le cose belle di questo sport, vedere tanta passione anche nel fare un video così lungo – ha dichiarato sorridente l’allenatore del Cagliari –. Ne abbiamo parlato con i ragazzi e ho fatto capire loro quanta passione c’è qui».
L’affetto dei tifosi è uno stimolo in più, ma il tecnico ricorda quanto resti da fare: «Dopo cinque giornate ancora non abbiamo fatto nulla», ha concluso.

