Giorno per giorno Cagliari1920news vi svelerà la Top100 con i migliori rossoblù di sempre: al’87° posto Enrico Spinosi, protagonista della prima promozione in Serie A
Fratello maggiore di Luciano, protagonista ad alti livelli con le maglie di Roma, Juventus e Nazionale, Enrico Spinosi è stato il capostipite della dinastia. Difensore centrale, o per meglio dire stopper (come si diceva negli anni in cui giocava) come del resto suo fratello, è stato il capitano della prima storica promozione in Serie A del Cagliari nella stagione 1963/64.
Nato a Roma il 22 luglio 1937, cresce calcisticamente con il Cral Breda. Nel 1954-55 torna nella sua città: ad acquistarlo è infatti la Lazio. In biancoceleste, però, il giovane Spinosi non riesce a debuttare in Serie A. La stagione seguente è così girato in prestito al Formia, in Serie C, dove milita anche con le divise del Chieti e della Reggiana.
Il grande balzo nella sua carriera calcistica però Enrico Spinosi lo fa nel 1960, quando Andrea Arrica, responsabile del calciomercato rossoblù, decide di affidargli le chiavi della difesa con Miguel Angel Longo e Mario Tiddia dopo la retrocessione della B. Centrale difensivo forte nell’anticipo e nella marcatura, il giocatore romano, dopo un anno di purgatorio, chiuso al 2° posto, conquista la promozione in Serie B nel 1961/62, vincendo il torneo di Serie C con Arturo Silvestri in panchina.
La prima stagione di B è più che positiva: 9° posto con il sogno della promozione lungamente accarezzato ma sfumato anche per l’infortunio nel finale di stagione del portiere Colombo. Il discorso Serie A è soltanto rimandato: nel 1963/64 gli arrivi di Greatti, Cappellaro e Riva arricchiscono una squadra già forte, facendole fare il balzo definitivo nella massima Serie. Spinosi è uno dei leader silenziosi di quel gruppo, con cui riuscirà anche a debuttare in Serie A l’anno seguente, collezionando 19 gettoni.
L’acquisto di Niccolai lo relega a un ruolo da comprimario, benché mantenga i gradi di capitano, che aveva ereditato da Umberto Serradimigni, fino al 1966. Conclude la sua avventura rossoblù, dopo una stagione senza mai scendere in campo, a soli 28 anni, con 129 presenze e un goal distribuiti in 6 stagioni. Appesi gli scarpini al chiodo, resta in Sardegna e prova a fare l’allenatore, guidando l’Ussana e il Sestu. Tornato poi a Roma di recente, ha trovato la morte in Messico, a Cancun, all’età di 80 anni, dove si era recato per trovare i figli. È suo l’86° posto nella Top 100 rossoblù.

