Calciomercato

Sebastiano Esposito lascia il Cagliari e va al Sassuolo: le tappe della rottura con il club rossoblù

È ufficiale la cessione dell’attaccante in prestito con diritto di riscatto. Tutte le tappe del caso che ha scosso l’estate della società isolana. Sebastiano Esposito lascia il Cagliari e va al Sassuolo

Una riga, poco più. Nessun saluto, nessun ringraziamento, nessun augurio per il futuro. Si chiude così, nel peggiore dei modi, l’avventura di Sebastiano Esposito con il Cagliari. Il club rossoblù ha ufficializzato la cessione dell’attaccante al Sassuolo in prestito sino al termine della stagione 2026/2027 con diritto di riscatto.

«Il Cagliari Calcio comunica la cessione del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Sebastiano Esposito – si legge nella nota della società isolana –, che si trasferisce in prestito sino al termine della stagione sportiva 2026/27 con diritto di riscatto».

Un comunicato ridotto all’essenziale, scritto in stile burocratico, che racconta già molto di una separazione arrivata dopo un mese di tensioni, accuse e versioni contrapposte. Nell’ambito delle operazioni tra i due club, Riccardo Ciervo ha invece compiuto il percorso inverso, trasferendosi in rossoblù.

IL DOPPIO CERTIFICATO

L’ultimo capitolo del caso Esposito prima della cessione era stato scritto il 13 agosto. L’attaccante, già lontano dalla squadra, aveva presentato al Cagliari un secondo certificato medico della durata di 15 giorni, prolungando sino al 27 agosto un’assenza che durava ormai da 25 giorni. Il primo certificato, di dieci giorni e motivato da «stress emotivo e ansia», era arrivato dopo la mancata partenza per Berlino con la squadra al termine del ritiro di Ponte di Legno. Il secondo aveva fatto saltare a Esposito anche l’esordio ufficiale in Coppa Italia contro l’Arezzo e la prima giornata di campionato con il Parma.

Alla vigilia della sfida di Coppa, Fabio Pisacane aveva preferito non entrare nel merito della vicenda: «Io ho il compito di tutelare il gruppo. Per quanto riguarda la questione Esposito, ci sono le persone che se ne stanno occupando, anche se non nego sia una situazione che mi turba».

Qualche giorno prima, al termine di Cagliari-Nizza e del Trofeo Gigi Riva, Pisacane aveva già evitato di esprimersi sul caso Esposito, riportando l’attenzione sul gruppo: «In una serata che appartiene al Cagliari e ai suoi calciatori, parlare dei singoli è riduttivo – aveva dichiarato –. Oggi è giusto elogiare il collettivo e sottolineare quello che sta facendo questo gruppo. Mi piace concentrarmi su quanto visto stasera e su ciò che hanno fatto i ragazzi».

LO SCONTRO CAGLIARI-GIUFFREDI

Qualche giorno prima la vicenda aveva assunto toni durissimi. Il 5 agosto l’amministratore delegato e direttore generale Stefano Melis, intervistato da “Videolina”, aveva ricostruito pubblicamente la posizione del Cagliari: «Questo è uno di quei casi che non dà una bella immagine al mondo del calcio e che senza dubbio fa un po’ disinnamorare i tifosi e gli appassionati. Siamo rimasti sorpresi e delusi dell’evoluzione di questa situazione: il Cagliari si era seduto in tempi non sospetti con l’agente, nonostante ci fosse un contratto sino al 2030 firmato l’anno scorso, e la settimana scorsa aveva formalizzato una proposta di adeguamento importante, che portava Esposito ad essere uno dei calciatori più pagati della rosa».

Poi l’affondo del dirigente rossoblù: «Era una nostra liberalità e alla fine ci siamo ritrovati davanti a qualcosa di più simile ad un tentativo di estorsione: il ragazzo, sicuramente mal consigliato dal proprio agente, ha lasciato il ritiro nella notte, mancando di rispetto al gruppo, al mister, allo staff e ai tifosi rossoblù. Lo aspettavamo comunque oggi alla ripresa degli allenamenti, al suo posto è arrivato un certificato medico dal contenuto quantomeno imbarazzante».

Melis aveva quindi chiarito definitivamente la posizione del club sul futuro dell’attaccante: «Il giocatore è sicuramente sul mercato, ma il Cagliari valuterà unicamente offerte congrue al suo valore tecnico ed in linea con la sua reiterata richiesta di avere un ingaggio vicino al doppio di quello attuale».

La replica di Mario Giuffredi non si era fatta attendere. Il procuratore di Esposito, intervistato da “TuttoCagliari”, aveva risposto duramente: «Melis dovrebbe vergognarsi di aver usato il termine “estorsione”. Giulini dovrebbe prendere provvedimenti nei confronti del suo dirigente. Tra l’altro lo stesso presidente mi ha chiamato prima di trattare dicendomi di fare finta di rinnovare il contratto del ragazzo senza dire nulla a Catte e Accardi».

Giuffredi aveva contestato anche le parole del dirigente rossoblù sul certificato: «Il certificato medico? Al ragazzo sono stati prescritti 10 giorni a causa dello stress a seguito di una visita con uno psicologo. Come si può sostenere che lo stesso certificato sia imbarazzante? Il signor Melis non è un medico, come può definire un certificato medico imbarazzante? Provvederò a presentare denuncia nei riguardi del Sig. Melis».

