Leonardo Pavoletti at Centro Tecnico Federale di Coverciano on June 1, 2019 in Florence, Italy.
Continua il conto alla rovescia di Leonardo Pavoletti per il suo ritorno in campo. Marzo dovrebbe essere il mese del suo rientro dopo il lungo infortunio, e a confermarlo in modo esplicito è stato lo stesso attaccante rossoblù, ospite del padiglione del Cagliari alla Fiera per l’International Job Meeting 2020 in corso di svolgimento in questi giorni nel capoluogo isolano.
«Il ginocchio funziona, – ha assicurato il giocatore livornese – mi devo solo togliere qualche paura mentale legata all’infortunio, quindi un mesetto, massimo un mesetto e mezzo e sarò di nuovo con la squadra. Dopo tanto tempo finalmente vedo la luce in fondo al tunnel». Ancora un po’ di attesa, dunque, poi Pavoletti potrà intensificare gli allenamenti per ritrovare il prima possibile il terreno di gioco.
Intanto l’attaccante ha visto i progressi dei suoi compagni, che domenica hanno fermato la corazzata Inter sull’1-1. «Un piccolo calo c’è stato, – ha ammesso Pavoletti – come in tutte le stagioni questi momenti possono capitare. Ma vedendo come i ragazzi hanno giocato a Milano e come si allenano sono tranquillo, so che siamo sulla buona strada».
C’è spazio anche per un giudizio sui campioni della Serie A: «Per me Immobile è fortissimo, segna e gioca per la squadra. A mio giudizio è il miglior attaccante italiano. Poi ovviamente c’è Cristiano, Ibrahimovic, che purtroppo abbiamo visto da poco da vicino, e Dybala. A me piacciono però molto i ragazzi con cui ho giocato, perché preferisco il rapporto umano a quello calcistico. Uno su tutti Perin, poi Tonelli, Mertens, Barella, che reputo un amico».
Quindi un aneddoto sui metodi di lavoro di Gasperini, grande protagonista alla guida dell’Atalanta: «Ho avuto il mister e ha un suo modo di giocare, pratica una pressione uomo contro uomo a tutto campo. – ha spiegato Pavoletti – Gli allenamenti con lui sono super duri, al limite del vomito, però nella sofferenza ti abitua a trovare le energie mentali in più. Infatti spesso le sue squadre hanno uno strapotere fisico. Il merito dell’Atalanta è stato credere nel progetto giovani prima degli altri».
Pavoletti dice la sua anche sui giovani talenti: «Per me il più forte è Lorenzo Pellegrini, anche se ha già più presenze di me in Nazionale. In Italia siamo troppo bacchettoni. Il primo ragazzo che sbaglia lo tagliamo fuori e dico, a discapito mio, dobbiamo avere più coraggio e far giocare i ragazzi». Il sogno di Pavoletti resta la convocazione ai prossimi Europei. «La Nazionale? Quella azzurra è la maglia che batte tutte. L’anno scorso esordio e goal, io ci spero sempre. Lavoro per farmi trovare pronto per il futuro».
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