Il tecnico rossoblù ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida salvezza: Pisacane verso Cagliari-Cremonese
Vigilia della gara della stagione per il Cagliari, che dopo un ritiro per ricompattare il gruppo e caricarsi a dovere, interrotto solo per alcune ore mercoledì sera per riabbracciare le proprie famiglie, si tuffa nella sfida salvezza con la Cremonese, che sarà decisiva per la permanenza dei rossoblù in Serie A. Alla vigilia del match dell’Unipol Domus, il tecnico Fabio Pisacane ha incontrato i giornalisti nella consueta conferenza stampa pre-gara nella sala stampa del Crai Sport Center.
«Il ritiro di questi giorni, così come lo abbiamo fatto noi, è stato importante. Dopo otto partite che non vinci è giusto passare ancora più tempo insieme e compattarsi ulteriormente. Questo non vuol dire che abbiamo fatto il ritiro perché i ragazzi nell’ultima gara non hanno dato il massimo. Quello che abbiamo dato non è bastato per far punti. Non siamo i primi e non saremo l’ultima squadra che in situazioni del genere cerca di stare più tempo insieme».
L’allenatore del Cagliari ha fatto quindi il punto sugli infortunati:
«Per quanto riguarda l’infermeria Pavoletti e Felici sono ai box – ha detto –. Belotti ha ancora una settimana in più di lavoro, e penso sia recuperato, così come Borrelli. Tranne i primi due e Idrissi gli altri sono a disposizione».
Il Cagliari ha conquistato appena 2 punti nelle ultime 8 giornate.
«Le cause possono essere tante. Nessuno ha la sfera di vetro. Ci può essere la troppa serenità di aver raggiunto un ampio margine. Gli infortuni. Mie colpe su alcune scelte… Nessuno ha cercato di fare questo volutamente, se è accaduto è accaduto inconsciamente. C’è successo anche nel girone di andata di non vincere per due mesi. Dispiace, anche perché penso che nelle ultime 8 partite le 2 che abbiamo steccato e non dovevamo farlo erano Lecce e Pisa. Nelle altre, anche se uno gioca sempre per fare risultato, sapevamo di trovare difficoltà. Ma nell’ultima gara e col Napoli ho visto una buona prestazione, anche se non tutti sono d’accordo. Mi auguro solo di non cercare di analizzare troppe cose. Il tempo si è accorciato ed è il momento di fare i fatti, non delle parole»
Quanto all’importanza della gara con i grigiorossi dell’ex Giampaolo, Pisacane non ha dubbi:
«Questa è una finalissima. Al netto della classifica, che è importantissima, penso che in ognuno di noi debba esserci quello spirito di rivalsa, di cercare a tutti i costi di tornare a fare punti. Mi auguro di portare l’intera posta a casa perché secondo me nel primo tempo col Sassuolo, e a tratti anche nel secondo, la squadra meritava qualcosa in più. È normale che se siamo rientrati a casa a mani vuote quello che abbiamo fatto non è bastato».
Segue un’analisi sul tecnico avversario e sulla squadra lombarda.
«Penso che Giampaolo non abbia bisogno di presentazioni, è tanti anni che fa questo lavoro e si è fatto apprezzare tantissimo. Sono convinto che in queste due settimane e più ha avuto modo di lavorare e non abbia bisogno di tanto tempo per fare certe letture. È una partita insidiosa, però noi gli abbiamo studiati e cercheremo di mettere le nostre armi in campo per fare punti, per vincere».
Ma chi ha più pressioni tra le due squadre?
«Credo che a 7 giornate dalla fine abbiamo tutti pressione. Vincere domani significherebbe fare altri tre passettini in avanti rispetto alla Cremonese, ma ci sono altre sei partite a disposizione con 18 punti. Come dicevo in tempi non sospetti il calcio illude, per cui bisogna rimanere sempre in campana, la Serie A non perdona, è infida. Fai 3-4 sconfitte che nemmeno te ne accorgi e ti ritrovi in uno stato d’animo diverso. Basta poco, come è successo a noi».
