Top 100 rossoblù – 90° Giancarlo Mezzalira

Giorno per giorno Cagliari1920 vi svelerà la top 100 con i migliori rossoblù di sempre: al 90° posto Giancarlo Mezzalira, uno degli idoli dei tifosi negli Anni Cinquanta

Nella Top 100 rossoblù al 90° posto troviamo uno dei grandi protagonisti del Cagliari degli Anni Cinquanta del XX secolo. Attaccante esterno o mezzala, Giancarlo Mezzalira ha vissuto ben 6 stagioni nella squadra isolana, dal 1953 al 1960, tutte in Serie B, con un’unica breve parentesi in prestito alla SPAL in Serie A nel 1957/58. In tutto per lui 141 presenze e 32 reti con la maglia rossoblù.

Il giocatore veneto, originario di Padova, dove era nato il 7 aprile 1936, sbarca nell’isola nella stagione 1953/54, voluto dal presidente Pietro Leo, sindaco di Cagliari (su input di Domenico Loi, defilatosi dietro le quinte ma di fatto autore della campagna acquisti) per far fare il salto di qualità alla squadra guidata da Federico Allasio, che nell’anno precedente aveva conquistato un ottimo 4° posto nella sua prima stagione in Serie B dopo la promozione nel 1951/52.

IL SOGNO INFRANTO DELLA SERIE A

La cessione del bomber Erminio Bercarich, contestato per gli eccessi fuori dal campo dal tecnico Allasio, costringe il Cagliari a intervenire pesantemente sul calciomercato estivo. Al posto del giocatore fiumano arrivano così nell’isola addirittura 3 punte: Enrico Loranzi, Vanni Sanna dalla Torres e appunto Giancarlo Mezzalira. Il 5 marzo Allasio però lascia la squadra per dissapori con il presidente Leo. Quest’ultimo la affida al Direttore tecnico Cenzo Soro, che assieme all’allenatore-giocatore Morgia deve condurre la squadra a giocarsi fino in fondo le chance di promozione.

Il campionato è molto equilibrato e vede lottare, dietro al Catania, che fa corsa a sé in vetta alla classifica, 3 squadre: fra queste, assieme a Como e Pro Patria, entrambe retrocesse dalla Serie A, c’è anche la squadra rossoblù. Grazie a 5 risultati utili consecutivi, con 4 vittorie e un pareggio i sardi si portano a -2 dalla testa della classifica a 180 minuti dalla fine del torneo. Il Cagliari ha in quel momento 2 punti di vantaggio sul Como e 4 sulla Pro Patria.

Ma nel giro di pochi giorni la situazione volge tutta a sfavore della squadra di Soro e Morgia. La Pro Patria infatti pareggia 1-1 sul campo con il Verona, ma la Federazione assegna ai bustocchi la vittoria a tavolino per un tentativo di invasione di campo, con i lombardi avanti 1-0. Nel mentre il Cagliari è impegnato in trasferta a Lodi sul campo del pericolante Fanfulla, protagonista tuttavia di un ottimo girone di ritorno. Sulla carta una gara facile, che i rossoblù riescono però a perdere, venendo agganciati proprio dai lombardi al 2° posto.

Tutto si gioca dunque negli ultimi 90 minuti. Il Cagliari è impegnato in trasferta a Pavia, la Pro Patria sul campo del Padova e il Como in casa contro il Treviso. La gara dei lariani si conclude 0-0, estromettendo di fatto i padroni di casa dalla contesa, mentre è suspense fino alla fine fra Cagliari e Pro Patria. I rossoblù impattano la sfida in terra lombarda, e nonostante un rigore sbagliato da Golin nel primo tempo, che lo specialista Gennari si è rifiutato di calciare, sono convinti di essere promossi in Serie A come secondi, perché la Pro Patria sta perdendo con i biancoscudati. I bustocchi tuttavia raddrizzano la gara in extremis e la notizia, visti i mezzi di comunicazione del tempo, arriva al Cagliari molto in ritardo. Così la seconda promozione in Serie A è decisa dallo spareggio, che si disputa a Roma allo Stadio Torino, che qualche anno più avanti sarà demolito per lasciar spazio al Flaminio, il 6 giugno 1954.

Di quel Cagliari Giancarlo Mezzalira è il cannoniere principe con 8 reti, seguito dal partner d’attacco Loranzi e da Gennari, entrambi con 7 goal.

LO SPAREGGIO DI ROMA

La mobilitazione dei sardi per seguire la squadra è massiccia: a Civitavecchia arrivano la nave di linea Sicilia e il traghetto speciale messo a disposizione dalla Tirrenia dopo l’intervento del Governo per far fronte all’esodo imponente dei tifosi rossoblù.

Sugli spalti si contano 30 mila spettatori, con una predominanza schiacciante di tifosi rossoblù, visti anche i tanti sardi arrivati dalla penisola a sostenere la squadra e lo schierarsi con la squadra sarda di gran parte del tifo neutro romano.

Allo stadio non c’è invece il sindaco Pietro Leo, presidente del Cagliari, che in quei giorni è ricoverato in ospedale proprio a Roma e seguirà la gara dalla radiolina. Tanto tifo anche nell’isola, con 20 mila tifosi che si radunano sul Terrapieno, sotto la sede storica dell’Unione Sarda, visto che il quotidiano ha disposto degli altoparlanti davanti alle finestre per diffondere la radiocronaca della partita.

La pagina dell’Informatore del Lunedì dopo la sconfitta di Roma

Questa la formazione che scende in campo a Roma:

CAGLIARI: Santarelli, Bersia, Simeoli, Villa, Bertoli, Golin, Morgia, Savigni, Loranzi, Gennari, Mezzalira. All. Soro.

Della trasferta non fanno parte le altre due punte, Torriglia e Vanni Sanna, entrambe infortunate. Nei giorni precedenti la sfida, a Cenzo Soro nel ritiro di Santa Margherita Ligure viene inoltre fatto pervenire un telegramma sibillino che recita: «Se sei interessato a una partita d’olio superiore, chiama questo numero». Ignoto e al contempo inquietante il senso del messaggio, fatto sta che il Cagliari non riesce a esprimere il suo consueto gioco e perde quel confronto 2-0 nella ripresa, dopo che la prima frazione si chiude a reti bianche.

DAL SOGNO ALLA RETROCESSIONE

La sconfitta getta nello sconforto tutti i tifosi che avevano sperato nella promozione. Il Cagliari deve rimandare il sogno della promozione. Resta il giallo di quanto accaduto nei giorni che hanno preceduto la sfida, uno dei misteri mai risolti della centenaria storia del club isolano. I rossoblù e Mezzalira, il loro uomo più rappresentativo, vogliono però riprovarci negli anni a venire. Ci vanno vicini nel 1955/56, quando si piazzano quinti sotto la guida del Campione del Mondo Silvio Piola, e nel 1958/59, chiusa al 4° posto dopo aver rischiato retrocessione e fallimento la stagione precedente.

L’avventura di Mezzalira in rossoblù si chiude nel modo peggiore, con la dolorosa retrocessione del 1959/60 e l’episodio grigio dei fatti di Cagliari-Sambenedettese. Il Cagliari scende in Serie C, non però il giocatore veneto, che resta in Serie B passando alla Reggiana. Poi due anni al Varese, prima di chiudere la carriera con il Monza. Nel cuore dei tifosi del Cagliari resterà sempre il ricordo di un giocatore che con i suoi goal ha portato la squadra sarda a un passo dalla gloria.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.