LA NOTTE DI PONTE DI LEGNO

Per capire come si fosse arrivati a uno scontro simile bisogna tornare al 1° agosto. È il giorno in cui una vicenda sino a quel momento rimasta principalmente interna esplode pubblicamente. Il Cagliari pubblica una nota durissima:

«Il Cagliari Calcio informa che Sebastiano Esposito ha lasciato senza autorizzazione il ritiro della Prima squadra a Ponte di Legno. Il calciatore, che al momento non ha fornito al Club motivazioni in merito alla propria decisione, non partirà con la squadra alla volta della Germania per l’amichevole di domenica contro l’Union Berlin. La Società valuterà quanto accaduto e si riserva di adottare i conseguenti provvedimenti».

La versione di Mario Giuffredi è diametralmente opposta. Poche ore più tardi il procuratore di Esposito replica ai microfoni di “TuttoCagliari”: «Il comunicato del Cagliari è una grandissima falsità! Ieri sono stato al telefono dalle 21 fino alle 2 di notte con il direttore sportivo Accardi ed il tecnico Pisacane e, in presenza stessa del giocatore, abbiamo concordato qualche giorno di assenza a causa di un periodo di forte stress che il ragazzo stava vivendo. Siamo rimasti d’accordo che sarebbe rientrato il 5 agosto, dopo l’amichevole in Germania».

Giuffredi ricostruisce anche le settimane precedenti: «Noi ed il Cagliari Calcio abbiamo esigenze diverse. È da due mesi che parlavamo di rinnovo, e nonostante avessimo dato la nostra piena disponibilità, non c’è stata apertura da parte della società rossoblù ed il ragazzo era felicissimo di restare. Il presidente Giulini aveva già intenzione di vendere il giocatore. Io devo far parlare i fatti, e posso tranquillamente dimostrare ciò che sto dicendo».

Infine il procuratore racconta un precedente incontro con la società: «Giovedì mi è stato chiesto di andare a Milano per parlare con la società, ma dopo soli quindici minuti di colloquio, il presidente si è alzato ed è andato via, lasciandomi con il ds ed il direttore generale. Se il presidente del Cagliari negherà l’evidenza, mostrerò quanto ha detto».

Il giorno successivo, dopo il 2-2 nell’amichevole con l’Union Berlino, anche Fabio Pisacane interviene sul caso. Il tecnico difende innanzitutto la squadra: «Dispiace per ciò che è successo negli ultimi giorni, ma ribadisco che il gruppo viene davanti a ogni cosa e va protetto. Il collettivo va difeso da ciascuno di noi, da me in primis. Perché poi è il gruppo che lotta, soffre e rappresenta la maglia del Cagliari».

Quindi richiama apertamente i valori del club: «La nostra ambizione deve essere sempre accompagnata da integrità e perseveranza, bisogna ricordarsi ogni giorno che rappresentiamo una maglia gloriosa, che ci vuole rispetto per questi colori e per questi tifosi, oltre che per la società, lo staff e per tutte le persone che lavorano nel Cagliari».

L’ORIGINE DELLA FRATTURA

L’abbandono di Ponte di Legno, però, non rappresenta l’inizio del caso. È soltanto il momento in cui la frattura diventa pubblica. Esposito aveva un contratto lungo con il Cagliari, con scadenza fissata al 30 giugno 2030. Non si trattava dunque di un giocatore vicino allo svincolo: al centro della discussione c’era l’adeguamento economico dell’accordo.

Anche su questo punto le ricostruzioni delle parti sono differenti. Secondo Melis, nonostante il contratto sottoscritto soltanto l’anno precedente, il Cagliari aveva deciso di sedersi al tavolo con Giuffredi e aveva formalizzato una proposta di adeguamento «importante», che avrebbe portato Esposito tra i calciatori più pagati della rosa. Sempre secondo il dirigente rossoblù, la richiesta dell’entourage era invece quella di arrivare a un ingaggio vicino al doppio di quello percepito.

Diversa la versione di Giuffredi. Il procuratore sosteneva che le parti discutessero del rinnovo già da due mesi e che, nonostante la disponibilità dell’entourage, non ci fosse stata apertura da parte della società. Secondo l’agente, Esposito era «felicissimo di restare» a Cagliari, mentre Giulini avrebbe già avuto intenzione di cederlo.

È su questa distanza, economica ma ormai anche nei rapporti tra le parti, è nata la frattura destinata poi a trasformarsi rapidamente in qualcosa di molto più profondo. Prima i confronti nel ritiro, poi la notte di Ponte di Legno e le due versioni opposte sulla partenza di Esposito. Quindi la nota ufficiale del Cagliari, il primo certificato medico, le durissime parole di Melis e la replica di Giuffredi, sino al secondo certificato e alla ricerca di una soluzione sul mercato.

I NUMERI IN ROSSOBLÙ

Si chiude così, dopo una sola stagione, l’esperienza di Sebastiano Esposito con il Cagliari. Arrivato nell’estate 2025, l’attaccante ha collezionato complessivamente 39 presenze ufficiali con la maglia rossoblù, realizzando 8 gol e servendo 6 assist. In Serie A le presenze sono state 36, con 7 reti, numeri che lo hanno reso il miglior marcatore rossoblù della stagione, ai quali si aggiungono 3 gare e il gol realizzato in Coppa Italia.

L’ultimo capitolo è stato scritto il 29 agosto, con l’ufficialità del trasferimento dell’attaccante. Esposito riparte dal Sassuolo, in prestito con diritto di riscatto. Il Cagliari volta pagina. E lo fa con una sola, fredda riga di comunicato.

Redazione Cagliari1920news

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