Il tecnico rossoblù ha parlato prima della sfida dell’Olimpico: «Lotta salvezza? Mantenere l’equilibrio farà la differenza». Nicola verso Lazio-Cagliari
Si avvicina il nuovo impegno di campionato per il Cagliari di Davide Nicola, impegnato nel Monday Night dell’11ª giornata contro la Lazio di Baroni allo Stadio Olimpico di Roma. Nicola verso Lazio-Cagliari: i rossoblù cercano il riscatto dopo due k.o. consecutivi contro l’Udinese fuori casa e con il Bologna in casa nel turno infrasettimanale.
«Poter lavorare per una settimana intera è importantissimo – ha sottolineato Nicola –, ti permette di curare tutti i dettagli ulteriormente, anche se a me piace giocare ogni tre giorni, perché sei sempre nella sfida. Jankto ha iniziato a lavorare con noi, l’ho visto brillante in quello che abbiamo cercato di fare. Kingstone ha iniziato invece ad allenarsi con noi da inizio settimana, ma nel suo caso non c’è stato un vero e proprio infortunio ma soltanto una botta, smaltita la quale ha potuto allenarsi in gruppo regolarmente. Dunque a parte Jankto ho tutti a disposizione».
«Andiamo in una cornice motivante, giocare di sera a Roma contro una squadra in un grande momento di forma, con giocatori di qualità assoluta, ci obbliga a fare una partita con un alto tasso di livello tecnico ed emotivo, ad essere molto bravi a cercare di limitare loro e di giocare noi, perché nel calcio di oggi non puoi fare solo una fase. Veniamo da una partita in cui abbiamo cercato di fare questo, affrontiamo un avversario che ha valori ma noi vogliamo sempre dimostrare di poter essere competitivi con tutti. Poi se ce la facciamo o non ce la facciamo questo lo vedremo».
Sulla lotta salvezza, Nicola non ha dubbi:
«Il campionato credo che sia molto delineato ancor prima della seconda sosta. Sono 9 squadre che dovranno far di tutto per lottare per mantenere la permanenza nella categoria. Con una vittoria ti trovi 12°, con una sconfitta sei terz’ultimo, c’è un equilibrio incredibile. Mantenere l’equilibrio di ambiente secondo me alla fine farà la differenza».
Il tecnico ha parlato poi di Antoine Makoumbou, nuovamente disponibile dopo la squalifica.
«Makoumbou si è allenato regolarmente come gli altri. Il Cagliari ha 16 giocatori che possono essere considerati alla pari come titolari, guardando anche al minutaggio. Poi ce ne sono altri che dobbiamo cercare di farli crescere. Qualcuno non ha avuto ancora nemmeno un sufficiente minutaggio anche a causa di un infortunio e dobbiamo cercare di farlo arrivare in una condizione alla pari degli altri, vedasi lo stesso Pavoletti».
L’allenatore piemontese ha dato una sua valutazione anche su Felici e Adopo.
«Felici? Può avere la possibilità di giocare titolare. Ma non so se sarà già domani. Secondo me dev’essere abile e attento come sta facendo, sfruttare le sue possibilità in base al minutaggio richiesto. Questa è la qualità che deve dimostrare. Quando parlo di equilibrio nell’ambiente significa anche mantenere una visione. Ogni partita fa storia a sé, c’è l’abilità sua e l’abilità dell’avversario. Adopo sta giocando con regolarità, non ha giocato titolare con il Bologna perché era stanco. Non puoi spremere 10 giocatori perché neanche a metà campionato rischi di avere problemi e di non avere gli altri pronti a subentrare. C’è una linea sottile, ognuno deve avere le sue opportunità e determinare con serenità e fiducia».
Si torna quindi alla partita con il Bologna.
«Ci sono stati momenti in cui abbiamo sofferto e momenti in cui hanno sofferto loro. Altrimenti non avremo creato 5 occasioni. La partita a me è piaciuta, certo dobbiamo migliorare nella capacità di essere più performanti e più volte possibile nel trasformare con più gol le azioni che crei. Vale per tutte le squadre. Noi ci alleniamo con estrema fiducia e con la consapevolezza che devi fare un percorso. Non si arriva dall’oggi al domani a creare determinate cose. Però la partita secondo me ce la siamo giocata, e possibilmente c’è una cosa da migliorare, quando recuperiamo la palla essere meno frenetici nel ribaltare l’azione, perché ogni tanto ci mettiamo in difficoltà da soli. Però l’abbiamo visto, siamo consapevoli che anche questo è un fatto di maturità, e siamo ansiosi anche noi di mostrare questi miglioramenti».
Nicola verso Lazio-Cagliari: l’allenatore rossoblù ha parlato a lungo del prossimo avversario e delle sue qualità.
