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Anche nella sfida persa contro l’Inter capolista Semih Kiliçsoy è rimasto in panchina per tutta la partita. Perché Kiliçsoy non gioca? Nell’ultimo mese e mezzo l’attaccante turco è scomparso un po’ dai radar, finendo indietro nelle gerarchie del tecnico Fabio Pisacane, che gli ha preferito Folorunsho come finto nove, e nelle ultime settimane il rientrante Borrelli e il giovane Mendy.
«Sicuramente io vivo questi ragazzi nel quotidiano. Kiliçsoy in questo momento non mi offre delle garanzie da un punto di vista fisico – ha spiegato Pisacane dopo Inter-Cagliari nella sala stampa del Meazza -. Io cerco di fare sempre le mie scelte con coerenza e coscienza. Penso che non renda nemmeno giustizia al ragazzo metterlo negli ultimi 5 minuti, anche perché uno vuole lavorare per metterlo in condizione di dare il suo contributo».
«Mi auguro che da qui alla fine mi dia risposte diverse, soprattutto in allenamento. Sicuramente se questo succederà Semih avrà altre possibilità».
Come mai questa involuzione del ragazzo? Sicuramente c’entra una condizione fisica non ottimale, forse accentuata dal lungo Ramadan, e da una difficoltà del ragazzo a tenere il peso forma. Oltre a questo sembra esserci un rapporto non idilliaco con l’allenatore, con il quale potrebbe esserci stata qualche incomprensione. Pisacane ha sempre chiesto ai suoi il massimo impegno in allenamento, senza privilegi per nessuno, anche per tenere saldo lo spogliatoio, mentre il turco, consapevole forse delle sue qualità tecniche, non è probabilmente uno che ama la fatica e il dispendio.
Per il bene della squadra c’è da auspicare che i due trovino un compromesso: il Cagliari ha bisogno dei gol di Kiliçsoy per uscire da un periodo molto difficile e raggiungere la salvezza, e Kiliçsoy ha bisogno della fiducia del Cagliari per ritrovare la miglior condizione, considerato che ha giocato appena 108 minuti nell’ultimo mese e mezzo, senza lo stralcio di un gol, e che non disputa un minuto dal finale di Sassuolo-Cagliari (quando subentrò nel finale e giocò 7 minuti), gara dello scorso 4 aprile.
La vicenda fa sorgere anche l’annosa domanda che più volte è stata fatta e sulla quale tutti gli allenatori hanno opinioni diverse: è giusto trattare tutti i giocatori della rosa allo stesso modo, o i giocatori di maggior qualità, per il bene della squadra, devono essere trattati diversamente, proprio in considerazione di quanto incidono sui risultati?
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