«Ovviamente in questo momento recuperiamo alcune frecce, possiamo avere più scelta, soprattutto in avanti, dove spesso siamo arrivati contati. Ma la differenza alla fine la fa quello che uno ha dentro, e noi se vogliamo vincere la partita dobbiamo tirare fuori da dentro qualcosa in più».
Che partita sarà Cagliari-Cremonese?
«Una partita si basa su più eventi. Domani ci sarà un caldo torrido e mi auguro di vedere freschezza fisica. L’esperienza è importante sì, ma il calcio è cambiato, bisogna fare riferimento anche ad altre cose. La spensieratezza a volte sopperisce. Poi è normale che se uno ha 300 partite sulle gambe riesce a leggere certe situazioni meglio di uno che ne ha 50».
Sul rischio esonero Pisacane non si nasconde:
«È dalla prima giornata che la mia panchina dipende dai risultati. Quando ho scelto di intraprendere questo percorso sapevo quello che comportava in caso di assenza di risultati. Non eravamo fenomeni quando vincevamo e non siamo diventati brocchi adesso. Si sono incastrate una serie di cose che ci hanno portato in questa situazione. Dobbiamo essere bravi a tirarci fuori. Io mi sono preso una responsabilità grandissima fin dal primo giorno e sono convinto di portarla a termine. Poi qualora dovessero esserci altre idee, altre situazioni non dovete chiederlo a me».
«Tutta l’energia che ho la sto mettendo dentro per cercare di dare una soddisfazione a questa gente. Mi capita di camminare per strada e di essere incoraggiato. Questo mi gratifica e sono convinto che alla fine trionferemo. Non voglio parlare dei se e dei ma, non fa parte del mio carattere. Sono convinto che alla fine vinceremo, dobbiamo solo cercare di scavallare questo momento. Tutte le squadre vivono momenti come questo, noi ci siamo già passati e li abbiamo superati. Ci siamo ricascati, ma se io vado a dormire stasera e penso che domani non vinco posso andare a casa già sono a casa. Mi piace pensare diversamente e affidarmi alle sensazioni, che in questo momento sono positive».
Sugli attaccanti.
«Penso che i ragazzi siano tutti complementari, ma non voglio agevolare la Cremonese. Semih preferisce sfilarsi e vuole stare nella manovra, nel vivo del gioco e può coesistere con Borrelli. Esposito anche nell’ultima partita poteva fare qualche gol in più. In questo momento è in buona condizione, come anche altri dal centrocampo in giù».
Un giudizio anche su Zappa.
«Nelle ultime settimane me l’avete sempre chiesto. È un giocatore importante per senso di responsabilità e attaccamento. Dopo l’infortunio che ha avuto prima della Juve, abbiamo fatto tre vittorie consecutive ed è esploso Zé Pedro. Questa è la situazione che ci ha accompagnato in questo periodo, ma non significa che domani non giochi. Gabriele ha avuto qualche occasione, ha sempre cercato di dare una mano. In questo momento abbiamo bisogno di tutti. Per senso di responsabilità e attaccamento alla maglia può essere uno di quelli che ci portano alla salvezza. Non ho accantonato nessuno, è stato un discorso fatto con coerenza e coscienza».
Infine sul ritrovare Luperto da avversario.
«Sarò felice di vederlo. Inutile nascondere che con Sebastiano all’inizio non ci siamo presi. Ma le persone si conoscono nel tempo e pian piano ci siamo avvicinati e capiti. Se avrò modo di fare una chiacchierata con lui la farò volentieri. È un ragazzo che quando è stato chiamato in causa ha dato il suo contributo, e quando è rimasto fuori ha fatto il professionista. Non ci siamo più sentiti da quando è andato via. Domani quando lo rivedrò lo abbraccerò tranquillamente. Per me rimane un ragazzo da valori importanti».

