Castro e Cerri volano a Ferrara per giocare con la SPAL, a Cagliari sbarca Paloschi, deciso ad occupare un ruolo importante in rossoblù.
Alberto Paloschi ha firmato con il Cagliari fino a giugno 2020. Dopo l’addio a Pjaca, dopo la suggestione Pinamonti è l’ormai ex SPAL, squadra in cui comunque rientrerà la prossima estate, a rinforzare l’attacco a disposizione di Maran. Sì, un altro ex Chievo.
Giudicato da molti come eterno giovane, nonostante per lui siano passati tredici anni dalla prima presenza in Serie A, Paloschi non è mai riuscito a ripercorrere le orme dell’idolo Inzaghi, staccandosi dalla storia di Pippo sia per goal per trofei. Una carriera in provincia, tra alti e bassi. Ora nuovamente la lotta per l’Europa, dopo anni di attesa.
E’ dalla stagione 2015/2016 che Paloschi non raggiunge la doppia cifra in campionato. Guarda caso si riuscì sotto Maran, con otto goal in maglia Chievo, per poi segnare due goal allo Swansea dopo il suo passaggio gallese a gennaio. Dieci totali a fine annata.
La sua migliore stagione rimane però quella del 2012/2013, in cui raggiunse 13 goal, mentre nel 2008/2009, in Serie B si innalzò fino a 12, cominciando ad attirare su di sè nuovamente l’interesse del Milan, che lo cedette in compartecipazione l’annata prima. Senza però, alla fine della fiera, riportarlo realmente a San Siro.
Paloschi non è uno di quei giovani virgulti capaci di segnare a 17 anni e poi perdersi completamente nelle serie inferiori, ma la sua carriera è stata decisamente inferiore a quelle aspettative nate il 10 febbraio 2008, in cui segnò in maglia Milan dopo appena 18 secondi dal suo ingresso in campo.
Chi è Paloschi? Rispetto a Simeone è una prima punta decisamente più rapace ed abituata all’area di rigore. Lotta, ma non a tutto campo con l’argentino. Cosa apprezzabile dai tifosi, ma non quando questa foga ti porta a tornare in area con una stanchezza mentale tale da sbagliare spesso e volentieri sotto porta.
Sotto Maran, con Nainggolan, Joao Pedro e il nuovo arrivato Gaston Pereiro, può veramente esaltarsi e dimenticare gli appena nove goal nell’ultimo quadriennio. Cagliari, a 30 anni, è la possibilità di una nuova vita.

