Cagliari-Empoli, Mazzarri indica la via: «Quando si vince non bisogna difendere, ma chiudere la gara»

Il tecnico del Cagliari, Walter Mazzarri, ha parlato in conferenza stampa della sfida contro l’Empoli: «Faccio un appello alla nostra gente: fino al 95′ deve darci una mano»

Due pareggi e due sconfitte per il Cagliari nelle prime 4 giornate di Serie A. I rossoblù, passati sotto la guida di Walter Mazzarri dopo l’esonero di Leonardo Semplici, puntano alla prima vittoria della stagione nel confronto interno della Unipol Domus contro l’Empoli di Aurelio Andreazzoli.

«Sicuramente ripartirò dall’aggressività – spiega il tecnico di San Vincenzo – perché fa parte del mio programma di lavoro. L’atteggiamento purtroppo è cambiato nel finale di gara, per motivi comprensibili. Ci siamo abbassati troppo ed abbiamo buttato via la palla, favorendo così la risalita dell’avversario. Ma comunque abbiamo creato 7 palle goal e dobbiamo essere soddisfatti».

Sulla formazione che scenderà in campo mercoledì sera, l’allenatore rossoblù preferisce non sbilanciarsi.

«Sono abbastanza scafato sotto questo punto di vista, dato che ho anche fatto le Coppe. Faccio di solito dei test per capire lo stato di forma di ogni singolo giocatore e per me chi ha giocato contro la Lazio potrebbe anche rigiocare. Poi dovremo valutare le eccezioni, ovvero chi è stato recuperato da breve potrebbe non farlo contro l’Empoli. Ma ho ancora un allenamento e parlerò con tutti subito dopo».

I toscani, secondo Mazzarri, sono una squadra da prendere con le molle.

«L’Empoli è una buona squadra, – ha sostenuto – oltre ad essere una società seria. Hanno un allenatore che ha inculcato bene i concetti ai propri giocatori. Sarà una partita difficile ma noi dobbiamo essere aggressivi, svelti, sicuri di sé e cinici. L’avversario ci deve interessare solo dal punto di vista tattico. Non dobbiamo pensare alla classifica, a questo punto non esistono spareggi o finali».

L’allenatore del Cagliari vuole dunque lanciare un appello ai propri tifosi in occasione di una gara delicata.

«Giochiamo in casa e mi aspetto il dodicesimo uomo in campo per dare quel valore aggiunto ai nostri giocatori. – ha dichiarato – Faccio un appello alla gente: fino al 95′ deve darci una mano, questa è la cosa più bella che potrebbe accadere. Conta solo il Cagliari, abbiamo bisogno di loro. Noi ci mettiamo il cuore e posso assicurare che daremo tutto».

Mazzarri torna quindi sull’episodio della discussione con João Pedro dopo la sostituzione.

«C’è stato uno sfogo da parte sua, ma non era per il cambio, – assicura – ma per una cosa che per me è stata positiva. Si è scusato e mi ha promesso che non si ripeterà più. Soprattutto perché, essendo il capitano, bisogna evitare di farlo in pubblico. Per me va bene che il capitano non prenda bene il pareggio o la sconfitta ma non voglio cose eclatanti. Lui voleva dare semplicemente un input alla squadra, voleva dare più coraggio ai suoi compagni. Era una cosa corretta, ma sono cose che devo dire io. Ciò non toglie che aveva ragione».

Per quanto riguarda la situazione degli infortunati, mentre Rog è prossimo al nuovo intervento chirurgico, Mazzarri spera di recuperare Strootman e Godin, che hanno saltato per problemi fisici l’ultimo impegno contro la Lazio.

«Oggi parlerò con Kevin. – ha anticipato Mazzarri – Ha lavorato anche ieri, assieme a Diego. Chiederò le loro sensazioni e vedremo se faranno parte della partita».

Seguono alcuni giudizi sui singoli, da Caceres a Pereiro, passando per Carboni.

«Caceres mi ha dato una mano domenica, – ha rivelato Mazzarri – così come tutti gli altri senatori. Mi aiutano a catechizzare i giovani. Quando è uscito dal campo gli ho chiesto di aiutarmi a dare indicazioni. In ultima analisi ha fatto una buona gara, nonostante l’ammonizione arrivata presto. Se noto qualcuno che mugugna quando sta uscendo dal campo potrebbe finire fuori rosa».

«Per quanto riguarda Carboni – ha proseguito il tecnico – è partito centrale, poi Lykogiannis mi ha chiesto il cambio e io l’ho spostato terzino. Lui si era concentrato a fare il centrale e poi da esterno non potevo dirgli tante cose e lui non aveva capito bene i movimenti. Ma non è colpa loro. Carboni stava stretto perché la Lazio spingeva per dare forza a Bellanova di salire e ci siamo trovati quasi a sei. Quando una squadra perde tante partite e vai in vantaggio ti viene inconsciamente un po’ il braccino. Invece dobbiamo sposare il coraggio. Quando stai vincendo non devi difendere, devi chiudere la gara. Ma questo non succede solo ai giovani, ma un po’ a tutti».

Nota di demerito per Pereiro, che all’Olimpico non è riuscito a trovare la giusta collocazione in campo.

“Lui stesso non ha chiaro il suo ruolo. – ha sostenuto Mazzarri – Ha tante caratteristiche ma deve ancora trovare la sua dimensione. Per me può fare la punta, l’esterno a piede invertito, mi ha detto che può fare la fascia ma ho bisogno di tempo. Non è entrato nel vivo del gioco, non ha fatto tanto bene anche per l’atteggiamento complessivo della squadra».

Fra gli aspetti positivi del Cagliari, invece, c’è la partecipazione corale al gioco.

«Nelle nostre azioni goal hanno partecipato in tanti: Nandez, Dalbert e altri, è ciò che voglio. – ha evidenziato Mazzarri – Tutti devono partecipare in tutte le fasi. Dobbiamo iniziare a segnare con tutti. Se segnano gli attaccanti, bene, ma se segnano anche gli altri, è ancora meglio. Voglio che imparino la cultura della vittoria di squadra».

Quanto infine alla reale dimensione di questo Cagliari, per ora Mazzarri preferisce non sbilanciarsi.

«Nel calcio attuale si sono trovate a lottare per la retrocessione tante squadre attese ad altri risultati, – ha detto il tecnico rossoblù – e non voglio fare nomi. Spesso c’era anche il Cagliari. Ora il Cagliari deve guardare partita dopo partita. Durante la sosta avrò l’opportunità di fare uno step. A fine del girone d’andata con il mercato capiremo davvero il nostro traguardo possibile».

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