Opinioni

A Como il Cagliari non convince: difesa da rivedere e manovra assente

Punticino in extremis per la squadra di Liverani al Sinigallia: preoccupano i difetti atavici della squadra, bene solo il tempismo nei cambi. A Como il Cagliari non convince

La stagione 2022/23 in Serie B per i rossoblù di Liverani inizia con il segno X. A Como il Cagliari non convince: poteva essere la rivincita per Cerri e Luvumbo due grandi ex della sfida, ma non è stata la partita che i tifosi delle due squadre potevano immaginare. Nel calcio di agosto le prime partite servono a trarre maggiori indicazioni. Assimilare concetti ed acquisire il credo dell’allenatore. Il Cagliari ha dovuto fare i conti con assenze maggiori nel settore difensivo. Senza Altare e Walukiewicz si è giocato con la coppia Goldaniga-Obert.

Primi 15 minuti di buon auspicio, la squadra sembrava essersi scrollata di dosso il fardello pesante della retrocessione. È il Cagliari ad avere la prima occasione, anche piuttosto clamorosa. Viola dalla sinistra mette in mezzo un perfetto cross tagliato, Pavoletti svetta sopra tutti e colpisce di testa da due passi, Ghidotti però è straordinario e con un intervento di piede mantiene lo 0-0. Da li in poi il Como è bravo ad impostare la gara a proprio favore. Iovine se ne va sulla destra e crossa al centro dove Cerri con il tacco tenta un gol dello scorpione da cineteca, la sua conclusione però sorvola di poco la traversa.

Al 19’ Blanco riceve da Iovine ed effettua un cross rasoterra, che Mancuso sfrutta al meglio con la zampata vincente che vale l’1-0 biancoblù. Di Pardo e Zappa colpevoli sul gol, ci fanno rivivere la solita minestra. Durante la gara tanti errori tattici e tecnici, mai un’incursione sulle fasce. Tra le file rossoblù il gioco vive così di fiammate: Viola, Makoumbou e Desogus tentano, assieme alle sgroppate di Luvumbo, qualcosa di interessante, ma è veramente troppo poco.

L’angolano è in giornata no, forse sarebbe servito un tridente veloce, in grado di esaltare le sue caratteristiche, senza un Pavoletti poco incisivo tolta l’occasione di cui si è detto. Troppo poco per chi deve essere il centravanti titolare, al di là della fascia da capitano. Invece al Sinigaglia il gioco dei rossoblù è lento, farraginoso, fine a se stesso e senza sbocchi.

La ripresa parte con il brivido, con i lariani di Giacomo Gattuso che avrebbero l’occasione per chiudere la gara. Ma sale in cattedra Radunovic che neutralizza un tiro di Parigini calciato centralmente dopo la dormita colossale di Obert.

Liverani suona la sveglia dalla tribuna, dentro maggiore qualità con Rog e Nandez. Per sfondare il bunker comasco inserisce anche Lapadula e Gaston Pereiro. Certo, è, che le mosse dettate dalla disperazione più che dalla logica danno quel brio insperato ed il Como dall’80’ soffre. Artiglieria pesante con la speranza di evitare la sconfitta che, all’esordio porterebbe ancora maggiore rumors e delusione dopo l’indigesta retrocessione della passata stagione.

Ma il calcio è bello perché non dà certezza. All’ improvviso, la svolta. Nei minuti di recupero Pereiro si inventa dal nulla il gol del pareggio con un bolide imprendibile che si insacca alle spalle di Ghidotti. I lariani, dopo aver pregustato la vittoria, intascano la perla dell’uruguaiano e sul fil di sirena si scatena un parapiglia, con l’arbitro Manganiello che ha il suo bel da fare a calmare gli animi. L’1-1 evita un k.o. che avrebbe suonato per la squadra di Liverani come una figuraccia.

Il tecnico sicuramente ci ha messo del suo, con scelte non di certo azzeccatissime di formazione, ma su un’aspetto è stato bravo, i cambi. Nota dolente della passata stagione, l’allenatore romano, senza aspettare troppo, ha iniziato a cambiare in corsa ed è stato premiato. Sarà un caso? Vedremo nel corso della stagione.

A Como il Cagliari non convince: la cosa certa è che questo Cagliari deve assumere una mentalità diversa, scrollarsi di dosso la paura psicologica di non farcela che si porta dietro dalla scorsa stagione e rischia di essere un peso che incide negativamente sulle prestazioni dei singoli.

Va poi sistemato ed in fretta il reparto arretrato. Sia come posizionamento, sia anche con nuovi arrivi dal mercato. Nel calcio italiano la differenza le squadre vincenti hanno sempre avuto una difesa forte, cosa che ad oggi il Cagliari dimostra di non possedere. Sia per giocatori, ma anche numericamente.

Va sicuramente messa a punto e non poco, anche la manovra, lenta e compassata fatta di tanti tocchi di palla e pochissima verticalizzazione. Cosa che manca ormai da anni, contro squadre ordinate che concedono pochi spazi, diventa estremamente necessaria la conclusione da fuori, evitando palla a ritroso e braccino corto nell’affondare il colpo.

A Como il Cagliari non convince: si è parlato di rifondazione senza l’assillo di dover salire immediatamente ma dando una fisionomia alla squadra. Ci sarà da lavorare. Il materiale c’è, ma i meccanismi andranno collaudati e bisognerà trovare l’assetto definitivo. La B è un inferno, trarre conclusioni o sentenze alla prima giornata ha poco senso, ma sicuramente le indicazioni precampionato dicono che per fare una buona stagione occorre essere concentrati sull’obiettivo, possibilmente divertendosi.

Il tifoso è stanco di film già visti e di prestazioni incolore. Squadre come Genoa, Brescia, Reggina e Palermo già hanno guadagnato 2 punti e dimostrato di poter dire la loro nel torneo. Per non scivolare nelle acque stagnanti della mezza classifica bisognerà, al più presto, iniziare a correre ed evitare mezzi passi falsi, come quello di Como.

Marco Locci

Appassionato di calcio amante dello sport sardo!

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