Cagliari double face: dall’incubo alla goleada. Zappa alla Maludrottu

Il terzino infligge il colpo del definitivo k.o. all’Ascoli. Vittoria che può sbloccare mentalmente la squadra. Cagliari double face: dottor Jekyll e mister Hyde.

Un primo tempo da incubo, capace di risvegliare antiche paure. Una seconda frazione da applausi, che, grazie anche ad un cambio di modulo dal 4-4-1-1 al 4-3-1-2, porta in dote quattro goal e la vittoria più larga della stagione. La gara casalinga contro l’Ascoli dice che il Cagliari di Ranieri oggi è questo, un po’ dottor Jekyll, un po’ mister Hyde, una squadra ambiziosa ma ancora in cerca di una precisa identità e di una continuità di vittorie che le consenta di sperare fino all’ultimo nella promozione diretta in Serie A, in cui il tecnico romano crede fortemente ma che, numeri alla mano (-11 punti il distacco dei sardi dal 2° posto) appare al momento difficile da raggiungere.

Inizialmente l’Ascoli di Breda è abilissimo a sfruttare gli spazi che il Cagliari lascia con Barreca. L’esterno mancino, preferito come titolare a Obert e Paulo Azzi, con Radunovic (che non esce su una palla bassa e lenta messa dalla destra nell’area piccola da Collocolo) ha sulla coscienza la rete del vantaggio ascolano.

Dopo tante partite da leader e protagonista Dossena inceppa poi in qualche sbavatura a cui non eravamo abituati ad assistere, date le sonore prestazioni da leader carismatico al centro della retroguardia difensiva. Il Cagliari ci prova nei primi 10 minuti con Luvumbo e Mancosu, ma sono gli ospiti a passare al primo affondo al 19′ con una deviazione in scivolata di Forte. Barreca perde palla sulla trequarti difensiva con un passaggio orizzontale da matita rossa, Radunovic non è reattivo e la frittata è fatta.

I sardi reagiscono ma non basta, e Luvumbo abbandona il campo a causa di un infortunio prima della fine della prima frazione di gioco. Al suo posto Lella. Non c’è pace per i rossoblù dopo Pavoletti, Rog e Kourfalidis l’infermeria è stregata. Con l’auspicio che non sia niente di grave e l’angolano sia abile e arruolabile già per la trasferta al Granillo alle 16.15 di Sabato 18 Marzo contro la Reggina di Filippo Inzaghi e Jeremy Menez, vecchia conoscenza di Ranieri ai tempi di Roma.

Tornando al match della Unipol Domus, il primo tempo finisce dopo quarantotto minuti e i fischi dagli spalti sono tanti. Il disfattismo abbonda anche sui social: con post già da sentenza, esoneri lampo e insulti ai giocatori. Ma le partite di calcio durano ben oltre i novanta minuti.

Il tecnico di Testaccio infatti in sala stampa ammetterà di esser rimasto deluso dalle contestazioni durante match, avendo sempre parlato di sostegno e di dodicesimo uomo in campo anche quando la squadra fatica a trovare distanze e perde lucidità. Chi paga il biglietto ha diritto ad esprimere la propria insoddisfazione per lo spettacolo offerto dalla squadra, ma bisognerebbe farlo con educazione e soltanto dopo il fischio finale.

Cagliari double face: la seconda frazione è di tutt’altro sapore e il risultato finale è quasi inaspettato nella misura in cui arriva. Lapadula, fra i più motivati, rientra per primo in campo, avendo trasmesso la carica della rimonta assieme a Sir Claudio durante l’intervallo. Steccare anche contro l’Ascoli sarebbe stata l’ennesima occasione gettata alle ortiche e avrebbe ridotto al lumicino le velleità di promozione diretta.

Caligara ex di turno (ora tra le fine ascolane) assieme a Gondo e Forte vengono muniti di silenziatore. Si percepisce immediatamente un cambio di rotta, Le corde di violino toccate al punto giusto sembrano produrre una musica abbastanza gradevole. Cagliari double face: con il 4-3-1-2 il Cagliari assume un atteggiamento più offensivo, ma la differenza rispetto alle gare precedenti è stata soprattutto nell’approccio più aggressivo e nella maggior voglia di fare gol ravvisabile nella convinzione con cui la squadra ha attaccato l’area avversaria portando avanti tanti uomini.

