Il tecnico rossoblù Ranieri ha parlato in conferenza stampa su Salernitana-Cagliari: «Servirebbe una boccata d’aria, Lapadula forse verrà con noi ma non potrà giocare»
Prima della delicata sfida salvezza dell’Arechi contro la Salernitana, nel giorno del suo 72° compleanno, il tecnico del Cagliari Claudio Ranieri ha incontrato i giornalisti nella sala stampa di Asseminello per presentare quella che potrebbe essere una gara cruciale nel cammino verso la salvezza dei rossoblù. Ranieri su Salernitana-Cagliari.
Le incognite sono rappresentate dall’ambiente molto caldo e dall’arrivo in panchina di un nuovo tecnico per i granata, Pippo Inzaghi.
«L’ambiente sappiamo che è caldo – ammette l’allenatore del Cagliari –, Salerno segue la squadra con molta voglia e determinazione. È bello giocare in piazze belle calde. Inzaghi è entrato da 14 giorni, vedremo che sistema attuerà e come farà giocare la squadra. Per cui è un’incognita ancora di più».
Il tecnico romano fa il punto sulle condizioni dei Nazionali.
«I nazionali stanno bene tranne Nandez che arriva questo pomeriggio. Hanno recuperato bene. Luvumbo sta bene, lui ha il riacutizzarsi ogni tanto di questo problemino ma sta bene e sarà convocabile e a disposizione. Chatzidiakos sta molto meglio di quando era rientrato dalla Grecia ma non voglio rischiarlo, non verrà con noi a Salerno».
Sempre restando sui singoli, Ranieri scioglie il nodo portiere e aggiorna tutti sulle condizioni di Gianluca Lapadula.
«In porta giocherà Scuffet anche a Salerno – svela l’allenatore rossoblù –. Lapadula? Gianluca per la prima volta ha fatto tutto l’allenamento con la squadra. Ci parlerò domani ma io credo che lui voglia stare con tutto il gruppo, anche se chiaramente non potrà giocare. Domani glielo chiederò».
Progressi nella condizione anche per Andrea Petagna: «Si sta impegnando molto, posso solo lodarlo per come si è allenato», ha detto di lui il tecnico rossoblù.
Sull’importanza del confronto dell’Arechi, Ranieri non si scompone.
«Se è una gara spareggio? Io so che dovrò lottare fino all’ultima giornata e mi auguro di salvare questa squadra. Tutti insieme abbiamo più possibilità di farcela. Non molliamo mai. L’avete visto, prendiamo gol sciocchi, non di attenzione, però alla squadra sotto all’aspetto della determinazione e della volontà non posso rimproverare nulla».
L’allenatore classe 1951 fa il punto anche sulle scelte tattiche e di ruoli viste nell’amichevole di Carbonia:
«Il 4-3-3 di Carbonia? Faccio queste gare per dare minuti a chi gioca di meno – ha spiegato –. Poi tutto può servire nel calcio. I ragazzi sono spugne, prendono tutto e tutto può essere utile nel corso della partita. Jankto e Zappa mezzali? Sono state cose che gioco forza ho dovuto fare. Avrei voluto vedere di più Desogus, ma lì avevo anche Pereiro, devo fare di necessità virtù. Jankto è un esterno che può attaccare tutta la fascia ma l’ho messo all’interno, male non gli fa, doveva fare 90 minuti e li ha fatti».
Nonostante una classifica disastrosa, l’esperto allenatore rassicura sulla serenità dell’ambiente isolano. Ranieri su Salernitana-Cagliari:
«La squadra mentalmente sta bene – ha affermato Ranieri –. Ovviamente nessuno è contento di quello che ci dice la classifica, però vedendoli in allenamento i ragazzi sono uno spettacolo, e questo è molto importante: io motivo loro e loro devono motivare me, perché se mi accorgessi che loro sbracano prima mi incazzo e poi vediamo (ride, ndr)».
