Foto: Paolo Camedda
Cagliari e la Sardegna non l’hanno dimenticato e non potranno mai farlo. Un anno senza Riva: a 365 giorni dalla dipartita terrena del più grande uomo di sport, divenuto poi simbolo e , che il club rossoblù e l’isola abbiano mai conosciuto, la basilica di Nostra Signora di Bonaria alle 18 ha ospitato questa sera la messa di anniversario.
La cerimonia, per volere della famiglia del campione, è stata sobria, semplice, senza troppi effetti speciali, come avrebbe voluto lo stesso Gigi. «Una messa privata – aveva spiegato il primogenito Nicola, alla vigilia dell’anniversario –, ma aperta a tutti, a chiunque voglia partecipare, perché papà non era solo nostro ma di tutti i sardi. Insomma, chi vuole venire, viene».
I tifosi hanno riempito la chiesa già prima che iniziasse la funzione. Seduta in prima fila c’è la famiglia di Gigi, con i figli Nicola e Mauro e la moglie Gianna. Alla funzione ha partecipato anche una delegazione del Cagliari Calcio. C’erano il presidente Tommaso Giulini, l’amministratore delegato Carlo Catte, il direttore generale Stefano Melis, il direttore sportivo Nereo Bonato, il segretario generale sportivo Matteo Stagno, il team manager Alessandro Steri.
Per la prima squadra erano inoltre presenti mister Davide Nicola, il suo vice Simone Barone e lo staff. Tra i calciatori c’erano il capitano Leonardo Pavoletti, Alessandro Deiola, Nicolas Viola, Gabriele Zappa, Gianluca Gaetano, Giuseppe Ciocci, Matteo Prati, Adam Obert, Sebastiano Luperto e Razvan Marin.
Alla cerimonia religiosa erano naturalmente presenti anche i vecchi compagni di squadra di Riva: Beppe Tomasini, Adriano Reginato, Renato Copparoni e Pino Bellini. Oltre a loro hanno partecipato alla funzione il sindaco di Cagliari Massimo Zedda, l’assessore comunale allo Sport Giuseppe Macciotta e il regista del docufilm “Nel nostro cielo un rombo di tuono”, Riccardo Milani. Ma davvero tanta era la gente comune, che ancora una volta, come anche nel cimitero di Bonaria, dove si trova la tomba del bomber, gli ha voluto manifestare il proprio affetto e la propria vicinanza.
«Gigi era un uomo buono, discreto, riservato, di silenzi – ha detto padre Arcangelo Bonu nel corso dell’omelia –. Al di là del calcio era un ragazzo semplice, un uomo umile che ha superato tante difficoltà e aveva un carisma particolare. È stato mandato a Cagliari, dove all’epoca venivano spediti i giocatori per punizione, e qui ha trovato la sua famiglia: i sardi, che gli hanno sempre voluto bene. E lui ha rifiutato sempre tutto per restare qua».
Un anno senza Riva: la funzione si è conclusa attorno alle 19 meno un quarto con un applauso scrosciante di tutti i presenti in segno di saluto e di amore verso un campione e un grande uomo che non sarà mai dimenticato.
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