Foto: Paolo Camedda
Dal nostro inviato
Paolo Camedda
Il Cagliari riparte da Pietro Accardi e Max Canzi. Nella conferenza stampa andata in scena questa mattina a Sa Manifattura, il presidente Tommaso Giulini ha presentato ufficialmente il nuovo Direttore sportivo e il nuovo Direttore del settore giovanile, tracciando le linee guida del progetto rossoblù per i prossimi anni.
Una visione che punta sulla continuità rispetto al percorso intrapreso nelle ultime stagioni, ma anche sulla crescita organizzativa del club, sull’integrazione tra prima squadra e vivaio e sulla valorizzazione dei giovani.
«Siamo da anni in un percorso di ringiovanimento della società e del parco calciatori, oltre che di ristrutturazione interna – ha spiegato il patron Giulini –. Vogliamo portare avanti questa filosofia con la coerenza che ci ha sempre contraddistinto, ma allo stesso tempo migliorare la società sotto il profilo delle competenze, delle nuove tecnologie e delle professionalità richieste dal calcio moderno».
Il presidente ha poi spiegato le ragioni che hanno portato alla scelta di Accardi come nuovo Direttore sportivo.
«I motivi principali sono tre. Il primo è il rapporto professionale costruito negli anni con Marcello Carli, con cui Pietro è cresciuto. Il secondo è che tra i direttori giovani che considero più preparati era disponibile e potevamo contattarlo. Il terzo riguarda un’importante operazione di mercato che abbiamo portato avanti insieme quando lui era all’Empoli: un affare che è stato vantaggioso per entrambi i club e che mi ha consentito di apprezzarne le qualità professionali e umane: parlo di Vigorito».
Per Accardi si tratta di una nuova sfida dopo l’esperienza negativa alla Sampdoria. Il dirigente siciliano ha parlato soprattutto di appartenenza e responsabilità.
«Nella vita, e nel calcio ancora di più, puoi fare tante cose giuste e poi venire ricordato per quella che è andata male. Ma cadere, per me, è stata un’opportunità. Se vuoi crescere davvero, a volte devi passare da una caduta: è lì che inizi a scavarti dentro».
«Ho avuto la fortuna di affrontare il Cagliari molte volte da avversario – ha ricordato – e ho sempre percepito il forte senso di appartenenza che si respira qui. Chi lavora per questo club e chi indossa questa maglia deve sposare fino in fondo questo spirito. Più che dire che ho scelto Cagliari, credo sia stato il Cagliari a scegliere me».
Il nuovo Ds. ha inoltre sottolineato l’importanza del rapporto con Fabio Pisacane: «L’allenatore oggi ha un ruolo fondamentale. Ho molto rispetto dei ruoli. Non mi sostituisco all’allenatore, sono lì per supportare lui e la squadra. A Pisacane ho detto una cosa molto semplice: io non sono né davanti né dietro di lui, sono al suo fianco».
L’ex Empoli ha poi ribadito la necessità di un dialogo costante con il vivaio: «Qui non esiste la Prima squadra da una parte e il settore giovanile dall’altra. Siamo tutti una famiglia e lavoriamo per un unico obiettivo: il bene del Cagliari».
Max Canzi, che torna in rossoblù dopo le esperienze vissute tra settore giovanile, prima squadra femminile e più recentemente alla Juventus, non nasconde a sua volta i sentimenti che prova: «Per me la parola giusta è emozione – ha detto –. Tornare a Cagliari in questa fase della mia carriera rappresenta qualcosa di speciale. Chi mi conosce sa che il desiderio di rientrare qui è sempre stato presente».
Per Canzi il suo nuovo incarico rappresenta una sfida diversa rispetto al passato: «Mi mancherà il campo, forse ancora più della panchina. Però credo che questa opportunità sia arrivata nel momento giusto. Anche in questo ruolo si continua ad allenare: si allenano le persone, i collaboratori e un metodo di lavoro».
Canzi seguirà anche lo sviluppo del progetto femminile, che la società considera una delle direttrici di crescita per i prossimi anni. «Oggi abbiamo un settore giovanile che funziona e una squadra di calcio a 5 a livello nazionale. Manca una prima squadra nel calcio a 11 e stiamo facendo delle valutazioni. Ci vorrà tempo, perché le cose vanno fatte bene, ma la Sardegna, anche con altri colori, ha già dimostrato di poter rispondere bene. Sono convinto che il calcio femminile possa avere qui un seguito importante».
Il nuovo responsabile del vivaio ha poi indicato la priorità assoluta del settore giovanile. «Il core business di un settore giovanile è costruire giocatori per la prima squadra. Questo deve rimanere il nostro obiettivo principale. Allo stesso tempo dobbiamo rendere il settore giovanile competitivo e attrattivo, mantenendo alta la qualità del lavoro e dei risultati».
Un concetto condiviso anche da Giulini, che ha ribadito la volontà di accorciare ulteriormente le distanze tra vivaio e prima squadra.
«Ci teniamo molto a questa unione. Vogliamo una Primavera sempre più integrata nel percorso della prima squadra e un settore giovanile capace di rappresentare un valore aggiunto per tutto il club».
È stata confermata anche la volontà della società di continuare a investire sui giovani talenti, senza rinunciare all’ambizione di consolidarsi in Serie A. Una linea che trova piena condivisione anche da parte dei nuovi soci entrati recentemente nell’assetto societario.
«Sono entrati nel club con una prospettiva di crescita a medio-lungo termine – ha spiegato Giulini –. La nostra responsabilità è migliorare le fondamenta della società attraverso organizzazione, infrastrutture e qualità delle persone che lavorano per il Cagliari».
Il nuovo corso rossoblù è ufficialmente iniziato. Accardi e Canzi rappresentano due tasselli centrali di un progetto che guarda al futuro senza rinunciare all’identità che negli ultimi anni ha caratterizzato il club.
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