La squadra di Walter Mazzarri strappa un pari che sa di beffa, l’aggancio al Venezia attualmente dista soltanto un punto, il quart’ultimo posto significherebbe salvezza
Vero, le promesse non erano buone. Primi 10 minuti di fuoco, Radunovic sale in cattedra intercetta un rigore calciato male da Biraghi (abbastanza centrale). I rossoblù creano due occasioni nitide con Joao Pedro e Marin, colpendo due legni. Mentre i viola senza Vlahovic non pungono.
A inizio ripresa corner di Pereiro, pennellato per la testa del brasiliano, ed è vantaggio cagliaritano. Decima perla stagionale di un leader sempre più trascinatore nel bene e nel male. Il Cagliari avrebbe anche la ghiotta occasione di chiuderla ma è sprecone. Il numero 10 sbaglia un calcio di rigore, e la conseguente espulsione di Odriozola dà comunque la possibilità ai cagliaritani di spingere sull’acceleratore con la superiorità numerica. Invece, come spesso accade in questa stagione, si smette di attaccare e si resta con il freno a mano tirato. Male, malissimo squadra priva di carisma, e lucidità nel leggere bene certi frangenti chiave del match. La mancanza di un leader carismatico e di temperamento in mezzo al campo è ciò che manca a pochi giorni dalla chiusura del mercato, un geometra dai piedi buoni a dirigere un’orchestra incompleta.
Ecco che arriva l’improvvisa doccia fredda, rappresentata dal goal dell’ex Sottil, nel quale Goldaniga e soci gli lasciano fare la cosa più congeniale, ossia progressione indisturbata palla al piede. Pareggio beffardo e gelo all’Unipol Domus in 10 contro 11. Ingenui, e qui Mazzarri centra ben poco. Dalbert e Pereiro deludono, soprattutto nella parte finale di gara, ma sull’uruguayano il sottoscritto sull’uruguaiano continua a crederci fermamente.
Il Cagliari, è vero, è decimato dalle assenze. Su tutti Pavoletti e Carboni per squalifica. Recuperano però Lovato con Grassi e Bellanova, reduci dal Covid e negativizzati per tempo, mentre Lykogiannis va ai box. Mazzarri schiera molti primavera, tra cui Obert, che ha mostrato grinta e personalità, anche se talvolta è un po’ irruento. Ma lo slovacco desta ottima impressione, come tutta la squadra del resto.
Talento da vendere Christos Kourfalidis, ma è chiaro che il Cagliari ha bisogno di certezze e di gente arruolabile fin da subito. Senza responsabilizzare troppo i primavera. Stagione difficile, con il mercato che sta per terminare: il solo Baselli sicuramente non basterà. Far le nozze coi fichi secchi è decisamente sbagliato soprattutto se non si fa tesoro dagli errori passati.
In chiusura, bisogna evitare inutili e sterili polemiche, se un giocatore viene provocato automatica sarà la sua reazione. L’errore è a monte: se ad un giocatore da noi valorizzato non gli si dà la possibilità di esprimersi fino in fondo, e con lui ci si lascia non in maniera serena, è chiaro che le ruggini vengono poi fuori quando ci ritroviamo il ragazzo da avversario. Il goal dell’ex è un classico.
Bisogna essere anche signori ed ammettere che se le partite non le chiudi, il calcio è imprevedibile. Sta a noi leccarci le ferite e ripartire, dopo non essere riusciti a dare il colpo di grazia ad una Fiorentina tutt’altro che irresistibile.

