Nel podcast ufficiale rossoblù il capitano annuncia la fine della sua avventura da calciatore: Pavoletti saluta il Cagliari
Dopo nove anni, 231 presenze, 52 gol e una rete al 94’ che resterà per sempre nella storia rossoblù, Leonardo Pavoletti si prepara a salutare il Cagliari da calciatore. Lo ha fatto con la voce rotta dall’emozione nell’ultima puntata stagionale di “PodCasteddu”, il podcast ufficiale del club con Alessandro Spedicati, raccontando un’avventura che ha trasformato la Sardegna nella sua casa.
«Dopo tante battaglie, tanti anni, siamo giunti al termine – ha annunciato il capitano rossoblù –. Tutto ha un inizio, però deve anche finire. Sono qui per dire che col Cagliari calcio, il calcio giocato è finito. È una fine calcistica, ma non una fine di vita».
Quale futuro dunque per Pavoloso?
«Si ripartirà, intanto mi godrò l’estate con la famiglia, poi vedremo. Inizierò a capire magari quello che di buono ho fatto, quello che ho sbagliato. Mi prendo una piccola pausa per valutare il mio nuovo percorso. Chi vivrà vedrà».

Pavoletti avrebbe sognato un finale diverso: l’ultima partita davanti al pubblico dell’Unipol Domus, magari con un gol. Il destino, ancora una volta, ha scelto diversamente. L’operazione al ginocchio gli impedirà di salutare il campo come avrebbe voluto, ma non gli toglierà l’abbraccio della gente rossoblù.
«Il mio desiderio più grande era quello di concludere con una partita, magari con un gol – ha raccontato l’attaccante, classe 1988 –. Tra i sogni e la realtà ci passa il mare. Mi ritrovo con il ginocchio operato e la stagione finita, ma arrivo a questo saluto sapendo di aver dato veramente tutto, a livello mentale e fisico. Qualche parte di me rimarrà sempre qui».
Il suo viaggio a Cagliari era iniziato nell’estate del 2017, con l’accoglienza all’aeroporto di Elmas che lo sorprese e lo caricò di responsabilità. «Pensavo di arrivare tranquillo, prendere un taxi e andare in hotel. Quando si aprirono le porte degli arrivi vidi tutta quella gente e mi chiesi: “Ma sono per me?”». Da lì è nato un rapporto sempre più profondo, fatto di gol pesanti, infortuni, ripartenze e appartenenza.
Il momento che più di tutti lo ha consegnato alla memoria collettiva resta inevitabilmente Bari, 11 giugno 2023. Il gol al 94’ nella finale playoff contro i biancorossi, quello che riportò il Cagliari in Serie A, è diventato il simbolo della sua storia rossoblù. Pavoletti ha raccontato anche la rabbia con cui entrò in campo: «Volevo riavere quello che la retrocessione dell’anno prima ci aveva tolto. Era una parola da mantenere a me stesso e al popolo sardo».

Nel podcast c’è spazio anche per la paura di non essere più all’altezza dell’amore ricevuto. «Avevo paura di sporcare il ricordo che le persone hanno di me, dei bambini cresciuti con la leggenda di Bari, di Frosinone, di altre partite. Ma credo siamo arrivati al punto giusto per salutarci».
Un saluto, però, che non somiglia a un addio. Pavoletti si prenderà ora una pausa, passerà l’estate con la famiglia e valuterà il nuovo percorso. Cagliari, intanto, resterà la sua Itaca: il luogo in cui è arrivato da centravanti e da cui esce da capitano, simbolo e uomo profondamente legato all’Isola.

«Mi sono sentito amato – ha detto –. Ho amato e amo ancora tantissimo. Cagliari non finisce con il calcio giocato».
Il Cagliari ha voluto salutare un giocatore che ha scritto pagine di storia con la maglia rossoblù: «Avresti di certo voluto chiudere questo viaggio in campo, ma anche qui il destino, coerente e beffardo, ci ha messo il suo zampino – ha scritto il club –. Da capitano sarai comunque lì, come sempre, al fianco della squadra, per sostenerla e trasmetterle tutta la tua forza. L’abbraccio del popolo rossoblù, i saluti. Una certezza: alcuni amori non son proprio fatti per dirsi addio, Cagliari è e sarà sempre casa tua. Grazie infinite, Pavo».

