Due giorni dopo la chiusura del calciomercato invernale, la mattina di mercoledì 5 febbraio, il Direttore sportivo del Cagliari, Nereo Bonato, ha incontrato i giornalisti nella sala stampa dell’Unipol Domus per spiegare come si è mosso il club isolano e quali sono state le logiche che hanno portato alle scelte fatte in entrata e in uscita. Bonato sul calciomercato invernale del Cagliari:
«Siamo qui per commentare questa sessione di mercato invernale – ha esordito il dirigente –. Gli obiettivi sono stati raggiunti. Avevamo l’obiettivo di risolvere qualche criticità di inizio stagione e di scremare il numero di elementi in rosa perché 26 era una cifra troppo alta. Dare continuità al progetto tecnico iniziato d’estate e rispettare i vincoli economici imposti dalla Federazione. Abbiamo acquistato Caprile dal Napoli in cambio di Scuffet, per dare determinate sicurezze nel ruolo del portiere e poi abbiamo acquistato un giocatore offensivo e duttile come Coman, che ha fatto bene nelle sue ultime due stagioni in Romania. Arriva a Cagliari nel pieno della maturità tecnica e con grandi motivazioni di confrontarsi con la Serie A».
Bonato sul calciomercato invernale del Cagliari: il D.s. rossoblù analizza quindi le operazioni in uscita. «Per quanto riguarda le uscite sono andati via Azzi, Wieteska e Lapadula: giocatori che avevano avuto un minutaggio limitato, due di loro erano in scadenza di contratto e hanno chiesto di poter andare a giocare di più – ha chiarito il dirigente –. Abbiamo poi rinnovato il prestito di Rog con la Dinamo Zagabria, più l’uscita di Carboni, passato alla Torres. C’era necessità di compattare e coinvolgere tutti i ragazzi in quest’avventura: meno sono, più possibilità hanno di trovare spazio».
«Il mister ha detto che siamo un po’ corti, e lo capisco: ma abbiamo fatto una valutazione razionale – ha assicurato Bonato ai giornalisti –. Per l’esterno basso abbiamo anche Zortea, anche perché inizialmente la coppia era quella insieme a Zappa. A stagione in corso c’è stata la giusta intuizione di alzare Zortea e questo ci ha dato nuove possibilità. Ma può fare anche il terzino con caratteristiche diverse. Sul difensore centrale: abbiamo Luperto, Mina e Palomino, e abbiamo Obert, che in nazionale gioca al centro ed è stato adattato da esterno basso. Quindi siamo coperti in questo reparto e non ci sono problemi».
Sembrava che la società avesse deciso di prendere una prima punta in grado di agire da centravanti, lasciando libero piccoli di fare la seconda punta, o di sostenere da solo il peso dell’attacco. Ma così non è stato, con anche Antonio Sanabria, che era stato l’ultima idea, sfumato con lo scorrere delle ore per i costi economici dell’operazione, soprattutto a livello di ingaggio.
«L’ultima valutazione è stata fatta sul centravanti: abbiamo deciso di dare ulteriore fiducia a Piccoli, che sta facendo bene e potenzialmente può andare in doppia cifra – ha affermato Bonato –. Abbiamo Pavoletti in piena efficienza fisica, che ci dà entusiasmo ed esperienza. In più abbiamo Kingstone, che quando ha giocato ha dimostrato di poter far bene. Ecco perché abbiamo deciso di proseguire con chi avevamo in organico. Detto ciò, la rosa che abbiamo a disposizione è pienamente in linea per raggiungere l’obiettivo salvezza e per costruire il Cagliari del futuro».
«Abbiamo tutti giocatori di proprietà e sui ragazzi in prestito abbiamo un diritto – ha sottolineato il D.s. –. Guardiamo insomma anche alla programmazione. Il percorso per me è positivo, ma sappiamo che non basta: dobbiamo migliorare e cercare di evitare gli errori commessi in passato. Ma abbiamo un organico di qualità e in grado di fare una seconda parte di campionato positiva, mettendo le basi per una rosa che possa durare nel tempo».