Ranieri su Salernitana-Cagliari: c’è grande curiosità nel rivedere in azione Marco Mancosu dopo il lungo stop per infortunio.
«Mancosu è un giocatore importante – ha confermato Ranieri –, lo sto vedendo sempre molto meglio, finalmente si è potuto allenare con continuità. Può interpretare tutti i ruoli dell’attacco: può fare la seconda punta, l’esterno… È un giocatore di qualità, sta a me trovargli la posizione e il posto giusto per le sue caratteristiche».
Durante la sosta per le Nazionali, Nahitan Nandez ha giocato una bella partita da terzino nella sfida fra Uruguay e Brasile. Ranieri però puntualizza:
«Nandez? Quando sta bene lo devo mettere a prescindere. Ho parlato con lui, ho visto Uruguay-Brasile. È un opzione in più, un giocatore come lui quando si applica ed è concentrato può fare anche il terzino. Certo, non è il suo ruolo e noi non siamo l’Uruguay, per cui quando commette qualche errore in Nazionale ha qualcuno che ci mette una toppa. Noi non abbiamo nessuno che lo fa, anzi, allarghiamo di più le maglie. Bisogna aiutarlo ad entrare in quel ruolo e poi perché no».
Nessuna indicazione, invece sul modulo che sarà utilizzato a Salerno. Ranieri su Salernitana-Cagliari:
«Ho molti attaccanti ma sceglierò gente che corre, lotta e non si ferma – si è limitato ad anticipare Ranieri –. Quando li vedrò esausti comincerò a pensare ai cambi. Tutto questo affetto fa bene all’anima, ad una certa età le sconfitte pesano di più. La vittoria è bella ma dura il giorno della partita, poi dal giorno dopo stai sempre a pensare a cosa succederà dalla prossima. Siamo diverse partite che siamo sotto bagno, ci vorrebbe una boccata d’ossigeno. Ma questo affetto mi fa enormemente piacere, ringrazio chi mi ha mandato gli auguri».
Il tecnico rossoblù ha parlato anche del suo incontro con Antonio Conte:
«Conte? Ci vedevamo spesso a Londra, mi diceva che sarebbe venuto a trovarmi e alla fine è venuto. Abbiamo parlato di tutto, e c’è stato di mezzo anche il Cagliari, naturalmente. Ma non abbiamo parlato di Roma».
Quindi sul lavoro fatto durante la sosta e sull’eventuale utilizzo della proverbiale campanella:
«La campanella? Sono sincero, dopo Leicester non mi è più venuto nell’anticamera del cervello – rivela –. In questo momento ci vorrebbe proprio una campanaccia, una campanella non basterebbe. Se abbiamo lavorato su qualcosa in particolare? Di particolare c’è che i ragazzi devono pensare al particolare, perché facciamo errori che solitamente non facciamo. Questi 15 giorni sono stati importanti per migliorare quei particolari, certo, non c’erano i nazionali, ma il lavoro fa sempre bene a tutti».
Quanto al suo compleanno, il mister non ha fatto nessuna richiesta particolare ai suoi giocatori.
«Regalo? Ai ragazzi non ho chiesto niente, sta al loro buon cuore (ride, ndr)».
Inevitabile, infine, una domanda sul calcioscommesse e sul nuovo caso che sta scuotendo il calcio italiano.
«Casoscommesse? C’è da interrogarsi, sono ragazzi, si annoiano, hanno molto tempo a disposizione… Non è materia per me allenatore, da padre posso dire che bisogna stare attenti, ma poi per quanto un genitore possa stare attento non conosce mai fino in fondo i suoi ragazzi. Posso capire il dramma che stanno vivendo le famiglie. Personalmente non ho mai fatto nemmeno la schedina. C’era mio padre che mi diceva: “fammi una colonna”, io mettevo 1X2 come veniva, e allora si chiamava Sisal. È un brutto male. A Montecarlo in 2 anni non sono mai entrato al Casinò. Mi spiace che ragazzi così giovani si buttino via in questa maniera».

