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Cagliari-Roma si giocherà: biglietti in vendita

La gara tra Cagliari e Roma, a differenza di altre sei sfide di Serie A, verrà disputata a porte aperte: match fondamentale per la squadra di Maran.

Cagliari-Roma si giocherà. E’ ufficiale: la sfida contro i capitolini verrà disputata regolarmente alla Sardegna Arena e a porte aperte domenica 1 marzo alle ore 18.

Il Cagliari ha del resto messo in vendita i biglietti per l’essenziale sfida interna contro la Roma (dopo che la trasferta contro il Verona è stata rinviata a data da destinarsi).

Dal comunicato del Cagliari si evince come la gara sia per ora confermata a porte aperte, ma che il rischio delle porte chiuse rimanga comunque nell’aria. In quel caso i biglietti verranno ovviamente rimborsati.

Questo il comunicato del Cagliari a proposito del match contro la Roma:

“I riflettori della Sardegna Arena si riaccendono per la sfida tra i rossoblù e la Roma, in programma domenica 1 marzo alle 18 e valida per la settima giornata di ritorno del campionato di Serie A 19.20.

I biglietti per assistere all’incontro saranno disponibili dalle ore 10 di martedì 25 febbraio esclusivamente online sul sito di TicketOne, senza costi di prevendita. I giovani tifosi Under 12 potranno entrare i tutti i settori dello stadio con soli 10€. Sono previsti prezzi speciali per Donne, Over 65, Under 18.

Nel caso in cui le decisioni delle autorità competenti dovessero disporre che la partita si giochi a porte chiuse, sarà possibile ottenere il rimborso dell’intero importo precedentemente pagato”.

Le parole del Ministro dello Sport, Spadafora, al Tg2m hanno confermato l’effettiva gara, a porte aperte:

“Sono già in vigore provvedimenti che vietano gli eventi fino a domenica prossima, inizialmente per la Lombardia, il Veneto e il Piemonte, ora con questo dpcm abbiamo allargato anche a Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Liguria. In queste regioni, resta il divieto di manifestazioni sportive, per alcuni eventi abbiamo dato la disponibilità a svolgerli a porte chiuse. Il provvedimento non è stato esteso al resto d’Italia perché non esistono le condizioni per prendere misure gravi”.

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