Pisacane ai Premi USSI Sardegna 2025: «Mai più i 15 minuti finali visti contro il Bologna»

Il tecnico rossoblù ha rilasciato alcune dichiarazioni ai giornalisti dopo la cerimonia di Golfo Aranci: Pisacane ai Premi USSI Sardegna 2025

Uno dei momenti emotivamente più coinvolgenti dei Premi USSI Sardegna 2025, svoltisi mercoledì 22 ottobre a Golfo Aranci, è stato senza dubbio la consegna del Premio Astori da parte del padre Renato e del fratello Bruno al tecnico del Cagliari Fabio Pisacane. Pisacane ai Premi USSI Sardegna 2025: l’allenatore partenopeo si è poi intrattenuto a parlare con i giornalisti presenti, e ha rilasciato alcune dichiarazioni pochi giorni prima dell’impegno di campionato con il Verona.

«Ringrazio Renato, Anna, Marco e Bruno, la famiglia Astori, per aver visto in me qualcosa di importante nel portare avanti questa missione di rappresentare Davide. Farlo io nel mio piccolo mi dà un senso di grandissima responsabilità e di grandissimo orgoglio. Perché Davide è stato un esempio dentro e fuori dal campo. Lo farò con tutto il cuore e come ho detto sul palco, se qualche volta dovessi avere dei tentennamenti, ci penserà lui a rimettermi sulla retta via».

E aggiunge: «Davide è presente in ognuno di noi, e non è il premio che io oggi vengo a ritirare che dimostra quello che Davide ci ha trasferito. Anche se ci ha lasciati in tenera età ha fatto tanto come uomo, come persona che ha trasferito valori. Io ho avuto la fortuna di averlo conosciuto da ragazzino e non riesco a trovare aggettivi. Quello che ho vissuto io sia in campo che fuori è un po’ quello che hanno vissuto tutti, e il premio di oggi valorizza più me che il messaggio che questo premio può portare ai ragazzi».

«Davide vive ogni giorno e in questo sport ci sarebbe bisogno veramente di avere nuovi Davide».

Quindi il tecnico racconta un aneddoto: «Quando era tornato al Cagliari di passaggio mi sono ritrovato in stanza lui e Sau che giocavano alla Play. Lui mi ha trattato con la semplicità di sempre e non con lo spirito di chi veniva da una grande squadra come la Roma, fatta di grandi nomi. Per cui mi aveva colpito che a distanza di anni mi aveva trattato come se non mi avesse mai lasciato, come se avesse trovato quell’avversario, quell’amico che aveva trovato da giovane sui campi di calcio».

«A me quello che ha sempre colpito di Davide, e che cerco nel mio piccolo di portare avanti, è la semplicità – ha sottolineato Pisacane –. Davide non faceva rumore per dimostrare a tutti chi era e questo è il più bell’esempio che Davide ha lasciato a tutti noi, che a volte anche non facendo rumore, con la semplicità, con poche parole, uno riesce a lasciare il segno».

Quanto alla partita del Bentegodi contro il Verona, l’allenatore del Cagliari ha affermato: «Questa è un’altra partita rispetto a quella dell’anno scorso, che non fa più testo. Parliamo di un altro campionato, dell’8ª giornata e fare riferimento al passato non è coerente con quello che si vuole portare avanti, che non vuol dire che quello che è stato fatto l’anno scorso sia qualcosa di errato, anche perché è stato raggiunto l’obiettivo e io mi auguro che l’epilogo di quest’anno sia come quello dell’anno scorso. Senza ombra di dubbio. Ma senza fare riferimento a moduli e partite della passata stagione».

«Detto questo le cose buone contro il Bologna ci sono state – ha affermato l’allenatore napoletano –, e ci sono state anche quelle meno buone. Io penso che dopo una sconfitta non bisogna mettere l’accento sulle cose buone, ma soprattutto su quelle non buone. In conferenza post gara vi dico sempre che devo rivedere la partita per farvi un’analisi più dettagliata, e vi dico che i 10-15 minuti del finale è un qualcosa che per la prima volta nella stagione non ci ha rappresentato e mi auguro di non vedere mai più».

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