Difficile, molto difficile, ma il Cagliari deve rinascere per evitare brutte sorprese come accaduto all’Hellas nella Serie A 2001/2002.
Prevenire è meglio curare. Punto. Aggiustare i danni per evitare sorprese negative. Non è mai troppo tardi, in fondo, se i problemi vengono affrontati con rapidità. Il Cagliari è in una crisi nera, ma deve riuscire, in un modo o nell’altro, a uscirne. Rischia la retrocessione? A questo ritmo sì, non serve girarci attorno. Bassa percentuale, ma l’esempio del Verona non è da sottovalutare.
Il Verona, guarda caso la prossima avversaria del Cagliari in questo campionato, ora a +3 sui rossoblù dopo cinque mesi passati ad inseguire la formazione sarda in qualità di sorpresa, ha brutti ricordi relativi ad un girone d’andata eccelso e un ritorno da incubo. Era il 2002, retrocedette.
Con le dovute proporzioni, si può fare un collegamento con quel vecchio Verona, in cui militavano tra gli altri Oddo, Mutu e Camoranesi, ovvero tre campioni assoluti, ma anche Gilardino, Adailton e per un po’ di mesi, Cossu.
Nel 2001/2002 il Verona riuscì ad ottenere ben 25 punti nel girone d’andata, in 17 partite derivanti dal campionato a 18 squadre. Al ritorno ne mise insieme solo 14, retrocedendo in Serie B clamorosamente.
Con più giornate a disposizione, il Cagliari sembra fuori da quest’ottica, ma il dato principe e veritiero mostra come i rossoblù abbiano messo insieme soli quattro punti nelle ultime dieci giornate. A questo ritmo, ottenendo lo stesso quantitativo di punti, la quota 40 verrebbe raggiunta sul filo del rasoio.
Verona-Cagliari, match della prossima giornata, potrebbe spazzare via tutta la questione. Guarda caso proprio la sfida alla retrocessa più clamorosa del nuovo millennio, considerando il vantaggio iniziale guadagnato. Il destino bussa alla porta di Maran, Joao Pedro e compagni.