Nicola nelle precedenti conferenze stampa aveva chiesto qualche innesto in più: «Con il mister ci siamo sempre confrontati – ha assicurato Bonato –, abbiamo cercato di fare le operazioni che era giusto fare a livello razionale. È un organico su cui siamo convinti che si possa lavorare benissimo».
Il direttore sportivo è tornato poi sulla trattativa che ha portato Florinel Coman in rossoblù: «Tutti gli scout delle varie squadre lo avevano in archivio, si è aperta questa possibilità che abbiamo colto al volo. Avendo l’indice di liquidità bloccato dovevamo prima far uscire qualcuno. Ecco perché per arrivare Caprile dovevamo cedere Scuffet. Abbiamo liberato posto con le uscite di Azzi, Wieteska e Lapadula, trovando anche le risorse per un’altra operazione. Avevamo la necessità di intervenire in avanti, ma viste le dinamiche di mercato Coman può darci le risposte di cui avevamo bisogno. C’era la necessità di inserire un esterno offensivo per completare la batteria e dare ulteriori opportunità al tecnico».
Al D.s. viene chiesto anche un parere sulla stagione in corso, caratterizzata finora da alti e bassi: «La stagione può dirsi “isterica” per i risultati di campo, ma a livello societario siamo stati assolutamente sereni – ha commentato il dirigente –. Anzi, anche sul mercato abbiamo dimostrato la possibilità di dare continuità al progetto tecnico. Abbiamo sbagliato due prestazioni, con Empoli e Torino in trasferta. Abbiamo avuto difficoltà a Udine, specie dopo il rosso a Makoumbou e i venti minuti di Venezia. Per il resto ci sta cercare di giocare contro tutti alla pari, ma nelle partite le letture possono essere positive o negative. Con il Lecce ci siamo riusciti, con la Lazio no anche per la bravura dell’avversario. Credo che su questo dobbiamo migliorare, ma fa parte del percorso di crescita».
Quanto alla tempistica dei colpi, Bonato puntualizza: «La situazione Caprile-Scuffet è stata preparata nel tempo, perché c’era bisogno di dare sicurezza alla squadra. Poi serviva recuperare quel margine economico per poter fare una nuova operazione in attacco. Da una parte c’era dunque la necessità di reperire le necessarie risorse economiche, dall’altra un’esigenza sul piano tecnico. Poi bisognava saper leggere le dinamiche di mercato, sempre con il vincolo delle risorse economiche. Però abbiamo sempre avuto un modo coerente ed equilibrato di agire, e se mi guardo attorno ho visto che le concorrenti hanno dovuto fare sacrifici importanti per poter fare degli investimenti. È vero che c’è anche chi è riuscito a intervenire in modo importante, ma noi siamo stati coerenti».
Il dirigente del Cagliari ha detto la sua sul reparto offensivo: «Avevamo come obiettivo un profilo che potesse fare il doppio ruolo, rimodulando la rosa dopo il cambio di sistema di gioco – ha spiegato –. Quindi o riuscivamo a prendere alcuni profili che avevamo identificato, oppure saremmo andati su un esterno duttile. Nordås? Lo seguivamo, è un giovane che ha fatto molto bene nell’ultimo periodo. Nel momento in cui abbiamo potuto fare l’offerta l’abbiamo fatta, ma è arrivato un altro club che ha offerto il doppio. Abbiamo valutato tutte le opzioni dell’affare, c’erano vari rischi e abbiamo preferito non fare l’investimento. Ma rigiro la domanda: se fosse arrivato un altro giocatore di esperienza che magari non si integrava nel gruppo? La Fiorentina ha solo Kean e Beltrán come potenziali centravanti, per dire. Ecco perché abbiamo puntato su un altro tipo di giocatore, dando fiducia a Pavoletti e Kingstone. Mentre in difesa abbiamo anche due giovani, Cogoni e Soldati: dobbiamo abituarci sempre più a questo tipo di scelte”.