«A Parma per i primi 45 minuti siamo stati molto puliti. Incontravamo una squadra con un’aggressività diversa, che in qualche modo rompeva le linee, facendoci trovare più spazi e dandoci tempi superiori, diminuendo il rischio dell’errore. Ma il problema non è l’errore, ma capire quali errori possono portarti a subire di più. La Lazio è un’avversaria straordinaria, qualitativa, noi dovremo essere abili a capire che che l’equilibrio risiede sia nella capacità di voler attaccare, sia nell’attenzione a difendere con ordine. È questa la capacità che ti porta a rimanere in partita che ci chiediamo costantemente, l’abilità a fare entrare le fasi. Molto spesso nelle transizioni si trovano gli errori determinanti».
«La Lazio ha una rosa qualitativa, abituata a giocare su più fronti. Conosco Rovella e Dia, due giocatori molto forti. Credo abbia due esterni in grado di metterti in difficoltà nell’uno contro uno. Giocano cercando il centro ma poi principalmente arrivando sugli esterni e le corsie laterali. È la squadra di Serie A che crossa di più, capace di rendersi pericolosa sia in ripartenza, sia nell’ultimo quarto di campo. Sa aggredire e sa attendere. È una grande squadra e le grandi squadre sanno fare sempre tutto. Ma ogni partita fa storia a sé, e non è detto che riescano a farlo sempre. Dipenderà anche dalla nostra convinzione, dall’abilità di limitarli senza rinunciare a giocare per creare problemi a loro. Loro devono vedere che noi andiamo lì a provare a giocarci la partita».
«L’assenza di Nuno Tavares? Avranno comunque Luca Pellegrini. Non è che se gli tolgono Tavares la Lazio non è in grado di battere gli avversari, e non è detto che noi le avremmo permesso di fare la stessa cosa delle altre gare. Bisogna sempre misurarsi con gli avversari. Hanno un altro giocatore in grado di far cross e calciare in porta. La sfida è nell’uno contro uno della strategia difensiva, sapendo che ciascun giocatore può contare sui compagni. Questo confronto con avversari sulla carta più bravi è motivo di soddisfazione e di miglioramento».
Quanto al turnover operato contro i felsinei, Nicola è chiaro:
«In queste partite c’è stato poco turnover, ha giocato l’80% dei giocatori che aveva giocato le prime partite. Fondamentalmente Mina non ha giocato perché ne aveva giocate due prima e significava farlo giocare tre giorni dopo e secondo me non era in grado, oltre al fatto che con lui si rischiava un infortunio importante. Non è solo il giocare ma come giochi. Riesci ad avere le energie da spendere? Bisogna essere abituati. A centrocampo hanno un minutaggio simile Marin, Adopo, Deiola e Marin. Prati era l’unico che poteva darci un minutaggio importante ed era importante che lo facesse. A me sono piaciuti, ho visto col Bologna una squadra di qualità, a dimostrazione che ogni giocatore può giocare con un altro se è nella condizione mentale e fisica per poterlo fare».
Due parole anche su Pavoletti.
«È un giocatore esperto che sa dosare le energie, ma ha un modo di interpretare il suo ruolo che lo fa essere qualitativo in ciò che c’è da fare. È stato fermo un mese e mezzo, che significa perdere qualcosa. Ma lui non lesina mai sul lavoro. Si impegna costantemente, magari non ha i 90 minuti ma vedremo. Lo stesso Lapadula sta lavorando intensamente. Gli imprevisti possono accadere e noi siamo un gruppo che utilizzerà il 90% della rosa».
L’allenatore del Cagliari si è espresso infine sulla difficoltà della squadra a far gol.
«Per quanto riguarda i gol, li trovi solo se crei. Più crei presupposti, più puoi segnare. Poi riuscire a segnare creando poco sta nell’abilità, nella precisione, nella consapevolezza. E queste te le dà il lavoro costante e la continuità in partita. Poi c’è chi segna di più e chi segna di meno. Io credo che la fiducia nel lavoro delle persone che vestono la maglia del Cagliari sia massimale e credo che si possa migliorare proprio non alzando l’asticella. Se un giocatore ha fatto 4 gol, deve porsi l’obiettivo di farne 5, non di più. Il Cagliari è una delle squadre che tira di più e impiega più conclusioni per far gol, ma è importante che questi tiri ci siano. Poi vedremo da dove li facciamo, da che distanza, se riusciamo a migliorare le statistiche. Parto sempre dalla fiducia nel luogo di lavoro e nella capacità che ha il lavoro di trasformare qualsiasi numero. E noi questi numeri ce li creeremo, come ce li stiamo già creando».
In serata Nicola ha diffuso l’elenco dei convocati per la trasferta contro la Lazio. In elenco anche Jankto, oltre al rientro di Kingstone, come previsto.
Portieri: Ciocci, Scuffet, Sherri;
Difensori: Augello, Luperto, Yerry Mina, Obert, Palomino, Wieteska, Zappa;
Centrocampisti: Adopo, Paulo Azzi, Deiola, Gaetano, Jankto, Makoumbou, Marin, Prati, Viola;
Attaccanti: Felici, Kingstone, Lapadula, Luvumbo, Pavoletti, Piccoli.

