Il tecnico del Cagliari ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida dell’Olimpico: Pisacane verso Roma-Cagliari
Lunedì sera il Cagliari sfida la Roma allo Stadio Olimpico, nel posticipo del lunedì sera del 24° turno di Serie A. Il tecnico rossoblù Fabio Pisacane ha parlato in conferenza stampa con i giornalisti domenica 8 febbraio alla vigilia del match dal Crai Sport Center di Asseminello.
Le prime considerazioni sono state sul calciomercato invernale:
«È normale che il mercato sia dinamico. Ci sono state opportunità in entrata per completare la rosa e il processo di ringiovanimento della rosa. Mi riferisco a Sulemana, a Dossena e ai ragazzi Raterink e Albarracín. Sicuramente con la partenza di Luperto perdiamo un ottimo giocatore. Ci dispiace, come ci dispiace per Zito, che ha fatto tanti anni qua, come ci dispiace per Rog, che ha dovuto attraversare un calvario importante, e per Prati, che fino a poco più di un mese fa faceva gol contro la sua squadra attuale. Ci dispiace anche perdere quei giocatori che non hanno avuto un grande impatto in campionato dal punto di vista del minutaggio però nel quotidiano hanno dato il loro contributo: mi riferisco a Radunovic, a Di Pardo, a Pintus, ragazzi cui faccio un grandissimo in bocca al lupo perché a mio avviso il loro comportamento non è stato banale».
«Poi possono esserci delle situazioni di mercato, mi riferisco a Luperto, che per la società possono essere delle opportunità. Alla fine per portare avanti un processo, un piano economico sostenibile, la società ha fatto questa scelta. Oggi mi piace pensare che cerco di lavorare con chi ho a disposizione. Soluzioni ne ho: in quel ruolo abbiamo Rodríguez, Dossena che l’ha fatto in passato qua proprio con Mina e Obert all’occorrenza. L’importante è che questa squadra non perda né la fame né l’ambizione».
I rossoblù all’Olimpico dovranno fare i conti con diverse assenze:
«Mina ha questo fastidio pregresso che va avanti ormai da mesi. Dobbiamo vivere un po’ alla giornata, è una sofferenza cronica, più che acuta. Va gestito e monitorato, perché l’obiettivo è mettere l’uomo davanti al calciatore. La salute è la cosa primaria. Mina oggi rimane qui, ci sono altre 14 partite e c’è un altro campionato che inizia e che senza dubbio deve vedere Mina ancora protagonista».
«Borrelli si sospetta uno stiramento al flessore e farà gli esami lunedì. Infatti parte con noi per Roma Mendy, unico attaccante di ruolo insieme a Pavoletti che ci consente di avere quelle caratteristiche. Per quanto riguarda Deiola, la settimana scorsa gli avevamo fatto respirare l’aria della partita, resta a Cagliari a fare terapia per accelerare la prossima settimana il processo di recupero. Folorunsho anche lui dovrebbe accelerare la prossima settimana. Poi ci sono Belotti e Felici. Questi sono i giocatori che non saranno della gara assieme a Mina».
Sugli obiettivi di stagione.
«Penso che come ho sempre detto la salvezza non è una sensazione ma un obiettivo. Dobbiamo prima raggiungerla per poi fare discorsi di lungo periodo. Si conquista partita dopo partita e non come una singola gara. Richiamo un po’ tutti all’attenzione, non dobbiamo fare un favore agli avversari che lottano per il nostro obiettivo. Oggi andare sulle sensazioni potrebbe richiamare dei rischi. Assolutamente non voglio, ho sempre detto che la squadra deve restare in campana, a maggior ragione dopo la partenza di calciatori di valore. Bisogna metterlo in atto».
Possibile chance per Alberto Dossena, assente dai campi da quasi un anno.
«Dossena prima gioca e meglio è per lui. Oggi è arruolabile e può partire dal 1′. È un ragazzo che si è allenato benissimo con noi in queste tre settimane, si è fermato brevemente solo per due sedute per una botta alla caviglia, nulla di che, per cui domani può essere fra i titolari».
Il tecnico rossoblù presenta quindi la sfida con la Roma.
«Il Cagliari deve avere sempre in mente l’obiettivo per cui è stato costruito e allestito. Le vittorie non devono ingannarci, ma darci fiducia per lavorare meglio in settimana. Fa parte della famosa mentalità che vogliamo alimentare sempre di più. Oggi potrebbe diventare un’arma a doppio taglio pensare di essere diventati più bravi. Noi dobbiamo continuare a spingere e ad avere questo spirito di sacrificio che abbiamo messo tutti dentro, indipendentemente da chi poi scende in campo. E sono sicuro che con questo atteggiamento possiamo toglierci altre soddisfazioni».