Il cambio Azzi per Barreca ha portato benefici immediati mutando soprattutto l’atteggiamento. Tantissima corsa, spirito combattivo e aggressività su ogni pallone. Miele, dopo aver rivisto l’azione al monitor su richiamo del Var Dionisi, assegna un rigore ai sardi per un pestone di Botteghin su Mancosu. Dal dischetto va Lapadula, Leali respinge ma il numero 9 rossoblù non sbaglia il tap-in e con l’istinto del cobra fa 1-1. L’aria è cambiata anche sugli spalti: i fischi vengono ricoperti da applausi scroscianti e gli oltre 12.000 tifosi presenti alla Unipol Domus percepiscono che il Cagliari può farcela.

Con il 4-3-1-2 si presenta nella ripresa il Mancosu atteso, davvero decisivo in tutto e per tutto. Rigore procurato, gol d’autore e costante presenza tra le linee a inventare. Da cineteca l’azione del vantaggio isolano: triangolo con il centravanti italo-peruviano finalizzato dal numero 5 rossoblù in maniera impeccabile con un bolide a giro che trafigge Leali. Secondo centro stagionale per il classe ’88 cresciuto tra le file della Johannes.

“Il 27 maggio 2007 Mancosu segnava il suo primo gol con la maglia del Cagliari: l’avversario era l’Ascoli. Sedici anni dopo, stesso avversario, stessi colori e centesima rete tra i professionisti”, scrive la società isolana in un post sui suoi account social ufficiali.

Senza ombra di dubbio i tifosi assistono al Cagliari più determinato è bello della stagione. La marcatura del sorpasso sa di liberazione mentale. Cavillo che per moltissimo tempo attanaglia i rossoblù. Spesso nella ripresa la squadra gestiva il vantaggio, senza trovare i colpi per annientare l’avversario stile pugile da box. Allora sale in cattedra anche Azzi fornendo (da subentrato a Barreca) l’assist per il punto del 3-1 che sa di apoteosi per Gianluca Lapadula, autore di testa del centro stagionale numero 13 e della doppietta personale.

La gloria infine arriva anche per Zappa, che sferra il colpo finale del k.o. e manda i marchigiani letteralmente al tappeto. Il suo gol a giro (di sinistro!), il primo assoluto con la maglia rossoblù, sa tanto di colpo alla Maludrottu che potrebbe valere come liberazione psicologica e dare il là ad un grande rush finale dei rossoblù.

Il largo successo del Cagliari  ai danni dell’Ascoli di Roberto Breda non è passato inosservato e con esso anche le prestazioni di alcuni singoli rossoblù. Le prove della punta Gianluca Lapadula e del terzino Gabriele Zappa hanno richiamato l’attenzione della Lega Serie B, la quale li ha inseriti entrambi nella top 11 della 29ª giornata del campionato cadetto.

I rossoblù dopo i 4 pareggi consecutivi ritornano in media inglese e salgono a quota 42 punti in graduatoria in piena zona playoff. Adesso sarà necessario far bottino pieno in trasferta, dove fino a questo momento i numeri sono stati impietosi. Vista la penuria di centrocampisti, sarà importante in vista del nuovo big match del Granillo con la Reggina, recuperare nella zona mediana almeno Kourfalidis, elemento divenuto fondamentale nello scacchiere rossoblù.

Cagliari double face: se la mentalità e lo spirito saranno gli stessi del secondo tempo contro l’Ascoli, il Cagliari potrà dire la sua anche in terra di Calabria, ma il destino è tutto nelle mani dei giocatori. Forse per la promozione diretta in Serie A non è ancora detta l’ultima parola.

A patto che la prestazione fornita contro gli uomini di Breda diventi un punto di partenza e non di arrivo. Se sarà stato un fuoco di paglia o un segnale di svolta lo si capirà nel giro di poche settimane: il calendario riserva infatti agli isolani un autentico tour de force con squadre come Südtirol, Pisa e Frosinone. Tutte gare da affrontare al 120% come vuole Ranieri. Solo allora si tireranno le somme. E anche se andasse male, ci sarebbero sempre i playoff come possibile viatico.

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