Le parole in conferenza stampa del mister rossoblù alla vigilia della partita: Pisacane verso Cagliari-Napoli
La partita è sulla carta proibitiva. Il Napoli di Antonio Conte è una delle big del campionato italiano di Serie A, ma il Cagliari non può più fare calcoli. Lo sa bene il tecnico rossoblù Fabio Pisacane, che ha incontrato i giornalisti alla vigilia del match nella sala stampa del Crai Sport Center. L’obiettivo dichiarato è riscattare il brutto k.o. dell’Arena Garibaldi contro il Pisa.
«A quattro giorni di distanza, come ho detto subito dopo la gara, dovevo solo rivedere la partita per capire le cose tecniche che non sono andate – ha esordito l’allenatore partenopeo –. È normale che da subito, io come la squadra, ci siamo resi conto di aver offerto una prestazione non all’altezza. Abbiamo perso un’occasione e abbiamo fatto una partita negativa sotto tutti i punti di vista. Dispiace perché in questo momento sentiamo tantissima fiducia su di noi da tutte le componenti, soprattutto dai nostri tifosi, e questo è quello che ci dispiace più di tutto».
Per la sfida interna contro il Napoli il tecnico recupera un pilastro come Deiola, mentre per rivedere in campo Borrelli bisognerà ancora attendere.
«Recuperiamo quasi tutti gli infortunati – ha dichiarato Pisacane –. Deiola ha una settimana in più, Mazzitelli sta bene. C’è solo da valutare l’entità di questa contusione alla caviglia per Liteta. Poi i soliti Borrelli, Belotti e Felici hanno bisogno ancora di tempo. Per quanto riguarda i recuperi, prima o poi devono rientrare; che lo facciano due giorni prima o due giorni dopo, penso cambi poco».
Seguono alcune considerazioni sul Napoli e sulla decisione del ritiro anticipato.
«Affrontiamo un Napoli che è una grandissima squadra che lotta per i primi posti – ha sottolineato Pisacane –. Sono convinto che la squadra voglia riscattare la brutta partita di Pisa; è un’occasione in una partita che sappiamo non può essere definita normale o come le altre. I ragazzi non vedono l’ora di riversare rabbia e gioia sul campo. Proprio per questo mi hanno chiesto loro di fare il ritiro con un giorno d’anticipo, perché hanno percepito il momento e capito che solo stando insieme possono fare meglio».
Il Cagliari prende tanti gol nel primo quarto d’ora.
«Dico sempre che alcuni dati sono opinabili e altri meno – ha affermato il tecnico del Cagliari –. Penso che questo sia un dato opinabile perché le partite durano 100 minuti. Mi concentrerei sul fatto che questa squadra ha preso 11 gol in quattro partite (con Genova e Pisa e poi ha fatto sei clean sheet, tra cui quattro con Juve, Roma, Como e Lazio. Mi concentrerei su questo, che secondo me è più oggettivo».
Per quanto riguarda la formazione, tiene banco la sostituzione dello squalificato Obert sulla fascia sinistra.
«Per caratteristiche Rodríguez può ricoprire quella posizione, poi dipende dalla struttura che si vuole dare – ha spiegato Pisacane –. Altrimenti abbiamo Palestra che ha già ricoperto quel ruolo all’Atalanta; lo avevamo preso perché poteva essere un jolly su entrambe le fasce. Questi ragazzi, nonostante la valanga di infortuni, sono rimasti sempre fedeli ai propri principi di sacrificio reciproco. Questa squadra non ha mai cercato alibi e non si piange addosso».
Il Cagliari recupera Sebastiano Esposito dopo il turno di stop per squalifica:
«È un giocatore importante, un calciatore moderno con uno spirito di sacrificio enorme; corre per il compagno, caratteristica comune a molti in questo gruppo – ha detto Pisacane –. Ha una varietà di soluzioni talmente vasta che in questo momento penso che la collocazione ideale sia un po’ quella che si trova lui in campo, più che quella che gli diamo noi come staff».
Pisacane ha poi parlato di Gaetano e Kiliçsoy:
«Gaetano ti permette di avere geometrie, soprattutto sotto pressione. A Pisa non mi è dispiaciuto, anche se la lunga assenza ha pesato. Per quanto riguarda Semih, è da un mese che fa il Ramadan e questo può aver inciso sulle prestazioni. Dobbiamo essere bravi a valutare tutto per avere un dispendio energetico importante da parte di tutti».
Le ultime considerazioni sono sul caso Folorunsho a Pisa:
«Il ragazzo non ha chiesto il cambio. Si è girato verso la panchina facendo cenno di aver sentito riacutizzarsi un problema al ginocchio – ha raccontato Pisacane –. C’è stato un errore di comunicazione tra staff tecnico, medico e calciatore. All’intervallo abbiamo deciso di tenerlo in campo perché avevamo bisogno della sua presenza in superiorità numerica. Lui stesso fa fatica a uscire perché per lui è come una sconfitta personale abbandonare la squadra. A volte un pizzico di sano egoismo da parte di questi ragazzi può dare vantaggi a tutto il team»..