«La Roma non ha bisogno di presentazioni, è stata costruita per fare un campionato di vertice. Anche all’andata, una fatalità, arrivava da una sconfitta, per cui abbiamo toccato con mano quanto poi Gasperini voglia subito una reazione dalla sua squadra. Questa è sicuramente una gara diversa di quella di due mesi fa o poco più, dobbiamo raddoppiare-triplicare tutti gli sforzi per cercare nelle nostre reali possibilità di rendere la vita difficile alla Roma».
All’allenatore rossoblù viene chiesto delle caratteristiche dell’avversario di giornata.
«Gasperini ci ha abituato troppo bene. Se n’è parlato in questi mesi. Negli anni siamo stati abituati a vedere macchine da gol. Penso che nella sostanza il suo calcio non sia cambiato anche se nella finalizzazione non è in linea con i numeri che ci ha fatto vedere negli ultimi anni. Però penso che al netto di questo la Roma abbia un’identità chiara e precisa: è una squadra che preferisce giocare uomo su uomo a tutto campo, sappiamo che sarà fondamentale il terzo uomo, per quanto possiamo avere noi la palla nell’arco della partita. È una gara che sa di battaglia: la differenza la faranno i duelli e le seconde palle. Poi abbiamo di fronte una squadra di grandissimo valore. I ragazzi lo sanno, bisogna andare a giocarsela con l’entusiasmo e sperare che l’inerzia della gara vada poi a nostro favore».
Seguono alcune considerazioni sui singoli, in particolare su Kiliçsoy e Sulemana.
«Semih viene da una cultura diversa. Normale che i complimenti facciano piacere. Lui doveva stare lontano dai social perché i ragazzi come lui, Palestra, Idrissi e altri, hanno bisogno di gestire la pressione e i momenti di esaltazione. Allo stesso modo vanno gestiti i momenti di depressione. Uno poi si augura che siano di più quelli di esaltazione. La cosa che balza all’occhio è il feeling crescente con i compagni. Semih è un ragazzo che oggi viene riconosciuto per quello che ha dimostrato e può fare da qui in avanti. Mi sembra un ragazzo con la testa sulle spalle. La visita del Ct. dà valore a quello che sta facendo, abbiamo parlato con lui e gli abbiamo fatto notare che quanto ha già fatto non basta per poter andare agli spareggi».
«La scelta di Sulemana – ha spiegato Pisacane –, come ho detto tre settimane fa, ricadeva sul fatto che lui qui è di casa. Non ha avuto grossi problemi per inserirsi. È un ragazzo che apprende, ha voglia di emergere e ha un’ambizione sfrenata e questo poi gli permetterà secondo me di fare una carriera importante. Ha caratteristiche importanti per il ruolo che ricopre. È questione di tempo e poi magari lo potremmo vedere anche dal primo minuto».
Uno dei meriti del Cagliari è stato quello di essere andato a segno con 16 giocatori diversi.
«È un dato che mi fa piacere, perché mette in risalto quello che si fa in settimana. Per come ci muoviamo e per come attacchiamo gli spazi possiamo portare più uomini nell’area avversaria, e quando lo facciamo con caratteristiche ben precise possiamo far diventare questo realtà. Come è successo con Mazzitelli, un centrocampista che se si ritrova nell’area avversaria, come è successo con il Verona, calcia per fare gol e non semplicemente tanto per calciare. Così come anche il gol di Idrissi, in una situazione in cui i giocatori si muovevano in dinamica. Un terzino che arriva in area a fare uno stacco da centravanti richiama un po’ la metodologia. Ne siamo felici, però sappiamo che sono numeri e dobbiamo emergere in altro e alimentare gli aspetti che ci permettono di raggiungere quegli obiettivi che stiamo perseguendo», ha concluso Pisacane.
CONVOCATI ROMA-CAGLIARI
Il tecnico del Cagliari ha convocato 22 calciatori per la sfida con i giallorossi di Gasperini. Prima chiamata per il giovane acquisto olandese Raterink, che sceglie la maglia numero 18, così come per l’attaccante della Primavera Paul Mendy, che prende la casacca numero 31.
Questi tutti i convocati:
PORTIERI: Caprile, Ciocci, Sherri;
DIFENSORI: Dossena, Idrissi, Obert, Raterink, Juan Rodríguez, Zappa, Zé Pedro;
CENTROCAMPISTI: Adopo, Gaetano, Liteta, Mazzitelli, Palestra, Sulemana;
ATTACCANTI: Albarracín, Se. Esposito, Kiliçsoy, Mendy, Pavoletti, Trepy.

