Iniziativa promossa in collaborazione con l’Assessorato al Turismo e al Commercio della Regione Sardegna: i canti popolari sardi nel prepartita di Cagliari-Inter
Il Cagliari Calcio, in collaborazione con l’Assessorato al Turismo e al Commercio della Regione Sardegna, prima del fischio d’inizio della sfida di Serie A tra Cagliari e Inter, ha riscaldato l’atmosfera dell’Unipol Domus con un’esibizione di canti popolari tradizionali.
Ad animare il pre-gara è stata l’Associazione Culturale Folcloristica “Coro Bobore Nuvoli” di Nuoro, che si è esibita indossando gli abiti tradizionali della Sardegna. Il coro ha interpretato brani di profonda intensità emotiva, come “A Diosa” (No potho reposare) e “Su Ninnieddu”, celebri melodie che parlano di amore universale e portano un messaggio di pace e serenità in sintonia con le festività.
L’esibizione, dedicata a tutti i tifosi rossoblù e agli appassionati di calcio, è stata l’occasione per vivere un momento di connessione tra passato e presente, unendo il fervore sportivo alla magia del canto corale. Al termine dei canti c’è stato un gesto simbolico di amicizia e accoglienza: un rappresentante del Coro, insieme ad un giocatore rossoblù, ha consegnato alla squadra avversaria un copricapo dell’abito tradizionale sardo, appositamente realizzato per l’occasione.
L’iniziativa, fortemente voluta dal Cagliari Calcio con il supporto della Regione Sardegna, rappresenta un nuovo tassello del progetto del Club volto a valorizzare e promuovere il patrimonio culturale dell’Isola. Grazie alla visibilità del campionato di Serie A, il Cagliari si fa portavoce delle tradizioni sarde nel mondo, utilizzando lo sport come collante fra i popoli e celebrando la ricchezza delle diversità.
«Il Cagliari Calcio ribadisce il proprio ruolo di ambasciatore della cultura e dell’identità sarda. Ogni partita diventa non solo un evento sportivo, ma anche un’opportunità per far conoscere al mondo intero l’inestimabile bellezza delle tradizioni dell’Isola, portando valori universali come il rispetto, l’ospitalità e l’amore per le proprie radici».