Quanto a questo campionato di Serie A, Bonatto ammette: «Mi aspettavo questa classifica, anche se pensavo che a questo punto avremmo avuto qualche punto in più. C’è stato qualche errore di troppo. Ma in questo campionato abbiamo due squadre leggermente più indietro, più un gruppone che lotta punto a punto. A questo punto può fare la differenza l’umiltà e la voglia di stare uniti lottando insieme. Ecco perché per l’obiettivo possono essere fondamentali i nostri tifosi, credo che i tifosi del Cagliari hanno sempre dato qualcosa di più, dandoci una grossa mano come dodicesimo uomo in campo. Non dobbiamo perdere questo valore ma rinvigorirlo».
«Credo che la salvezza del Cagliari possa essere un’altra tappa di crescita graduale del club – ha aggiunto –. È quello che stiamo facendo e su cui stiamo lavorando. Ci sta fare errori, perché i ragazzi sono umani, ma la coerenza e la continuità che ha dato la società Cagliari in questi due anni è mezzo è apprezzabile. La sofferenza c’è stata e c’è, ma stiamo cercando di costruire un futuro. Per alzare il livello dobbiamo costruire».
Il D.s. non ha lavorato ad altre trattative: «Sapevamo dove era necessario intervenire, ovvero in porta e in attacco – ha detto –. Non ci sono state altre trattative, così come non abbiamo raccolto proposte per eventuali cessioni. E ringrazio quei ragazzi che hanno avuto qualche “chiacchiera”, perché a loro volta hanno deciso di restare qui».
I giornalisti hanno chiesto al D.s. del futuro di Matteo Prati: «Ha iniziato la stagione da titolare, poi ha avuto un infortunio, che sembrava più corto, e invece è stato lungo, come quello di Luvumbo, e purtroppo in quel periodo ci sono stati due fattori che hanno modificato la situazione. Il cambio di modulo dal 3-5-2 al 4-2-3-1 e il fatto che chi ha giocato al suo posto ha fatto bene. Quando è rientrato ha dovuto risalire la gerarchia. Ma vedo però Matteo molto applicato e son sicuro che farà bene da qui in avanti. Il centrocampo è il reparto dove abbiamo più quantità e credo anche più qualità. Se poi fossero arrivate proposte convincenti le avremmo prese in considerazione, ma così non è stato e lui resta un nostro patrimonio. Matteo deve essere bravo a lavorare allenandosi tutti i giorni e a sfruttare le occasioni che arriveranno».
Ma l’arrivo di Coman non rischia di togliere spazio a Felici e Luvumbo? «Con l’arrivo di Coman e il recupero di Luvumbo abbiamo numerose alternative. Penso che ci siano qualità nel nostro gruppo che devono ancora essere valorizzate. Penso a Gaetano, che quest’anno ha avuto un inizio difficoltoso, nella seconda parte di stagione potrà essere molto utile. Sanabria? Io credo che qualche obiettivo fosse impossibile, al di là della nostra volontà di prendere un giocatore. Per questo abbiamo poi puntato su un elemento che possa subentrare, portare freschezza e spaccare le partite. ».
Bonato esclude il ricorso al mercato degli svincolati: «Assolutamente non ricorreremo agli svincolati», ha risposto in modo categorico. Quanto a Marko Rog ha spiegato: «Credo che Marko sia un ragazzo sfortunato con i suoi tre infortuni al ginocchio, aveva bisogno di un’occasione per ritrovarsi. Ha trovato l’ambiente ideale a Zagabria, sembra che il recupero lo stia portando a una discreta efficienza fisica. Sta giocando con discreta continuità e ha la possibilità di fare la Champions League. Abbiamo prolungato il prestito per volontà comune, a fine anno faremo le valutazioni del caso. L’importante è che il ragazzo ritrovi la piena efficienza fisica».
Date le situazioni contrattuali di diversi elementi della rosa, a giugno il Cagliari potrebbe dover effettuare diversi riscatti: «La seconda parte di stagione ci dirà se raggiungeremo l’obiettivo, dopo capiremo le evoluzioni. Ora però è difficile sapere e prevedere. La volontà della società è stata quella di costruire una base che va modellata, senza fare rivoluzioni».
Le ultime parole sono state per le ulteriori mancate cessioni: «Abbiamo diversi giovani che è sotto la lente di club importanti, nazionali e internazionali. Qualche avance è arrivata ma le abbiamo rispedite al mittente».
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